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Scopriamo insieme un ingrediente molto discusso, diffuso e dall’uso molto versatile, l’olio di cocco

C’è chi lo crede miracoloso per la salute e chi lo ritiene dannoso. Lo vediamo sugli scaffali dei negozi bio, lo troviamo scritto tra gli ingredienti di molti prodotti vegani e non, nelle margarine vegetali, magari lo acquistiamo, ma poi siamo perplessi sul se e come usarlo.

Sto parlando dell’olio di cocco, ingrediente ormai molto diffuso e molto usato soprattutto nella cucina vegana e crudista.

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Che cos’è?

L’olio o burro di cocco è semplicemente la parte grassa estratta dalla polpa della noce di cocco. Si presenta allo stato liquido al di sopra dei 20-25 gradi circa, mentre si solidifica a temperature più basse.

È per questo infatti che viene molto usato nella pasticceria crudista e non solo per dare compattezza e struttura a molte ricette.

Perché è così discusso?

Ciò che crea perplessità è l’alta percentuale di grassi saturi in esso contenuti pari a circa il 90 percento. Probabilmente avremo tutti assodato il concetto che sono da preferire per la nostra salute i grassi insaturi, quelli comunemente presenti in grande quantità nella frutta secca, ad esempio.

Mentre sono da ridurre o evitare quelli saturi presenti in carne, salumi e cibi spazzatura, responsabili di colesterolo, obesità e malattie cardiocircolatorie.

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Il 50 per cento circa di questi grassi saturi presenta una catena di carbonio meno lunga, data dall’acido laurico che contiene 12 atomi. A questo si aggiungono altri grassi come il miristico con 14 atomi e il palmitico con 16.

Nell’ultimo decennio diversi studi sembrano dimostrare il fatto che l’acido laurico incide sì sull’aumento del colesterolo in generale, ma faccia aumentare quello buono e riduca quello cattivo, in un rapporto quindi estremamente favorevole per la salute cardiovascolare.

A prova di questo è che molte popolazioni indigene della Nuova Guinea e Nuova Zelanda, ad esempio, che fanno molto uso di questo grasso, non sembrano riscontrare malattie cardiovascolari.

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Ricordiamo inoltre che questo particolare grasso, contenuto nella misura di circa il 5% nel latte materno, si ritiene possa avere proprietà antibatteriche, antivirali e di contrasto a funghi e lieviti.

L’olio di cocco inoltre, sembra favorire il senso di sazietà, stimolare il metabolismo ed essere di aiuto nella riduzione del grasso addominale.

A cosa fare attenzione…

È opportuno acquistare un prodotto estratto a freddo e biologico, solo in questo caso possiamo avere la garanzia di un alimento non dannoso.

Diffidiamo dalla sua presenza quando indicato nelle etichette dei prodotti industriali come, ad esempio, nelle margarine poiché di scarsa qualità e sottoposto a parziale idrogenazione.

Preferiamo sempre il consumo a crudo!

Ricordiamo inoltre che si tratta pur sempre di un grasso ricco di acidi grassi saturi, calorico e più impegnativo da digerire rispetto, ad esempio, a un olio extravergine di oliva o un olio di semi.

Va quindi usato con cautela e in piccole quantità.

Come usare l’olio di cocco?

Un vasetto di olio di cocco in frigorifero non deve mancare mai, poiché il suo uso va al di là di quello esclusivamente culinario.

In cucina usiamolo per dare consistenza a delle ricette crudiste come, ad esempio, a uno frolla per una cheesecake raw o a dei particolari cioccolatini, se dobbiamo fare torte, crostate e biscotti privilegiamo olio di mais, extravergine oppure burro di mandorla.

Sfruttiamo invece la sua caratteristica emolliente per la cura e salute di pelle, denti e capelli.

Io almeno faccio così, lo uso in particolare per una fare una maschera idratante ed illuminante per i capelli. Passo due noci di burro di cocco sulle lunghezze dei capelli, lascio riposare almeno 10 minuti e poi procedo al lavaggio.

In caso di forfora può essere utile massaggiarne due cucchiai allo stato liquido sul cuoio capelluto e lasciare in posa un’ora prima di procedere al lavaggio.

Per la pelle, io lo uso per fare lo scrub mescolato a dello zucchero di cocco per il corpo o a un pizzico di bicarbonato, dai grani più sottili, per il viso.

Lo uso anche come burrocacao prima e dopo l’esposizione al sole.

Potete usarlo sullo spazzolino al posto del dentifricio oppure usarlo per una pulizia profonda del cavo orale, per il famoso oil pulling, tecnica Ayurvedica per eliminare batteri, placca e tossine. Basta tenere in bocca per circa 15 minuti uno o due cucchiai di olio di cocco, tenerlo in bocca facendolo arrivare dappertutto e poi sputarlo. Da fare al mattino prima di colazione.

cocco e olio di cocco
Isabella Vendrame e olio di cocco

Un’altra idea? Per lucidare i mobili in legno! Mescolando un cucchiaio di olio allo stato liquido con uno di succo di limone.

Il mio consiglio?

Preferiamo il prodotto integro e cioè la polpa del cocco, ricca di nutrienti in sinergia tra loro non presenti nell’olio, esclusivo concentrato di grassi e nulla di più.

Non riteniamolo un pericolo, ma nemmeno un alimento da inserire quotidianamente. Sviluppiamone un uso consapevole e preferiamolo come nostro segreto ingrediente di bellezza!

Isabella Vendrame

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Edito da

Isabella Vendrame, ideatrice e conduttrice della serie Genuino Gluten Free, segue da diversi anni un’alimentazione vegetale e senza glutine, uno stile alimentare che le ha ridato salute, sorriso e benessere. Psicologa oltre che scrittrice ed attrice, segue attraverso consulenze online chi necessita di sostegno emotivo, motivazionale e pratico durante la delicata fase del cambio di alimentazione e di stile di vita. Si occupa anche di tecniche di rilassamento e mindfullness. Suo il blog Naturalmente Free in cui trovare articoli e ricette.

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