Chiediamo a Remo Cecconi di Salvia qual è il significato del termine Oltre il Bio e soprattutto quali sono le differenze con il biologico
Non sempre la parola biologico è sinonimo di affidabilità; approfondiamo significato e differenze delle parole biologico ed oltre il bio.
Abbiamo imparato l’importanza di fare acquisti consapevoli, o almeno a fare attenzione a quanto scritto sull’etichetta. Così ci siamo abituati a ricercare la scritta biologico sui prodotti che compriamo in modo da sentirci sicuri e tutelati. La ricerchiamo sulle etichette di farina, pasta, biscotti, frutta secca, semi, frutta e verdure, sui barattoli delle marmellate, dei condimenti, dei legumi.
Ma sappiamo cosa significa la parola biologico e soprattutto se ci si può davvero fare affidamento?
Oggi si inizia a porre l’attenzione anche su un nuovo termine “oltre il bio”. Qual è invece il suo significato e quale la sua differenza rispetto al biologico?
Approfondiamo questo tema insieme a Remo Cecconi, responsabile qualità di Salvia, un marchio storico e fiore all’occhiello del nostro territorio, ora parte di Materviva spa, che fa di “oltre il bio” marchio distintivo e di garanzia.
Biologico, cosa significa?
Acquistare un prodotto biologico significa scegliere un prodotto coltivato senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici sintetici, significa scegliere un prodotto senza OGM.
Biologico si ha quando si seguono degli standard specifici che pongono particolare attenzione alla riduzione delle sostanze chimiche artificiali, alla salute del suolo ed alla sostenibilità in generale.
Scegliere un prodotto biologico è pertanto un buon punto di partenza, certo non di arrivo, poiché non sempre è una garanzia assoluta di sicurezza, soprattutto quando si ha a che fare con prodotti di grandi brand industriali.
Scegliere un prodotto Oltre il Bio significa andare oltre la semplice certificazione biologica e considerare anche altri fattori, per assicurarsi che ciò che acquistiamo rispecchi davvero i nostri valori in termini di salute, etica e sostenibilità. Questa scelta non si limita all’assenza di pesticidi o additivi chimici, ma valuta il prodotto in un contesto più ampio.
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Oltre il Bio, cosa significa e quale differenza con il biologico?
Chiedo a Remo Cecconi quando la parola Oltre il Bio è diventata identificativa dei prodotti Salvia e come sono arrivati a questa scelta ancora così poco diffusa.
Cosa significa che un prodotto è Oltre il Bio e in cosa si differenza dal biologico?
Significa andare oltre la semplice certificazione biologica e rendere trasparente l’intera filiera, questo perché ogni nostra scelta è fatta con cura per garantire sicurezza e rispetto del pianeta.
Nello specifico per noi significa soddisfare 7 criteri.
- Controlli rigorosi, dal campo alla tavola. Il sistema di controlli del biologico è rispettabile, soprattutto quando viene eseguito con serietà e rigore, tuttavia non può sempre fornire un’assoluta certezza sul rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa. Salvia riconosce il valore di questo sistema e semplicemente cerca di spingersi oltre, integrando il certificato con ulteriori approfondimenti per offrire un ulteriore grado di controllo. Controlli sulle materie prime agricole, ad esempio, sulle aziende di trasformazione e poniamo attenzione anche alla valutazione dell’ambiente da cui provengono le materie prime, se, ad esempio, in prossimità ci sono delle fonti di inquinamento.
- Sicurezza di alimenti privi di pesticidi. Attualmente nel biologico una contaminazione da alcuni prodotti non ammessi inferiore alla soglia di 0.01 ppm può essere tollerata se, mediante approfondimenti, l’organismo di controllo verifica che tali contaminazioni sono di natura accidentale e tecnicamente non evitabili. Tuttavia, questo tipo di verifica presenta gravi limiti pratici. In molti casi accertare la natura accidentale di una contaminazione a posteriori è estremamente complesso, se non impossibile. Salvia va Oltre il Bio affrontando questa problematica in modo proattivo, non tollerando prodotti con residui, anche se sono inferiori alla soglia di 0.01 ppm, indipendentemente dalla presenza accidentale e tecnicamente non evitabile. Questa scelta rappresenta per noi un approccio etico e responsabile a tutela di consumatori.
