Veggie life for Veggie people

Vi voglio sottoporre degli argomenti che, secondo me, aspettano la politica di domani per costruire un mondo migliore

L‘idea è quella di rendersi utili e basta. Volevo condividere con voi questi umili pensieri. Per esempio, sul fatto che cos’è la politica oggi?

Noi demandiamo spesso, l’Italia è il paese dell’ignavia. “Non mi impiccio, io la politica… no!” Non interessarsi alla politica è sbagliato, perché la politica vuol dire la “res pubblica”, vuol dire casa, roba nostra. Per cui se noi demandiamo, va a finire che noi diamo ad altri responsabilità che sono nostre.

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In altre parole, la politica siamo noi prima di tutto e poi purtroppo c’è quella politica che ancora è uno strumento. Cioè tu non puoi fare qualcosa di utile per la società, per esempio, per i diritti degli animali, per il clima, l’ambiente, senza lo strumento della politica. Oppure un evento culturale senza lo strumento della cultura.

Però non c’è dubbio, che invece di usarlo come un “audificio” e un “insultificio”, il social possa essere forse una piattaforma dove un gruppo di persone può ritrovarsi per costruire insieme, per proporre insieme, qualcosa di utile socialmente. Questo dovrebbe essere il social!

Io vi voglio sensibilizzare, vi voglio portare, vi voglio sottoporre degli argomenti che, secondo me, aspettano la politica di domani.

Sono l’ambiente, il clima, non tanto un’economia che guarda al PIL come centralità, che mette il soldo al centro della vita. Prima era un mezzo per vivere, non può essere un fine per vivere. Ma un’economia magari verde, circolare, solidale.

Come diceva il socialismo (io sono un orfano del socialismo): è possibile arricchirsi, che è possibile il libero mercato ma sempre con uno sguardo solidale, ovvero verso i più deboli economicamente, socialmente. Socialmente vuol dire come casta, mettiamola così. È evidente che il più debole soccomberà sempre rispetto al più forte, che è più forte economicamente in quell’economia lì.

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E non è neanche vero che il “trickle-down” che è quello che erroneamente si è pensato essere un beneficio a pioggia sulle classi più deboli dall’alto. Non è avvenuto così! Le classi più deboli ancora oggi proclamano, reclamano i loro diritti e le loro necessità. Anzi, questa forbice si è divaricata, il ricco è sempre più ricco ai danni di una base di povertà che si è allargata sempre di più. La borghesia non esiste più, per esempio.

A me sembra carino poter stare qui a discutere con voi su quello che può essere fondamentale per, mettiamola così, generalizziamo, per costruire domani un mondo migliore.

Come si costruisce questo mondo migliore? Secondo me, si parte dal clima e dall’ambiente. Per cui se uno non va verso un nuovo rispetto della natura e di tutti i suoi abitanti…

Ecco che qui si va verso un argomento che a me ha rapito il cuore che è quello dei diritti degli animali. Io ormai negli occhi degli animali, solamente negli occhi degli animali e dei bambini (attenzione!) ci vedo una scintilla di vita, ci vedo quel pensiero di vita originario che noi perdiamo dalla fanciullezza in poi e che invece avremmo dovuto saper tramandare.

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L’animale no, l’animale quell’idea di vita, nei suoi occhi, la conserva fino a che non muore. Se tu guardi un animale negli occhi, ci leggi la vita.

Quindi come testimoni di vita, su questo pianeta, loro sono molto più credibili di noi. E solo per questo andrebbero protetti e difesi. Come indice di vita, perché tolti loro dal mondo, hai tolto la vita, secondo me.

Loro sono come un albero, sono come un fiore, sono come il mare, sono come l’aria che respiriamo, sono puri. Noi no! Ancora stiamo a buttare le bombe sui bambini.

A proposito di eccettori, cioè di coloro che eccepiscono. Quando io ho detto: “Ancora buttiamo le bombe sui bambini noi…” e questo dovrebbe indignarci molto di più di una squadra di calcio che perde. Oppure di negare il virus.

Invece il mondo rispetto al clima prende in giro Greta Thunberg, quando invece è una ragazzina che c’è voluta per smuovere delle masse di giovani a reclamare il loro futuro per strada. Prima non c’era.

Allora noi dovremmo indignarci per le bombe che buttiamo sui bambini. E uno mi ha risposto: “Le bombe chi le butta, che intendi? Chi butta le bombe su chi?” Perché stava pronto, hai capito! Con la diatriba, con la pugna fra israeliani e palestinesi. Quando li va solo messo in atto, prima possibile, il discorso dei due popoli e delle due bandiere e dei due stati.

Comunque, non è che c’è una bomba sui bambini più accettabile di un’altra. Ma a parte tutto ciò. Questo pure farebbe parte di temi da abbracciare insieme se vogliamo un mondo migliore.

Ci sono pensieri colti qua e là. È vero che è nobile quel mondo che assicura il lavoro alle persone, perché il lavoro nobilita l’uomo. Ma è nobilissimo anche quel mondo che assicura il tempo libero alle persone. Perché il tempo libero è quello in cui uno lavora per se stesso, per migliorare se stesso, per la propria anima.

Queste sono le parole attorno alle quali, secondo me, bisogna lavorare: empatia, spiritualità, cultura.

