Lo zucchero nell’alimentazione vegana, verità ed alternative
Non tutti gli alimenti apparentemente vegani sono in realtà in linea con le nostre scelte etiche. Lo zucchero è vegano? Scopriamo il lato nascosto nella trasformazione dello zucchero per capire se è adatto o meno all’alimentazione vegana.
Lo zucchero è uno degli ingredienti più comuni nelle cucine, presente in una vasta gamma di prodotti alimentari, non solo nei dolci, ma anche nei sughi pronti, nelle salse, negli snack e in molte bevande.
Per chi segue un’alimentazione vegana la domanda “Lo zucchero è vegano?” non trova una risposta così semplice come potrebbe sembrare. Sebbene lo zucchero provenga da piante come la canna da zucchero o la barbabietola, il suo processo di produzione può coinvolgere metodi che non sono sempre in linea con i principi vegani.
Motivo in più per scegliere delle alternative più salutari ed eliminare definitivamente questo ingrediente dalle nostre dispense! La consapevolezza, però, deve sempre guidarci nella scelta dei nostri acquisti.
Zucchero di canna o zucchero di barbabietola?
Il luogo comune ci porta a preferire quello di canna, soprattutto quello scuro, poiché ritenuto più salutare, ma probabilmente non ci siamo mai chiesti la reale differenza tra le due tipologie di zucchero per quanto concerne il processo produttivo.
Lo zucchero in generale può essere estratto da due fonti vegetali, dalla canna da zucchero oppure dalla barbabietola da zucchero. Queste due fonti diverse, solitamente, non sono specificate in etichetta.
Nella maggior parte dei casi, lo zucchero di canna viene raffinato e decolorato utilizzando carbone animale, ovvero un composto derivato dalla combustione di ossa, sia si tratti di zucchero di canna bianco o scuro. Durante il processo produttivo brevettato dal brand Betty Crocker agli inizi del XIX secolo, il succo estratto dalla canna da zucchero è separato dalla polpa, viene poi riscaldato fino ad essere cristallizzato e poi filtrato con un decolorante e cioè il carbone animale, conosciuto anche come “nero di ossa”, ottenuto bruciando in difetto di ossigeno ossa di animali. Questo procedimento conferisce allo zucchero il tipico colore bianco. Nel caso dello zucchero di canna scuro, quello comunemente trovato nei supermercati e non quello integrale, questo, successivamente, viene solitamente caramellato al fine di conferirne un colore diverso.
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Generalmente il carbone animale è ottenuto dalla macellazione di bovini del mercato estero che poi rivendono le ossa all’industria dello zucchero. Il carbone animale non rimane nello zucchero, certo, ma è un elemento usato in fase di produzione, cosa che rende il processo produttivo non in linea con la filosofia vegana.
Quindi lo zucchero di canna, bianco e raffinato, tanto quanto quello scuro per lo più caramellato, non sono un alimento vegano, a meno non sia specificato diversamente dal produttore l’uso di un carbone vegetale granulare. Lo zucchero di canna integrale, invece, non subendo il processo di decolorazione finale, può essere ritenuto vegano, oltre che migliore poiché non contiene derivati dal catrame usati spesso per rendere lo zucchero bianco e brillante.
Lo zucchero da barbabietola, invece, non è sottoposto allo sbiancamento con carbone animale e pertanto nella sua versione grezza ed integrale, rappresenta sicuramente una scelta eticamente sicura e migliore dello zucchero di canna bianco o scuro.
Purtroppo evitare i tantissimi prodotti vegetali che contengono in etichetta la dicitura generica “zucchero” o “zucchero di canna” è estremamente difficile. Questo articolo ha unicamente lo scopo di aumentare la consapevolezza e stimolare un approccio attento ed intelligente.
Alternative allo zucchero di canna raffinato
Sono molte in commercio le alternative allo zucchero di canna raffinato bianco o scuro. Scelte indubbiamente migliori in termini di qualità. L’invito rimane sempre quello di ridurre il più possibile il ricorso a questi prodotti, privilegiando l’uso di ingredienti naturalmente dolci come datteri, cannella, uvette, frutta fresca oppure di sciroppi come agave, acero, riso.
Panela
La panela è un alimento dolcificante tipico della Colombia che viene ricavato dalla lavorazione del guarapo, il succo grezzo ottenuto dalla spremitura della canna da zucchero. Il guarapo con la cottura perde la sua componente acquosa e si trasforma progressivamente in una sorta di melasso che si polverizza autonomamente permettendo di avere un prodotto più secco, meno soggetto a fenomeni di fermentazione e quindi adatto a poter essere commercializzato e conservato sul lungo periodo. La panela quindi non viene raffinata né trattata chimicamente, ed è quindi adatta all’alimentazione vegana.


Mascobado
Il mascobado (muscovado) è lo zucchero di canna grezzo, solitamente biologico. È leggermente umido, scuro e dal sapore intenso. È un tipo di zucchero che non è stato lavorato e modificato chimicamente, sebbene, rispetto a quello integrale, può subire una parziale raffinazione. Colore e sapore sono dati dall’aggiunta di una percentuale di melassa.
Zucchero di cocco
Lo zucchero di cocco viene estratto dal nettare dei fiori della palma da cocco. Ha un naturale colore scuro e un sapore intenso di caramello, simile allo zucchero integrale panela, ma leggermente meno dolce. Ha un indice glicemico inferiore allo zucchero di canna.
Stevia
La stevia è un dolcificante naturale che viene estratto dalle foglie della omonima pianta. Si presenta sotto forma di polvere bianca e ha un potere dolcificante elevatissimo in assenza di calorie. Si tratta indubbiamente di un alimento naturale e vegano.
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Michele | Aprile 14, 2025
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Ma queste alternative possono essere usate nelle marmellate come conservante allo stesso modo con cui si usava quello bianco raffinato ottenendo lo stesso scopo?
isabella | Aprile 16, 2025
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ciao, certo, usa ad esempio lo zucchero integrale panela o lo zucchero di cocco! considera solo che il loro gusto e’ più marcato rispetto allo zucchero bianco. saluti!