- Tracciabilità totale: informazioni chiare e dettagliate lungo tutta la filiera. La tracciabilità è un aspetto essenziale per garantire la sicurezza e la trasparenza alimentare. Creare un sistema di tracciabilità significa costruire una catena continua di informazioni in cui ogni passaggio dalla produzione primaria alla distribuzione, è collegato in modo da permettere di risalire all’origine delle materie prime e seguire l’intero percorso dell’alimento, compresi i mezzi tecnici di produzione e gli eventuali ingredienti. Tuttavia, al consumatore finale spesso non arrivano le informazioni legate a questo complesso sistema. In genere sull’etichetta di un prodotto alimentare convenzionale viene indicata l’origine del prodotto solo per determinate categorie e, in ogni caso, non sono specificati i mezzi tecnici utilizzati o i processi adottati. Anche se obbligatoriamente esiste un sistema di tracciabilità interno a ogni azienda che consente di monitorare ciascun passaggio della filiera, le informazioni fornite al consumatore finale che acquista un prodotto industriale o biologico restano limitate. Nei prodotti biologici, rispetto a quelli convenzionali, si fa un passo avanti verso la trasparenza nei confronti del consumatore, fornendo anche l’origine della materia prima agricola. Il nostro obiettivo, invece, è creare un sistema di tracciabilità che non lasci spazio a dubbi o incertezze, offrendo al consumatore informazioni chiare e dettagliate su ogni fase della produzione.
- Promozione della biodiversità ed indipendenza agricola partendo dal seme. L’agricoltura biologica è fondata su pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente, basate su principi di naturalità, biodiversità e autosufficienza. Quando si tratta di sementi, il biologico promuove l’uso di varietà locali e tradizionali, incoraggiando l’autoproduzione per preservare la biodiversità e adattare meglio le coltivazioni alle condizioni climatiche e del suolo. Le sementi devono provenire da coltivazioni biologiche certificate, con un divieto categorico sull’uso di sementi geneticamente modificate (OGM). Tuttavia, la regolamentazione del biologico presenta alcune contraddizioni che, in pratica, possono discostarsi dagli ideali originari. Nonostante i chiari principi etici, esistono deroghe che consentono l’uso di sementi convenzionali non trattate in caso di scarsità di sementi biologiche. Nonostante, inoltre, la promozione della biodiversità, molte aziende biologiche, ad esempio, utilizzano sementi standardizzate, spesso le stesse dell’agricoltura convenzionale, compresi ibridi brevettati. Salvia non si limita a seguire le normative ufficiali del biologico, ma si sforza di restare fedele ai principi etici originari, con particolare attenzione all’autonomia degli agricoltori. Ci poniamo Oltre il Bio perché evitiamo compromessi laddove possibile, selezionando quei produttori che si impegnano a mantenere la propria indipendenza attraverso l’autoproduzione di sementi e l’utilizzo di varietà tradizionali non ibride, non brevettate e, soprattutto, non derivate da mutagenesi. Desideriamo una filiera che privilegia la sostenibilità, la biodiversità e il rispetto dei processi naturali.
- Sostegno alla policoltura. Con la popolazione mondiale in continua crescita, garantire la sicurezza alimentare diventa cruciale, ma altrettanto importante è assicurare la sostenibilità delle pratiche agricole. Oramai è chiaro che l’agricoltura convenzionale, sebbene più efficiente in termini di resa per ettaro, comporta un impatto ambientale elevato, con un consumo intensivo di suolo, risorse idriche e la diffusione di monocolture che impoveriscono i terreni. D’altra parte, tuttavia, l’agricoltura biologica, sebbene sia un valido tentativo di portare una soluzione più sostenibile, spesso non è considerata tanto migliore del convenzionale in termini, ad esempio, di uso di terreno, emissioni di gas serra e eutrofizzazione. Inoltre, il biologico si scontra con altre contraddizioni, riguardo all’uso di pesticidi e fertilizzanti di origine naturale. Sebbene, infatti, queste sostanze siano di origine naturale non per questo sono meno impattanti sugli ecosistemi rispetto ai prodotti chimici di sintesi utilizzati in agricoltura convenzionale, soprattutto se il loro utilizzo non è ponderato. Salvia resta fedele ai principi etici originari del biologico. Il nostro obiettivo è valorizzare la biodiversità attraverso l’adozione di pratiche agricole che promuovono la policoltura, intesa non solo come un sistema di consociazione di colture, ma come un approccio complesso che include anche pratiche di ripristino ambientale, come l’agroforestazione e la creazione di corridoi ecologici. La policoltura è essenziale per contrastare l’impoverimento dei suoli, prevenire la desertificazione, ridurre lo spreco di risorse idriche, e limitare la deforestazione e la perdita di biodiversità.
