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Frutta acida: tutto quello che non sappiamo

La mangiamo, se ne discute spesso ma non sappiamo ancora rispondere a una prima domanda: cosa si intende per frutta acida?

Chimici venite a noi: nella frutta acida rientrano tutti quei frutti il cui succo ha un PH con valore acido, ossia inferiore a 7. Anche se il PH iniziale è acido, l’effetto finale, come reazione chimica nel corpo umano, è alcalinizzante/basico.

Il PH iniziale può essere più o meno acido, fino ad arrivare al semiacido, punto di congiunzione con i frutti classificati semidolci, ulteriore anello di collegamento con la frutta dolce.

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La frutta acida non va mai mischiata con la frutta dolce e, come tutti i frutti, va mangiata lontano dai pasti, per non rischiare un’acidificazione dell’organismo.

Frutta acida e semi-acida: classifichiamole e riconosciamola

La frutta acida si può facilmente riconoscere dal sapore aspro e a livello chimico, se si usa la cartina di tornasole su di esso, questa si colorerà di rosso. In più sono considerati aciduli tutti quei frutti che, dopo una maturazione completa, producono acidi organici che ne favoriscono la conservazione. Facilmente possiamo classificare così la frutta acida e semi-acida:

  • Frutta acida: arance, clementine, mandarini, limone, pompelmi, ananas, ribes, melograno
  • Frutta semi-acida: fragole, pomodori, albicocche, mele, pere, pesche, uve, prugne, ciliegie

I benefici più efficaci

Sono molti i benefici che la frutta acida può assicurare al nostro organismo e al benessere. Nell’ambiente salutistico relativo all’igienismo e al fruttarianismo sono riconosciute unanimamente le proprietà disintossicanti della frutta succosa in generale, ma in particolar modo di quella acida.

In particolare, gli agrumi e la frutta acida in generale sono da considerarsi un cibo con caratteristiche da medicinale, in quanto favoriscono l’eliminazione delle scorie e rallentano la disintossicazione.

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Sfatiamo il mito. La frutta acida rovina i denti?

La risposta è no. La frutta acida viene spesso additata come la responsabile dell’erosione dello smalto oppure addirittura la perdita dei denti, fino alla disgregazione del tessuto osseo associato alla dentatura. In realtà la causa è da associare ai veleni accumulati negli anni che vengono espulsi con troppo veemenza: la frutta acida funziona solo da catalizzatore in quanto favorisce la disintossicazione veloce.

La frutta acida acidifica l’organismo?

La risposta è no. Molti dicono che la frutta acida acidifica il sangue e di conseguenza l’intero organismo, ma questo è falso: infatti anche se il PH iniziale di questo tipo di frutta è chiaramente acido, dopo la digestione essa rilascia nel duodeno dei residui (chiamati anche “ceneri”) alcalini o basici. Questi residui vengono riassorbiti dai villi intestinali alcalinizzando il sangue.

Ricordiamoci che: normalmente l’essere umano ha una salute perfetta quando il suo PH sanguigno è compreso tra 7,35 e 7,45. L’abbassamento o l’innalzamento di questo valore può dipendere da diversi fattori come lo stress e lo stato emotivo, ma il fattore determinante è legato al cibo che assumiamo.
Ritornando alla frutta acida, possiamo affermare che non acidifica un corpo sano e disintossicato, affermazione dimostrata anche da chi, come Anne Osborne, ha praticato mono diete di solo succo d’arancia anche per 5 o 6 mesi consecutivamente.

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Frutta acida e Ayurveda

Esistono sei sapori degli alimenti classificati nell’ayurveda: dolce, salato, aspro, pungente, amaro, astringente. E sono tutti correlati ai cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria, etere.
Nell’Ayurveda i cibi con sapore acido sono indicati per riequilibrare e dare forza e energia agli individui dalla tendenza patologica denominata “vata“. Leggendo la descrizione dei 3 dosha (vata, pitta e kapha), a prescindere dal dosha originario di nascita, si può evincere che un fruttariano integrale vira il suo dosha verso il tipo “vata“, per cui sono indicati i cibi dolci e acidi come alimenti che riequilibriano e danno forza.

Grazie a un test si è stabilita una dieta misurando il PH delle urine due ore dopo avere assunto diversi tipi di frutti o frutti dell’orto. Le misurazioni sono state fatte con un PHmetro a rotolo di cartone che a contatto con una qualsiasi soluzione liquida cambia il proprio colore evidenziandone il PH. Talvolta sono stati usati due tipi contemporaneamente per rendere più preciso il risultato. Ciò che è evidente è che l’assunzione di frutta acida non ha mai acidificato il PH delle urine.

