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Io e voi

Di Mario Leopardi



Mario Leopardi, classe "34", è da sempre un grande divoratore di libri, appassionato di storia e di politica, innamorato dell'Italia e della sua ricchezza culturale. La Natura però lo ha sempre fatto sognare più di ogni altra cosa. Suo padre scese dalle montagne umbre all'inizio dello scorso secolo, portandosi al seguito tutta la famiglia. Mario dovette buttarsi nella mischia, divenne cittadino di grandi agglomerati urbani...e la terra rimase solo un lontano ricordo.

Tra Milano e Roma, insieme a Rossana crebbe una famiglia di 3 figli maschi. Divenne esperto in varie materie ma quella che lo appassionò di più fu la gemmologia. Con la sua lente d'ingrandimento scrutava brillanti, zaffiri e rubini, ammirandone le loro strabilianti sfaccettature, i loro colori vibranti e chissà che, in quelle trasparenze, non vedesse anche le sue foreste e le sue montagne tanto amate.

Schiacciato dal progresso confusivo e dalla televisione deprimente, a fatica, una volta entrato in età pensionistica, Mario tenta il ricollegamento alle origini, la terra, la natura. Se lui masticasse inglese lo chiamerebbe downshifting ma lui lo chiama semplicemente amore per la terra.
Prefazione di Massimo Leopardi
 
 
Non sono vegano ne vegetariano.

Tre anni fa, eravamo all'inizio di dicembre, Massimo, uno dei miei 3 figli, invita me e mia moglie a trascorrere il Capodanno in Umbria, presso un'agriturismo.

Quella settimana di vacanza si svolse insieme ad un gruppo di persone che, in gran parte, facevano capo ad una associazione vegana, Coscienza e Salute di Milano, il cui fine principale è l'educazione alimentare con un occhio vigile all'ambiente che ci circonda e non ultimo, all'anima.

Confesso che a quell'invito non saltai di gioia ma accettai ugualmente, felice di stare insieme a mio figlio per ben sette giorni.

Non voglio prolungarmi sul nutrito programma di utili conferenze, escursioni in montagna e di esercizi fisici vari ai quali era quasi obbligatorio attenersi.

La mia curiosità e attenzione era volta alla cucina. La cura nella preparazione e nella presentazione a tavola era massima ed invitante ma totalmente...vegana... Malgrado tutto l'accettai con serenità, anche se con un po' di rassegnazione, diciamolo...

Le uniche due cose di cui sentii davvero la mancanza furono il caffè al mattino e il "vero" parmigiano sulla pasta.

Questa esperienza fu veramente particolare per me e fece scaturire in me grandi curiosità. Al suo termine avrei voluto saperne di più in materia e quindi qualche tempo dopo cominciai a spigolare di qua e di là nelle varie pubblicazioni, riviste e libri in materia che il mercato, ma soprattutto la libreria di Massimo, offrono oramai in abbondanza.

Mi resi presto conto che la questione vegana ruotava intorno a 3 punti cardine:

1) la religione

2) il fabbisogno nutrizionale

3) l'ambiente

Notai che in tutte le religioni, soprattutto tra quelle più antiche, il famoso "non fare agli altri quello che non vorresti che che fosse fatto a te" era un insegnamento comune. Ora, se soltanto si potesse dire che questa affermazione comprende tutte le creature (quindi non solo gli umani), se ne dedurrebbe che uno dei comandamenti principali di tutti i tempi sia stato quello di alimentarsi in maniera strettamente vegetariana, ovvero vegana.

Per quanto riguarda il nostro fabbisogno nutrizionale, mi sono facilmente reso conto, durante le mie letture, che una alimentazione vegetariana o vegana ben bilanciata e prolungata nel tempo, portano sicuramente ad avere miglioramenti della propria salute sia fisica che mentale.

A proposito dell'ambiente (il nostro pianeta), ho potuto capire che se si riducesse la produzione di mangimi destinati agli allevamenti di bestiame si lascerebbe molto più spazio alla coltivazione agricola naturale. Questo di conseguenza favorirebbe il rimboschimento, tanto necessario per la produzione di ossigeno e non solo. Si ridurrebbe infine l'impatto sull'effetto serra e quindi il surriscaldamento del pianeta.

Moltissimi eminenti scienziati, esperti nutrizionisti, intellettuali, religiosi ecc. sono oramai d'accordo, in linea di massima, su quanto ho appena riportato; ma cosa possiamo fare per rimediare, per tornare indietro? Cosa posso fare io nel mio piccolo?

Il progresso scientifico e tecnologico nei paesi occidentali ed in quelli emergenti ha fatto aumentare vertiginosamente il numero dei suoi abitanti e la loro durata di vita media (sempre che questo allungamento non sia apparente, visto che spesso sono i medicinali e le operazioni chirurgiche a rimandare la fatidica data artificialmente). Anche nei paesi più poveri aumenta la popolazione ma non i benefici scientifici e tecnologici dei nostri tempi, le catene di fast-food invece si, s'insediano anche nei paesi come l'India ed il Bangladesh che provengono da una cultura vegetariana millenaria.

