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Marmellata, confettura o composta, come sceglierla?

Facciamo chiarezza tra tre termini spesso confusi – marmellata, confettura e composta – ma soprattutto capiamo come scegliere un prodotto genuino adatto alle nostre ricette

La marmellata o qual dir si voglia, non manca mai a colazione sulla tavola degli italiani. È importante, però, capire come sceglierla e fare chiarezza tra termini spesso confusi come confettura e composta.

La usiamo sopra il pane o con i biscotti, è l’ingrediente protagonista di crostate e dolci al cucchiaio. Come scegliere una marmellata adatta a una colazione genuina e sana?

La scelta della marmellata per la colazione di tutta la famiglia è un acquisto che richiede consapevolezza. Nel corso del mio lavoro di food coach, l’analisi dell’etichetta della marmellata tenuta in casa è uno dei primi passi mossi insieme uniti alla comprensione di quello che dovrebbe essere e contenere un prodotto di qualità il meno dannoso possibile per la nostra salute.

Marmellata, confettura o composta, quali differenze?

La prima cosa è fare chiarezza tra tre termini spesso confusi ed usati erroneamente come sinonimi. Per noi italiani è sempre marmellata, anche se il prodotto contiene tanto zucchero e poca frutta, anche se è a base solo di frutta, anche se l’abbiamo realizzata in casa senza pectina e senza zucchero.

Chissà se sapete che la parola marmellata deriva dal portoghese marmelada e indica una preparazione a base di mela cotogna. Questo termine è stato successivamente usato per indicare la tipica preparazione di arance amare dolci della tradizione anglosassone. Legalmente a seguito di una direttiva europea del 1982 con il termine marmellata bisogna indicare una preparazione a base esclusivamente di agrumi unita a pectina e zucchero. In generale comunque, una marmellata, contiene una percentuale di frutta molto bassa, non oltre il 20 per cento.

La confettura nasce con l’esigenza di rendere la marmellata più ricca di frutta, frutta di qualunque tipo, nella quantità di solito tra il 35 e il 50 per cento del prodotto finale.

Oggi si parla spesso di composta, invece, per indicare quella preparazione in cui la frutta è presente almeno nella quantità del 65 per cento. Il restante è zucchero, spesso di canna, ancor più spesso zucchero estratto da altra frutta come mela e succo di uva. Questo ci porta a parlare, infatti, di composte di sola frutta.

Marmellata genuina e salutare, quale scegliere?

Data per scontata la scelta di un prodotto bio, il passo successivo è capire se preferire la classica marmellata, confettura o composta con zucchero o di sola frutta.

L’obiettivo è avere un prodotto che contenga la quantità minima possibile di zuccheri e questo ci porta subito ad escludere marmellata e confettura a vantaggio della composta. Una marmellata genuina e salutare è pertanto una composta con l’accortezza possa contenere la maggiore quantità di frutta possibile. Questo, anche se la marmellata è fatta in casa dalla mamma o dalla nonna.

Come scegliere una composta genuina e salutare?

Per scegliere una composta genuina e salutare è fondamentale leggere l’etichetta. Dall’etichetta possiamo capire se gli ingredienti sono biologici e quale tipologia di dolcificante è stato usato. I più frequenti sono zucchero, zucchero di canna, zucchero di cocco, sciroppo d’agave, succo e polpa di mela, succo d’uva. Evitiamo possibilmente quelle con zucchero raffinato e zucchero di canna, ripeto, canna e non integrale che è un’altra cosa.

marmellata confettura composta differenze
marmellata confettura composta differenze

Il passo successivo è soffermarsi sulla tabella nutrizionale alla voce carboidrati di cui zuccheri.

Una composta genuina e salutare non deve contenere oltre il 30 massimo 35 per cento di zuccheri.

Un prodotto genuino e salutare deve contenere la quantità minore possibile di zucchero. E lo zucchero migliore è quello che non c’è!

Se fate caso alle vostre etichette, ci sono prodotti di sola frutta, acquistati perché ritenuti ingenuamente migliori e più sani, con una quantità di zuccheri davvero importante ed eccessiva. È possibile trovare ottime composte bio con il 26-28 massimo 32 per cento di zuccheri presenti, davvero deliziose.

Composte di frutta, quali alternative comprare?

Alternative genuine alle composte di frutta che possiamo facilmente acquistare sono le puree di frutta. Questi prodotti contengono solo frutta per lo più mela. Sono quelle classiche scatolette di polpa di frutta bio spesso di vari gusti. Se leggiamo l’etichetta, lo zucchero naturalmente presente si aggira intorno al 12 per cento, quantità ben diverse dalle cosiddette salutare composte di sola frutta!

Un’altra alternativa è data da quella che io chiamo “marmellata di riso”, la salsa amasake, ottenuta dalla fermentazione del riso integrale, ha una naturale e piacevole dolcezza in 19 gr di zucchero ogni 100 gr di prodotto.

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Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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