- Trasparenza e consapevolezza. Andare Oltre il Bio significa aumentare la trasparenza. Salvia è una delle pochissime aziende – se non l’unica – a fornire informazioni molto dettagliate. Contiamo infatti fino a 35 voci di informazioni specifiche, quali la località di coltivazione della materia prima agricola, la varietà e la provenienza del seme, i trattamenti fitosanitari, le concimazioni effettuate e le date e modalità di lavorazione e confezionamento del prodotto finito. Questi dettagli non sono solo un valore aggiunto, ma rappresentano il nostro impegno verso la totale trasparenza e la fiducia del consumatore.
- Prodotti semplici senza additivi e coadiuvanti. Sebbene i prodotti biologici possano rappresentare a prima vista una scelta più salutare e sostenibile rispetto a quelli convenzionali, sul mercato esistono numerosi prodotti biologici che sono fin troppo elaborati. Spesso contengono un numero elevato di ingredienti e includono vari additivi e coadiuvanti tecnologici che non sempre rispecchiano l’idea di semplicità e naturalità che molti consumatori inevitabilmente associano a un prodotto biologico. Questo accade anche perché la normativa bio si concentra principalmente sul processo agricolo. Uno degli aspetti in cui Salvia si distingue nettamente e va Oltre il Bio è proprio nella semplicità dei suoi prodotti e nella pressoché totale assenza di additivi e coadiuvanti tecnologici. La nostra filosofia si basa su un principio chiaro: meno ingredienti per valorizzare al massimo la semplicità e la vicinanza a ciò che la natura ci offre. Il nostro impegno verso la semplicità si riflette concretamente nella composizione dei nostri prodotti: l’87% del nostro listino è costituito da prodotti che contengono un massimo di tre ingredienti, mentre l’11% ne contiene tra quattro e sei. Inoltre, siamo particolarmente virtuosi nell’evitare l’uso di additivi. Attualmente, nessuno dei nostri prodotti contiene additivi, con l’unica eccezione dei vini e degli spumanti, che contengono solfiti.


Per aggiungere un elemento in più di garanzia state implementando l’innovativa tecnologia Blockchain. Di cosa si tratta?
Per garantire una trasparenza totale, stiamo implementando la tecnologia Blockchain, che ci permette di registrare in modo immutabile una serie di dati fondamentali lungo tutta la filiera. Nella Blockchain inseriamo informazioni dettagliate per ogni lotto, come i documenti di riferimento dei dati forniti al consumatore, delle analisi eseguite e delle visite ispettive effettuate presso le aziende. Ogni dato è tracciabile e non modificabile, così da assicurare ai nostri clienti un controllo costante e verificabile dei prodotti che offriamo.
Mi sono innamorata dei prodotti Salvia proprio per questo motivo, per il semplice fatto di sentirmi parte davvero consapevole dei miei acquisti. La certificazione biologico è importante certo, ma quante volte mi sono trovata tra le mani una confezione di fagioli biologici provenienti dall’altra parte del mondo, fiocchi di avena biologici estremamente economici, prodotti di grandi brand con filiere anonime e non specificate, alimenti trasformati industrialmente ricchissimi di ingredienti.
Desideravo sentirmi sicura nei miei acquisti e grazie a Salvia ho scoperto la possibilità di essere informata sulla filiera, su ogni passaggio della produzione, sulla provenienza della materia prima. Ho trovato prodotti realizzati con poche materie prime, italiane e si stagione, garanzia di prodotti semplici, artigianali, studiati e pensati in ogni dettaglio.
Credo che l’eccellenza sia merce rara impossibile da trovare e che la scelta migliore sia il meno peggio. Questo paradigma di pensiero può cambiare e possiamo trovare in “oltre il bio” la nostra nuova bandiera di qualità, sostenibilità, benessere e bontà. Grazie a Salvia è possibile, con la speranza che questa scelta diventi strada maestra per altre realtà produttive. Perché l’Oltre il Bio si sente, te ne accorgi subito.
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