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Produrre latte di soia in casa ha molteplici vantaggi. Qualità, risparmio e minor impatto ambientale

Come autoprodurre il latte di soia? La Dott.ssa Luciana Baroni ci mostra come lei lo fa a casa sua. “Io non bevo nessuno tipo di latte da dopo che sono stata svezzata, però uso il latte vegetale come ingrediente per molte ricette.

Perciò, quando la mia amica Monica mi ha parlato con entusiasmo della sua nuova machina per la preparazione domestica del latte vegetale, non ho saputo resistere e me la sono regalata per il mio compleanno.

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Devo dire che ne sono anch’io molto entusiasta. E poi consideriamo il risparmio: 1 litro di latte di soia commerciale costa circa 3 euro, poi bisogna smaltire il cartone.

1 kg di soia gialla biologica costa meno di 5 euro e ne ricavo 10 litri di latte di soia (oltre a una abbondante quantità di residuo, l’okara, la parte solida che si forma durante la preparazione del latte e che mi servirà come ingrediente per altre ricette).

Quindi, con 0.5 euro ho il latte, oltre all’okara.

Direte: se non bevo latte, cosa me ne faccio? Ci faccio il tofu, che vedrete preparare in un’altra ricetta, che viene molto bene con questo latte.

Con 2 litri di latte di soia ricavo circa 400 g di tofu, che quindi mi viene a costare 0.25 euro ogni 100 grammi, oltre a nuovamente non avere neanche un po’ di plastica da smaltire.

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Senza contare che ottengo una bevanda priva di lattosio e proteine del latte, nella top list degli allergeni, che contiene grassi polinsaturi e proteine vegetali. Qualitativamente 100 tacche sopra al latte vaccino!”

Latte di soia fatto in casa

Ingredienti:

  • 2 misurini di semi di soia gialla (circa 100 g)
  • 1 litro circa di acqua (arrivare alla tacca)

Qui spiegherà la preparazione generica, perché a seconda della macchina che comprerete dovrete seguire le istruzioni del produttore.

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Mettere in ammollo i semi di soia per almeno 10-12 ore, poi sciacquarli bene.

Mettere i semi di soia ammollati nella macchina del latte e aggiungere acqua fino alla tacca.

Far partire il programma per il latte seguendo le istruzioni del produttore (è un procedimento comunque veloce, che riscalda il contenuto e lo frulla, estraendo il latte e separando i residui solidi, detti “okara”).

Una volta finito il programma, versare il latte in una caraffa utilizzando il colino per filtrare l’okara, che va messa da parte per ulteriore utilizzo anche successivo (basta metterla in frigo in un contenitore chiuso).

Consumare il latte caldo (se lo fate subito c’è anche una bella schiuma!) o metterlo in frigo per successivo consumo.

Latte di soia
la soia in baccelli verdi
Edito da

Luciana Baroni è medico, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Fisiatra, con peculiare interesse nella diagnosi e cura delle malattie neurodegenerative. Ha inoltre un diploma di Master universitario internazionale in Nutrizione e Dietetica, ed è Presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-SSNV, Associazione di Promozione Sociale non-profit, che ha fondato nel 2000. Autrice e curatrice di numerosi articoli e pubblicazioni divulgativi e scientifici su riviste nazionali e internazionali, concernenti salute, alimentazione e stile di vita. Ha tenuto conferenze e corsi in molte città d’Italia sui temi dell’alimentazione vegetariana, intervenendo anche a programmi radiotelevisivi. Nel 2005 ha ideato il metodo VegPyramid, evoluto nel 2015 nel metodo PiattoVeg, una guida alimentare aggiornata per l’alimentazione vegetariana. Autrice-coautrice di 14 opere, la più recente è Il Piatto Sostenibile (Enea ed).

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