Mi chiedo se sarà mai possibile trasformare le multinazionali di allevamenti intensivi, in multinazionali di agricoltura biologica o ancor meglio biodinamica?
Potranno mai cessare tutte le loro brutture verso gli animali? Non è umano quello che accade oggigiorno, me ne sto rendendo conto solo da poco....

Come sarà mai possibile convincere i produttori di cibi conservati, precotti, stracotti, merendine anti-nutrizionali, snack semi-sintetici pieni di chimica per la conservazione, per la colorazione ed il gusto artificiale... ad "inventare" prodotti semplici, etici e salutari?

Mi rendendo conto tutto insieme solo ora: montagne di zuccheri inutili, farine deprivate di qualsiasi nutrimento, cibi inzeccati di cloruro di sodio (il sale da cucina, tossico per il nostro organismo). Ma dove siamo arrivati? Dove stiamo andando? Come tornare indietro? E quale fu il vero punto di partenza? Qual'è la nostra vera natura? Ma allora forse è vero che non siamo mai stati carnivori? Apro appena gli occhi e non riesco a credere...

Ora mi sembra che l'elenco potrebbe prolungarsi una vita, forse tanto lunga almeno quanto la mia.

Quali possibilità abbiamo d'invertire questa spirale negativa? Come far basculare l'attuale sistema perverso verso sistemi agricoli, di produzione alimentare basati sul rispetto della natura, degli animali e della salute dell'uomo stesso? Sembrerebbe impossibile...

Mi vengono in mente solo le scuole, l'educazione primaria. Qualcosa credo si potrebbe ancora fare partendo da li. Sono convinto che se per me è possibile capire, ma difficile applicare, per un giovane sia facile fare entrambe le cose, a patto che glie le si dica, glie le si spieghi.

Occorre introdurre urgentemente, sin dalle prime classi della scuola primaria, la materia: "educazione alimentare". Educazione che credo neanche la maggior parte dei medici abbia ancor oggi. Si deve portare a conoscenza dei ragazzi la verità; basta loro mostrare come vengono prodotti gli "alimenti" nelle industrie.

Non servirebbero neanche le parole. Mio figlio mi ha mostrato immagini su youtube che in pochi secondi ti fanno capire tutto. Ma due minuti dopo ti aggredisce la domanda: e io cosa posso fare? Svegliare la coscienza dei giovani sarà sicuramente più produttivo...

Quei giovani potrebbero costituire a breve una classe dirigente più consapevole e virtuosa.

Secondo il mio modesto parere questa è la strada da percorrere ma occorre intraprenderla immediatamente ed in maniera globale. Come? Lo chiedo a voi che mi leggete. Aiutatemi a capirlo!

Chissà che il web, di cui faccio tanta fatica a comprenderne il funzionamento, non sia proprio il mezzo che permetterà la diffusione rapida di questa presa di coscienza.

Allo stato attuale potrebbe sembrare pura utopia il mio ragionamento, ma se io che da anni non scrivevo più una riga, neanche per mandare una cartolina, sono qui con carta penna e calamaio elettronici, allora credo che qualcosa di veramente grosso si stia muovendo...

Da qualche parte bisogna pur cominciare e io comincio qui.

L'avidità delle industria farmaceutica, zootecnica, ecc. hanno portato il pianeta sull'orlo della sopravvivenza.

Non c'è rispetto per questa nostra grande casa comune. Non basta sperare che la natura sia sufficientemente paziente e aggiusti, da sola, i danni da noi causati. Occorre il nostro intervento, occorre impiegare quel 70% del nostro cervello che di solito non viene utilizzato, è sicuramente quello il motivo per cui ne siamo stati dotati.

Torniamo indietro, torniamo verso la natura dalla quale proveniamo per poi riavanzare ma questa volta nel rispetto delle regole naturali ed intrinseche della vita.

Ora mi appello a chi mi legge, perchè alla tenera età di 77 anni, ditemi voi, come posso ancora rendermi partecipe di questo "salvataggio"? Io che, mio malgrado, sono stato, per tutta la vita partecipe, se non co-autore di questo disfacimento.

Ora che comincio appena a rendermi conto di quale sistema perverso abbiamo creato. Oramai che il mio modus vivendi, le mie abitudini quotidiane sono cosi radicate nel tempo. Io, Mario Leopardi, che provengo da una famiglia di salumieri, scesi dalle montagne umbre all'inizio del secolo per cercare di sbarcare il lunario nelle città... come posso fare?

Apro cosi questa Rubrica per ragionare apertamente, dialogare con voi, uomini e donne di una certa età ma anche giovani che come me si trovano di fronte allo stesso dilemma e che non hanno ancora deciso di abbassare le braccia...


Mario Leopardi
Roma 15 dicembre 2011
 
 
 

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