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Dall’okara, scarto della preparazione del latte di soia, insieme con la farina di fave e l’avena, otteniamo delle ottime polpette proteiche, da un’idea della Dott.ssa Luciana Baroni

Chi non sa cos’è l’okara? Beh, non lo sapevo neanche io fino a poco tempo fa. L’okara è la parte solida che si ricava come scarto della produzione casalinga del latte di soia, e, come tutti gli scarti, può avere un ruolo importante come ingrediente di altre ricette.

Intanto che ne studio i vari utilizzi, vi propongo questa prima ricetta, le polpette, di cui l’okara è il principale ingrediente.

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L’okara è sostanzialmente insapore, e il suo ruolo è quindi quello di rappresentare la matrice che tiene legati gli ingredienti che danno sapore alla ricetta: nel nostro caso le olive, l’avena e la farina di fave.

Dati gli ingredienti, si tratta come potete immaginare di una preparazione a elevato contenuto di proteine, ottima come snack, secondo piatto o piatto unico, sempre accompagnata da verdura.

Naturalmente la preparazione di queste quantità prevede di sfamare un reggimento, perché otterrete circa 40 polpette, che potete conservare in frigo in un contenitore chiuso e cucinare al momento del consumo. È comunque una ricetta estremamente veloce da preparare.

Ingredienti

  • 1 tazza di avena integrale
  • 2 tazze di acqua
  • 3 patate grandi
  • 1 vasetto di olive taggiasche
  • L’okara di 3 litri di latte di soia
  • 200 g di farina di fave
  • Pane grattugiato integrale qb
  • Sale qb

Preparazione delle polpette di okara

Far lessare le patate in pentola a pressione dopo averle accuratamente spazzolate.

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Lavare l’avena in un colino sotto acqua corrente, metterla sul fuoco con 2 tazze di acqua e un pizzico di sale.

Frullare bene le olive taggiasche, metterle in una terrina capiente assiema all’okara, mescolare bene e aggiustare di sale (farlo anche in anticipo, così l’okara si insaporisce).

Quando l’avena ha assorbito tutta l’acqua, aggiungerla all’impasto e mescolare.

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Quando le patate sono lessate, raffreddarle sotto l’acqua, pelarle e passarle allo schiacciapatate e poi aggiungerle all’impasto.

Aggiungere un po’ alla volta la farina di fave e mescolare bene.

Se l’impasto risulta ancora un po’ appiccicoso e molle, aggiungere pane grattugiato fino a ottenere consistenza da polpetta.

Dare forma alle polpette aggiungendo durante la manipolazione ancora pane integrale.

Stendere le polpette su un vassoio rivestito di carta da forno.

Passare in friggitrice ad aria a 205°C per 20 minuti, oppure friggere in modo tradizionale.

avena
fave fresche
Edito da

Luciana Baroni è medico, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia, Fisiatra, con peculiare interesse nella diagnosi e cura delle malattie neurodegenerative. Ha inoltre un diploma di Master universitario internazionale in Nutrizione e Dietetica, ed è Presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana-SSNV, Associazione di Promozione Sociale non-profit, che ha fondato nel 2000. Autrice e curatrice di numerosi articoli e pubblicazioni divulgativi e scientifici su riviste nazionali e internazionali, concernenti salute, alimentazione e stile di vita. Ha tenuto conferenze e corsi in molte città d’Italia sui temi dell’alimentazione vegetariana, intervenendo anche a programmi radiotelevisivi. Nel 2005 ha ideato il metodo VegPyramid, evoluto nel 2015 nel metodo PiattoVeg, una guida alimentare aggiornata per l’alimentazione vegetariana. Autrice-coautrice di 14 opere, la più recente è Il Piatto Sostenibile (Enea ed).

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