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Anacardi, dove si producono?

Scopriamo alcune curiosità sugli anacardi, cosa sono e dove si producono

Gli anacardi sono semi oleosi molto consumati, ma spesso non siamo bene consapevoli di cosa sono e dove si producono.

Chi segue un’alimentazione vegetale, li acquista spesso. Con gli anacardi si possono fare delle buonissime creme spalmabili, è possibile creare condimenti per la pasta, come anche creme dolci al cucchiaio. Molte alternative vegane ai formaggi sono proprio a base di anacardi.

Tante, troppe volte, quando sottolineo l’importanza di acquistare frutta secca italiana, insieme a mandorle e nocciole, mi viene risposto gli anacardi. Segue poi la frase “Ma non sono italiani?” Trovo utile quindi approfondire insieme alcune curiosità su questi semi oleosi sempre più presenti sulle nostre tavole.

Anacardi, cosa sono e dove si producono?

Gli anacardi sono semi oleosi appartenenti alla categoria della frutta secca. Sono i frutti della pianta brasiliana Anacardium occidentale, specie nativa del Brasile. Attualmente i principali produttori di anacardi sono India, Brasile, Mozambico, Tanzania e Nigeria. La risposta quindi alla domanda se gli anacardi sono italiani è no. La pianta dell’anacardo richiede clima caldo, secco, arido e spesso cresce in quelle condizioni in cui qualunque altra pianta non potrebbe sopravvivere. In Italia questo è impossibile.

Questi piccoli frutti dall’aspetto simile a dei fagioli sono originali quindi del Brasile dove per secoli sono stati coltivati dalle popolazioni indigene. Furono esportati dai navigatori portoghesi in Africa e in Asia dove, in particolare ebbero molto successo diventando alimento importante per l’antica Medicina Ayurvedica che usava gli anacardi per stimolare l’appetito e rinforzare i capelli.

Gli anacardi hanno avuto molto successo come ingrediente in molte preparazioni vegetali perché, a differenza di altri semi oleosi, contengono una quota maggiore di grassi e zuccheri. Ce ne rendiamo subito conto quando li mangiamo e se li ammolliamo in acqua, già dopo un paio di ore sono morbidi e pronti per essere, ad esempio, frullati e trasformati in crema.

Come tutta la frutta secca, anche gli anacardi sono un alimento benefico per la nostra salute poiché ricco di vitamina E e di minerali quali potassio, fosforo, magnesio, selenio e zinco. Da consumare comunque con parsimonia visto il contenuto di ossalati che possono promuovere la formazione di calcoli renali.

anacardi
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Anacardi, come sceglierli?

Quando acquistiamo gli anacardi, facciamo attenzione che siano bio, al naturale quindi non tostati né salati. Preferiamoli di provenienza brasiliana se questo è specificato.

Ricerchiamo inoltre il marchio Fairtrade. Questi semi oleosi vengono spesso coltivati in modo intensivo sfruttando il lavoro umano e con un largo uso di pesticidi.

Facciamo attenzione al prezzo, un costo alto è garanzia di assenza di chimica, di un attento lavoro manuale di estrazione del seme dal guscio tossico.

Ricordo, inoltre che gli anacardi contengono urushiol, una sostanza tossica che richiede una breve cottura per essere eliminata. Quindi quando mangiamo gli anacardi mangiamo un frutto secco mai crudo, ma che ha sempre subito un processo di cottura, speriamo il più lieve possibile. Il prezzo alto dovrebbe essere garanzia di un processo gentile che permette di mantenere integri la maggior parte dei nutrienti.

Consigliamo anche: Pasta con crema di anacardi e piselli

Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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