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Un piatto di diverse consistenze e sapori, la zuppa con noodles di patate dello chef Paolo Baratella vi trasporterà in Oriente

Questo che vi mostro oggi è uno dei piatti che senza alcun dubbio con i pensieri mi riporta a Londra, dove oltre ad aver vissuto e conosciuto tante persone importanti è stata una tappa fondamentale per espandere la mia mente e papille gustative a nuove e buonissime culture culinarie. Prepareremo insieme una zuppa con noodles che in genere faccio con i noodles di riso ma questo giro ho optato per qualcosa di nuovo anche per me, ovvero i noodles di patate.

Le basi di questa zuppa sono quelle del Ramen, ma non mi permetto di chiamarla in quel modo in quanto la ricetta non è al 100% fedele all’originale e non vorrei pertanto offendere nessuno.

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In questo piatto abbiamo diverse consistenze e sapori che ora vi mostrerò passo passo come fare e alla fine vi renderete conto di quanto facile sia e quanta soddisfazione vi darà.

Premetto che gli ingredienti utilizzati per guarnire la zuppa possono variare senza alcun problema in base alle proprie preferenze.

Ingredienti per 2 persone

Per il brodo:

  • 4 fette di radice di loto
  • 1 cipollotto fresco
  • 100g di tofu al naturale
  • 50g fungo King Oyster
  • 50g di salsa di soia
  • 30g di zenzero
  • 30g di aglio
  • 50g di miso
  • Olio di sesamo q.b
  • Acqua q.b

Per guarnire:

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  • 120g Noodles di fecola di patate
  • 4 funghi King Oyster
  • 1 Pak-choi
  • 1 cipollotto fresco
  • 50g di tofu al naturale
  • 30g di alga Wakame (quella già condita)
  • 20g di funghi chiodino
  • Semi di sesamo bianco q.b
  • Olio di sesamo q.b
  • Salsa di soia q.b
  • Zucchero integrale q.b
  • Aceto di riso q.b

Per l’olio piccante:

  • 3 peperoncini freschi
  • Olio di oliva q.b

Preparazione della zuppa con noodles di patate

Per il brodo

Tritare finemente in ginger, l’aglio e il cipollotto dal quale mantenere la parte verde tagliata fine e messa in acqua e ghiaccio da utilizzare per la guarnizione.

Imbiondire i 3 ingredienti tritati e poi aggiungere il tofu (tagliato a cubetti di circa 2 cm e marinato possibilmente 24h prima con salsa di soia, aceto di riso e olio), 3-4 foglie esterne del Pak-choy e il fungo King Oyster.

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Cuocere per altri 2- 3 minuti circa, poi aggiungere la salsa di soia, la radice di loto e l’acqua.

Portare ad ebollizione e poi abbassare leggermente la fiamma. Dopo circa un’ora e mezzo spegnere ed aggiungere il miso mescolando bene. Correggere di sale se necessario.

Per guarnire

Tagliare in obliquo e finemente un cipollotto e riporlo in acqua e ghiaccio.

Sfilacciare i gambi di 2 funghi con l’aiuto di una forchetta, mentre gli altri 2 funghi tagliarli a fette di circa 1,5cm.

In una padella preriscaldata e con dell’olio di sesamo cuocere a fiamma medio alta i gambi sfilacciati aggiungendo della salsa di soia. Saranno necessari circa 5 minuti poco più, la polpa dei gambi non deve risultare completamente sfaldata.

Successivamente cuocere i gambi tagliati a fette seguendo lo stesso procedimento.

Saltare in padella il restante tofu a cubetti con della salsa di soia.

Tagliare il Pak-choy in quarti e scottarlo in padella con dell’olio di sesamo.

Cuocere i noodles in acqua bollente senza sale e scolarli.

Zuppa con noodles di patate
radice di loto

Per la salsa piccante

Da uno dei peperoncini rimuovere i semi e poi frullare il tutto con dell’olio. Anche se rimangono pezzi di peperoncino, va bene.

Assemblaggio

Mettere nel piatto un cucchiaio di zucchero, di salsa di soia e di aceto di riso. Riporre al centro i noodles e versare gentilmente il brodo filtrato.

Disporre a piacere i vari ingredienti preparati: i funghi sfilacciati, quelli a fette, il tofu che è stato cotto nel brodo e quello saltato in padella, il Pak-choy, l’alga Wakame, i funghi chiodino, la parte verde e bianca del cipollotto.

Completare con un giro di semi di sesamo e dell’olio piccante, se gradito.

Paolo Baratella

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Edito da

Paolo Baratella, giovane Chef vegano, amante della cucina globale nel rispetto di ogni essere vivente, della stagionalità e reperibilità dei prodotti e di coloro che li coltivano. Paolo è Ambasciatore dell’associazione EnoGastronomica Italian Dining Summit e tra i suoi successi si annovera il primo posto al contest internazionale “Chefs Bench” organizzato dalla World Association of Master Chefs.

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