Rivoluzione nel mondo delle alternative vegetali, grazie alla recente operazione commerciale di Biolab, azienda veg leader nella produzione di salumi vegani
Uno stabilimento che una volta produceva prosciutto è ora un luogo privo di crudeltà animale, dedicato alla produzione di salumi vegetali. Non si tratta di un sogno proibito da vegani, ma della realtà che si è concretizzata in Friuli grazie all’azienda veg Biolab.
Siamo a San Daniele del Friuli, terra del famoso prosciutto di San Daniele Dop e Igp e lo scenario è quello di un’azienda vegana che rileva all’asta un ramo di uno storico salumificio, entrato in difficoltà negli ultimi anni. I protagonisti della vicenda sono l’azienda veg Biolab di Gorizia e il salumificio Brendolan Service.
Non solo, a questa straordinaria operazione commerciale che apre una nuova era per i salumi vegetali, si aggiunge la salvezza di 32 posti lavoro degli operai che lavoravano nello stabilimento.
Chi è l’azienda veg Biolab?
Biolab è una realtà in crescita nel settore degli alimenti vegetali, che negli ultimi anni si è aperta uno spazio significativo nella grande distribuzione poiché produce per conto terzi salumi veg, tofu, seitan e burger vegetali, per gli stabilimenti di Esselunga, Coop, Pam, Despar e Lidl. Partita nel 1991 come laboratorio artigianale adibito alla produzione di tofu e seitan, è oggi una realtà di rilievo che negli ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale nel suo fatturato, trainando il mercato dei prodotti alternativi alla carne.
Una realtà di eccellenza in Friuli per i suoi valori improntati al benessere, alla sostenibilità, alla qualità e all’italianità, promotrice già nel 2010 di un festival vegetariano che ha contato 5 edizioni e una via, via dei vegetariani, omaggio del comune di Gorizia nel 2011 per l’impegno rivolto verso il territorio.
La riconversione di siti adibiti alla carne non è però una novità per Biolab, che nel 2017 ha rilevato l’ex macello comunale di Gorizia, trasformandolo nel suo terzo stabilimento.
Perché acquisire un’azienda di prosciutti e trasformarla in una produzione di alternative vegetali?
Come spiega Massimo Santinelli, CEO e fondatore nel 1991 di Biolab, questo nuovo stabilimento servirà per far fronte all’aumento di produzione e al raggiungimento di nuovi obiettivi. Per Santinelli inoltre, si tratta di un modo per «valorizzare un sito produttivo già esistente, evitando nuove edificazioni, utilizzare forza lavoro specializzata e ridare prospettive a uno stabilimento in crisi, puntando progressivamente al pieno utilizzo delle tre linee di affettamento, oggi sottoutilizzate, sviluppando il service verso clienti terzi».


Una strategia che ha messo in fermento il mondo dei vegetariani e dei vegani, che fotografa perfettamente una tendenza in atto. Sempre più persone, infatti, stanno comprendendo l’importanza per la propria salute di un’alimentazione vegetale plant based e Biolab offre la possibilità concreta di un’alternativa agli insaccati, notoriamente ritenuti dall’OMS cancerogeni. Senza rinunciare alla nostra abitudine del panino, senza calpestare le nostre tradizioni.
Cambiare verso una direzione etica, sostenibile e più gentile verso la nostra salute è sempre più possibile e facile.
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