Ecco i risultati:

07/03/2012

  • appena alzato: PH da 7 a 8, non chiaro
  • 2 ore dopo 292 grammi di spremuta di arance: PH 8
  • 5 ore dopo 200 grammi di okra, 1400 grammi di pomodori e 500 grammi di mele: PH 8.5
  • 2 ore dopo 200 grammi avocado, 370 grammi pomodori, 470 grammi di mela: PH 8.3

08/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore dopo 370 grammi di spremuta di arance: PH 8
  • 2 ore dopo 110 grammi di okra, 220 grammi di zucca di Provenza, 380 grammi di pomodori, 35 grammi di succo di lime e 370 grammi di mele: PH > 8
  • 2 ore dopo 210 grammi avocado, 205 grammi di zucca di Provenza, 480 grammi pomodori, 400 grammi di mela: PH > 8

09/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore e mezzo dopo 520 grammi di spremuta di arance: PH 8
  • 2 ore e mezzo dopo 500 grammi di arance: PH > 8
  • 2 ore dopo 120 grammi di cetriolo, 275 grammi di zucca di Provenza, 490 grammi di pomodori, 70 grammi di succo di limomne: PH 8.60, molto verso il 9
  • 2 ore dopo 260 grammi di avocado, 505 grammi di pomodori e 200 grammi di mela: PH 8.3/8.4

10/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • mangiato 90 grammi di okra, 267 di pomodori: misurazione non possibile
  • magiato 660 grammi di mele, 550 grammi di arance: misurazione non possibile
  • 2 ore dopo 250 grammi di okra e 167 grammi di pomodori: PH 8.3
  • 2 ore dopo 267 grammi di avocado e 470 grammi di mele: PH 8

11/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore dopo 600 grammi di ananas: PH 8
  • 2 ore dopo 310 grammi di arancia: PH > 8
  • 2 ore dopo 256 grammi di zucca di Provenza, 320 grammi di pomodori, 60 grammi di okra e 230 grammi di mele: PH 8
  • 2 ore dopo 90 grammi di avocado, 367 grammi di pomodori, 125 grammi di cetriolo, 40 grammi di succo di lime e 530 grammi di mela: PH > 8

12/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore dopo 360 grammi di spremuta di arance: PH 8
  • 2 ore dopo 250 grammi di avocado, 300 grammi di pomodori, 100 grammi di cetriolo, 60 grammi di succo di lime e 300 grammi di mela: PH 8.5

13/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore dopo 355 grammi di arancia: PH > 8
  • 2 ore dopo 400 grammi di mele, 170 grammi di pomodori e 60 grammi di succo di limone: PH 7,80
  • 2 ore dopo 330 grammi di mele: PH 8,5
  • 2 ore dopo 215 grammi di avocado, 115 grammi di cetriolo, 375 grammi di pomodori, 35 grammi di succo di lime e 300 grammi di mele: PH 8,5

14/03/2012

  • appena alzato: PH 7,5
  • 2 ore dopo 360 grammi di spremuta di arance: PH 8
  • 2 ore dopo 1500 grammi di pomodori, 70 grammi di okra, 400 grammi di mele: PH 8
  • 2 ore dopo 115 grammi di cetriolo, 240 grammi di avocado, 800 grammi di mele: PH 8

15/03/2012

  • appena alzato: PH 8
  • 2 ore e mezzo dopo 345 graami di spremuta di arance: PH>8
  • 2 ore dopo 400 grammi di zucca di Provenza, 440 grammi di pomodori, 170 grammi di cetriolo: PH 8
  • 2 ore dopo 200 grammi di mele: PH 8,5
  • 2 ore dopo 240 grammi di avocado, 150 grammi di cetriolo, 240 grammi di pomodori, 407 grammi di zucca di Provenza, 35 grammi di succo di lime, 310 grammi di mele: PH 8,5
ribes rosso
ananas

Quindi la frutta acida fa soltanto bene?

In base alle esperienze e alle opinioni di molti fruttariani come Arnold Ehret, Hebert Shelton, Anne Osborne, Valdo Vaccaro si può concludere che “La frutta acida non acidifica affatto l’organismo sano e non arreca alcun danno alla dentatura. Sono invece i veleni accumulati nell’organismo che possono provocare danneggiamenti al corpo e agli organi, in virtù dell’altissimo potere disintossicante che questo tipo di frutta mette in moto”. Tutte le colpe sono da addebitare al muco e alle tossine accumulate nel corpo a causa di anni o decenni di alimentazione innaturale.

Qualsiasi sintomo negativo va quindi considerato come una crisi da disintossicazione, anche avendo intrapreso il percorso depurativo da già qualche anno: a questo proposito è importante tenere sempre a mente che Arnold Ehret affermava di non considerarsi completamente disintossicati prima di 3 o 4 anni, né pensare di esserlo dopo un lungo digiuno, fosse anche di 30 o 40 giorni.

Alla luce di queste considerazioni si può affermare che qualora questi sintomi si manifestassero in un fruttariano, un crudista o un digiunatore abituale, in modo sistematico dopo l’assunzione di frutta acida, questo significa in modo chiaro che il corpo non è ancora pronto per quel tipo di dieta: l’individuo deve completare la disintossicazione e l’adattamento, anche se questo può comportare il fare un passo indietro verso alimenti che si erano abbandonati oppure fare temporaneamente a meno di questo genere di frutta.

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