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Un antico rimedio arrivato a noi grazie alla cucina macrobiotica. Scopriamo insieme come usare il kuzu in cucina

Oggi vi porto alla scoperta di un ingrediente che nella mia dispensa di casa non manca mai e cioè la polvere di kuzu. Ne avete mai sentito parlare?

Si tratta di un antico rimedio giapponese arrivato a noi negli ultimi anni grazie alla diffusione della cucina macrobiotica, un tipo di alimentazione orientale che ritiene il cibo potente mezzo con il quale possiamo garantirci la salute.

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Il suo uso però, può andare anche oltre lo scopo puramente terapeutico e diventare un ingrediente utile in cucina.

Che cos’è?

Il Kuzu è una pianta perenne, che può raggiungere anche i 100 anni di vita e ha radici molto forti e sviluppate. Da quest’ultime si può ricavare una polvere bianca che in Asia viene usata a scopo terapeutico da almeno 2000 anni.

Pare, infatti, che la traduzione giapponese della parola kuzu significhi proprio “eliminatore di tossine”.

Proprietà

Il kuzu è antinfiammatorio, protettore di stomaco ed intestino.

La sua polvere viene comunemente usata per calmare le irritazioni dell’intestino e dell’apparato digerente poiché agisce come un vero e proprio gastroprotettore. Il kuzu è quindi indicato in caso di reflusso o bruciori di stomaco.

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Questa radice agisce tamponando e assorbendo l’eccesso di succhi gastrici, lenisce le pareti dello stomaco e si comporta come un antinfiammatorio. È inoltre in grado di sbloccare la stitichezza e allo stesso tempo di bloccare la diarrea riequilibrando l’intestino.

Alcalinizzante.

Le proprietà benefiche non finiscono qui, poiché ciò che maggiormente caratterizza il kuzu è il fatto di essere un potente alcalinizzatore dell’organismo ed è quindi in grado di prevenire l’acidosi soprattutto a livello del sangue e dei succhi gastrici. È l’unico amido ad avere questa caratteristica.

Alcalinizzare il proprio corpo è importante perché significa purificarsi da un accumulo di acidità nel sangue (data dall’assunzione, ad esempio, di cibi “spazzatura”) che diventa terreno fertile per infiammazioni e malattie.

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Tonico ed energetico.

Contiene per lo più sali minerali quali calcio, fosforo e ferro.

Contrasta dipendenze, previene emicrania e attenua le vampate.

Tutto questo grazie alla ricchezza di isoflavoni la cui caratteristica è quella di agire sui neurotrasmettitori come la serotonina, stimolando la produzione di dopamina. Allentando, ad esempio, il senso di dipendenza, cosa che rende questa radice un rimedio usato proprio per contrastare dipendenze dal cibo, dalla cocaina e dal fumo.

La ricchezza di isoflavoni ne fa anche uno strumento utile in menopausa per attenuare le vampate di calore!

Come usarlo come rimedio a fini terapeutici?

In caso di disturbi gastrointestinali si può sciogliere 1 o 2 cucchiaini di fecola di kuzu in un bicchiere d’acqua fredda o a temperatura ambiente che poi metteremo sul fuoco a far bollire un paio di minuti.

Il kuzu si addensa un poco in cottura, ma è poi raffreddandosi che acquista una consistenza gelatinosa. Prendiamo un paio di cucchiai di questo “gel” prima dei pasti per qualche giorno fino a che sentiamo un miglioramento dei sintomi.

In questo caso, il kuzu è spesso associato all’umeboshi, la prugna dal sapore un po’ salato tipica giapponese, alimento alcalino e potente antinfiammatorio. Assumete il composto di acqua, kuzu ed umeboshi caldo come fosse una bevanda, preferibilmente al mattino a stomaco vuoto!

In alternativa all’umeboshi potete aggiungere del succo di zenzero ottenuto con l’estrattore.

Come usarlo in cucina?

La capacità del kuzu di trasformarsi in gelatina una volta freddo, lo rende ideale per addensare budini, salse e marmellate.

Simile come uso all’agar-agar, come prima cosa scioglietelo in acqua fredda. Una volta fatto questo, si può aggiungere alla preparazione, al budino o alla crema, ad esempio, lasciando alla fine raffreddare il tutto prima a temperatura ambiente poi in frigorifero per almeno 2 ore.

Come quantità sarà necessario regolarsi un poco, in linea generale va adoperato in una percentuale di circa il 10% in relazione ai liquidi (ad esempio: per 100 ml di liquido andranno utilizzati 10 gr di kuzu).

mele al kuzu
bevanda calda

Il mio suggerimento? Le mele al kuzu!

Per unire gusto e benessere insieme, vi consiglio una della mie ricette preferite che ci permette di godere di tutti i benefici di questo particolare amido. Servono oltre al kuzu, mele, uvette e cannella.

Otteniamo un piatto ideale per la colazione, per la merenda o volendo anche come dessert. Una carezza per lo stomaco e per l’intestino, un momento di piacevolissima bontà.

Per ottenere due coppette di mele al kuzu versate in un pentolino circa 250 ml di acqua, due mele golden o fuji a tocchetti, 15-20 gr circa di kudzu.

Mescolate affinché il kuzu si sciolga e fate bollire fino a che le mele saranno tenere. Aggiungete due cucchiai di uvetta bio e mescolate.

Servite calde con tanta cannella ipoglicemizzante! Se desiderate, unite noci, mandorle, pinoli o semi di zucca.

Regolatevi voi sulla quantità di acqua e kuzu in base al vostro gradimento, se vi piacciono le mele più sugose o più secche, più gelatinose o più liquide.

Isabella Vendrame

Naturalmente Free

Edito da

Isabella Vendrame, ideatrice e conduttrice della serie Genuino Gluten Free, segue da diversi anni un’alimentazione vegetale e senza glutine, uno stile alimentare che le ha ridato salute, sorriso e benessere. Psicologa oltre che scrittrice ed attrice, segue attraverso consulenze online chi necessita di sostegno emotivo, motivazionale e pratico durante la delicata fase del cambio di alimentazione e di stile di vita. Si occupa anche di tecniche di rilassamento e mindfullness. Suo il blog Naturalmente Free in cui trovare articoli e ricette.

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