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Questi peperoni ripieni sono una preparazione sfiziosa, saporita e altamente proteica

Nonostante in un certo tipo di cucina salutista non godano di buona fama, personalmente adoro i peperoni e credo che un loro utilizzo variato con le altre verdure non possa procurare alcun problema.

Per la loro forma, i peperoni si prestano benissimo a essere usati come cestini da farcire in mille modi. Qui ne vedete solo uno dei tanti possibili, in cui ho usato la quinoa e il tempeh, oltre alla verdura, con il risultato di aver ottenuto una preparazione sfiziosa ma altamente proteica, saporita, e soprattutto allegra.

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Molto del gusto lo fa proprio il peperone, che viene usato anche per il ripieno.

Scegliete quindi peperoni di stagione, belli gustosi, altrimenti potrebbero rappresentare solo un contenitore privo di gusto e non dare sapore al ripieno, invece di esaltarlo.

Per chi non ama lo zenzero è naturalmente possibile ometterlo, sostituendolo magari con della polvere di aglio secco.

Se avete quelle salse di verdura già pronte, potete abbinarla al piatto. Se non ce l’avete, frullate della verdura cotta che già avete pronta con un po’ d’olio e qualche anacardo.

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Ingredienti

  • 6 peperoni ben maturi
  • 2 cipolle
  • 150 g di tempeh
  • 1 litro di latte di soia naturale
  • un pezzo di radice di zenzero
  • 3 cucchiaini di dado vegetale
  • 1 tazza di quinoa integrale

Preparazione dei peperoni ripieni di quinoa e tempeh

Lavare bene i peperoni, le cipolle e la radice di zenzero.

Tagliare a fettine sottili la cipolla e metterla a soffriggere con il dado e un po’ di latte di soia in una padella ampia e antiaderente.

Tagliare i peperoni a 2/3 di altezza, e scavare e lavare la parte con il fondo in modo da togliere sepimenti e semi. Poi metterli a sgocciolare ribaltati su un telo da cucina.

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Tagliare a pezzetti la parte rimasta dei peperoni, dopo averla ripulita all’interno e lavata dai semi, tagliare a pezzetti lo zenzero e aggiungerli al soffritto quando la cipolla è un po’ morbida.

Nel frattempo, accendere il forno e mettere i peperoni a scottare in una teglia rivestita da carta da forno a 150° per 10-15 minuti, in modo da farli ammorbidire.

Quando il soffritto è abbastanza morbido (va aggiunto nel frattempo ancora latte di soia durante la cottura), aggiungere il tempeh tagliato a pezzetti e continuare a cucinare finché non si ottenga un composto uniformemente morbido ma abbastanza compatto.

Lavare 1 tazza di quinoa e metterla a cucinare con 2 tazze di acqua e un po’ di sale finché l’acqua non sia stata completamente assorbita dai semi, e far riposare finché non intiepidisce.

A questo punto mettere nella padella la quinoa e mescolare bene tutto.

Con l’aiuto di un cucchiaio riempire i peperoni sopra l’orlo, spolverare un po’ di pane integrale grattugiato e mettere in forno a 180° per 30 minuti, coprendoli con un pezzo di carta da forno. Poi spegnere il forno, aprirlo per far abbassare un po’ la temperatura e richiuderlo.

I peperoni ripieni vanno consumati con un po’ di salsa di verdura (io ho usato quella di radicchio di Treviso).

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Consigli per la lettura

“Il piatto Veg. La nuova dieta vegetariana degli italiani”

“Il piatto sostenibile. Salute ed ecologia si incontrano in cucina. Con 90 ricette per stare bene e pesare meno sul mondo”, Luciana Baroni e Alberto Berto

Peperoni ripieni di quinoa e tempeh
peperoni
Edito da

Luciana Baroni è medico, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Fisiatra, con peculiare interesse nella diagnosi e cura delle malattie neurodegenerative. Ha inoltre un diploma di Master universitario internazionale in Nutrizione e Dietetica, ed è Presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-SSNV, Associazione di Promozione Sociale non-profit, che ha fondato nel 2000. Autrice e curatrice di numerosi articoli e pubblicazioni divulgativi e scientifici su riviste nazionali e internazionali, concernenti salute, alimentazione e stile di vita. Ha tenuto conferenze e corsi in molte città d’Italia sui temi dell’alimentazione vegetariana, intervenendo anche a programmi radiotelevisivi. Nel 2005 ha ideato il metodo VegPyramid, evoluto nel 2015 nel metodo PiattoVeg, una guida alimentare aggiornata per l’alimentazione vegetariana. Autrice-coautrice di 14 opere, la più recente è Il Piatto Sostenibile (Enea ed).

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