Non c’è il minimo investimento sulla cultura. Invece è l’unico mezzo che è rimasto ancora, oggi, per rendersi migliori, per dirsi civili. Per capire, per diventare manovratori della propria esistenza e non esecutori.

E quindi la politica, se diciamo che siamo noi, vuol dire poter lavorare anche attorno al proprio centimetro quadrato per cercare di fare per il meglio. Non solo a casa, dire come delle pentole dei fagioli arrabbiate ma inconcludenti. Ma fare!

A me piacciono tanto le persone che ci mettono la faccia. E mica ce ne stano tante.

Il Papa ci mette la faccia, per esempio. Ma guarda te, il Papa fa politica. Perché il Papa con quello che fa e dice, sapendo che è una voce ascoltata, tra le più ascoltate di tutto il mondo, è utile, è utile per un mondo migliore.

É più utile un pretino che lavora nelle periferie del mondo violento, che non tanti politici che parlano dietro un’interesse di parte. Qui non se ne può più degli interessi di parte, qui non se ne può più degli slogan vuoti. Ecco che il segnale di un cambiamento meraviglioso, importante, utile, deve poter venire dalla società civile.

Io vi voglio spingere a riflettere su certe cose come, ad esempio, cambiare alimentazione.

Per me è un fatto etico come ho già detto molte volte, è un fatto empatico. Gli occhi degli animali a me hanno insegnato la sacralità della vita, molto più che qualunque dogma.

Però il clima sta impazzendo perché lo stiamo inquinando. Il virus ha trovato nell’inquinamento ambientale il suo alleato maggiore per la veicolazione. E lo spillover che è il passaggio del virus da un animale all’uomo, è avvenuto perché noi mangiamo gli animali.

Io non li mangio più e lo faccio per una questione etica ed empatica. Ma vi spingo a pensare che se tu togli al mondo la tua fetta di carne… visto che ci vogliono 15000 litri di acqua per produrre un chilo di carne. E visto che 700 milioni di tonnellate è il peso degli animali tenuti in allevamenti più o meno intensivi ai fini del mercato, della produzione. Anche noi lo siamo, basta leggere 3 minuti di Bowman per capire che siamo tutti prodotti di questo capitalismo che va cambiato.

E invece 100 milioni di tonnellate solamente è il peso degli animali liberi. Questo vi fa capire quanto noi stiamo manipolando un mondo che non ha risorse infinite. Quindi dobbiamo fare qualcosa, noi per primi, per migliorarlo.

pianeta nelle mani
salvare il pianeta

Allora io vi volevo sottoporre, fra le tante cose che ho detto, spero senza annoiarvi, che questa necessità di cambiare alimentazione di non mangiare più animali, non è solo una necessità etica, empatica, e non piò ovviamente bastare per tenerla in vita…

“Sì, ma a me me piace la carne!”, non può essere, no! Non può essere, a parte che è inaccettabile che un essere vivente e senziente muoia per un menu, per le delizie di un palato, per il buffet di una festa.

Vorrei solo condividere con voi questa consapevolezza, non posso di certo girare con il fucile, come fanno i cacciatori che rovinano gli ecosistemi dietro alibi inaccettabili come lo sport.

Ma come lo sport?! Che è uno sport sparare a una creatura ignara che vive libera, corre libera nel proprio habitat, accuratamente nascosti con un cannone? Vi pare attività nobile, civile, accettabile?

Io non posso fare così per ricambiare della stessa moneta. Posso invitare a una discussione, a un pensiero. E allora vi invito a capire che l’alimentazione carnivora è il maggiore agente inquinante del pianeta. Che tanto prima o poi ce lo farà capire la scienza che non sarà più possibile questa alimentazione.

Vorrei metterci la faccia per questo.

Vorrei farmi portavoce di un social collaborativo, di un social politico dove la politica siamo noi. Di un social costruttivo. Non guardate chi parla di slogan vuoti. Non seguite i pifferai magici. Trovate il modo di informarvi, di capire e poi scegliere appunto con la vostra testa.

Quei temi che abbiamo detto adesso sono tutti importanti, ce ne stanno tanti per rendere il mondo migliore. Noi passiamo disattenti in mezzo a tante tragedie. Forse è arrivato il momento di essere meno disattenti.

Questo virus, se uno lo prende come un risettaggio, potrebbe aiutarci a cambiare tanto. Tutto probabilmente, per rendere il mondo migliore. Però certo dobbiamo, invece che odiarci, dovremmo collaborare di più. Dovremmo parlarci di più, dividerci i compiti in qualche maniera. E usare il social in una maniera diversa. Io questo ho capito. E questo vi volevo sottoporre.

Massimo Wertmuller

Edito da

Massimo Wertmuller è uno dei migliori attori italiani di questo momento. La sua anima gentile e generosa lo porta a sostenere l'associazione Medici senza Frontiere e ad essere attivo in campo animalista e ambientalista. Con Veggie Channel condivide alcuni suoi pensieri, a volte filosofici a volte umoristici ma sempre taglienti, illustrandoli con vignette satiriche da lui stesso disegnate. L'impegno di Massimo è volto al sensibilizzare le persone e le istituzioni nei confronti della sofferenza animale perpetrata negli allevamenti intensivi, nei laboratori di sperimentazione, nei terreni di caccia e via dicendo.

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