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Processi Bestiali: Grazia Cominato porta in scena il tribunale degli animali

Un reading teatrale tra Medioevo e attualità per riflettere sull’antropocentrismo, la giustizia e il nostro rapporto con il “non umano”

Il confine tra ragione e superstizione è spesso più sottile di quanto la storia voglia ammettere. Nel medioevo per un lungo periodo nelle aule di tribunale, a sedere sul banco degli imputati non sono stati solo uomini, ma anche maiali, muli, insetti e persino vermi. Animali processati con rito formale, difesi da avvocati e condannati alla pena capitale.

A riportare alla luce queste pagine oscure e grottesche della nostra storia è Grazia Cominato, che con il suo reading teatrale “Processi Bestiali” trasforma la cronaca giuridica del passato in un potente specchio del presente.

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Grazia Cominato, la “voce” di RadioVeg.it

Collaborare con Grazia Cominato per noi di Veggie Channel significa entrare in contatto con una delle figure più appassionate della comunicazione cruelty-free in Italia. Caporedattrice di RadioVeg.it, giornalista e attivista di lungo corso, Grazia ha saputo trasformare la sua voce in uno strumento di difesa per chi non ne ha.

Con “Processi Bestiali”, Grazia compie un ulteriore passo avanti, portando la sua missione fuori dagli studi radiofonici e direttamente sul palco, unendo la precisione della ricerca storica alla forza della performance teatrale.

Un viaggio nella follia giuridica del passato

“Processi Bestiali” non è solo una ricostruzione storica, è un’esperienza di circa 45 minuti che mescola il tragico al comico. Attraverso una drammaturgia affilata, Grazia dà voce a casi realmente accaduti tra il XIII e il XVIII secolo, dove creature non umane venivano torturate o giustiziate per crimini come l’omicidio o la stregoneria.

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In collaborazione con Giulio Valentini e accompagnata dalle suggestive musiche di Jesùs Arias (tratte dall’opera Mater Lux), lo spettacolo trascina lo spettatore in un’aula di tribunale, in un’epoca in cui l’animale era considerato moralmente responsabile solo per poter essere punito, mai per essere rispettato nella sua alterità.

Oltre la narrazione: una critica all’antropocentrismo

Questo spettacolo rappresenta molto più di un evento culturale: è un’occasione per riflettere sull’eterna lotta tra oscurità e ragione. Se ieri processavamo i topi in contumacia, oggi in che modo la nostra società continua a esercitare una “giustizia sommaria” nei confronti degli animali?

Il reading diventa così uno strumento di sensibilizzazione disturbante quanto basta per lasciare il segno, spingendoci a decostruire quell’antropocentrismo che ancora oggi definisce cosa sia “giusto” o “sbagliato”.

Dove vedere “Processi Bestiali”: le prossime date

Se volete lasciarvi coinvolgere da questa narrazione vivida e appassionante, arricchita di volta in volta dalla presenza di altri attori oltre a Grazia, ecco i prossimi appuntamenti da segnare in agenda per questa primavera e oltre:

Processi Bestiali, intervista a Grazia Cominato

Grazia, da speaker radiofonica e attivista sei abituata a raccontare il presente. Cosa ti ha spinto a scavare nel passato e perché hai scelto proprio la forma del reading teatrale per raccontare questi “Processi Bestiali”?

In passato ho fatto parecchio teatro e negli ultimi anni la voglia di tornare sul palco è diventata molto pressante, ma aspettavo il momento e l’occasione giusta. La “folgorazione” è arrivata leggendo l’introduzione del libro “Paura del pianeta animale” di Jasono Hribal che dovevo recensire per BiblioVeg.it (la mia rubrica di proposte editoriale vegane animaliste e antispeciste) dove si parla di questi processi agli animali.

C’è voluto un po’ di tempo perché l’idea maturasse e si trasformasse in quello che è “Processi Bestiali – Quando gli animali andavano in tribunale”, ma, finalmente, a inizio novembre del 2025 la pièce ha debuttato in occasione del MiVeg, il festival vegan antispecista di riferimento più importante che c’è in Italia.

Nello spettacolo emerge un paradosso: l’animale veniva riconosciuto come “soggetto” capace di intendere e volere per poter essere processato, ma oggi è spesso ridotto a mero “oggetto” di consumo. Come spieghi questa involuzione del pensiero umano?

Domanda impegnativa! La risposta è complessa soprattutto perché i fatti che narro non li ho vissuti in prima persona in quel periodo storico, o per lo meno non me ne ricordo. Si possono quindi fare ipotesi e azzardare supposizioni partendo da ciò che ci viene raccontato dagli storici, ma non si può sapere come stavano realmente le cose e cosa passava per la testa degli uomini.

Si parla di un periodo storico in cui l’istruzione non era alla mercé di tutti, il dominio ecclesiastico era preponderante, influenzava tutta l’esistenza e tutti ne erano terrorizzati, le superstizioni sovrastavano il raziocinio e si vedeva il demonio dappertutto a partire da qualsiasi creatura che fosse “diversa”, quindi in esseri umani con qualche difetto fisico o semplicemente dai lineamenti differenti, in donne che non accettavano di essere sottomesse e, ovviamente, negli animali. L’idea che mi sono fatta è che nel Medioevo le creature non umane facevano in tutto e per tutto parte della vita quotidiana, pertanto la “convivenza” portava ad una naturale e istintiva conoscenza degli animali.

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Anche se in tanti ritenevano che le “bestie” erano incapaci di intendere e volere, quindi non in grado di sentirsi colpevoli e capire la pena a loro inflitta, la maggioranza, pur considerandoli “inferiori”, riconosceva in loro una forma di responsabilità e quindi, implicitamente, una soggettività e una certo grado di autodeterminazione.

Ovviamente non si trattava di un riconoscimento dei diritti animali come si intende oggi e spesso quei processi servivano a ristabilire un ordine sociale o simbolico, a dare un senso a eventi percepiti come minacce alla comunità. Il modo migliore per le autorità di affermare il loro potere.

Con l’industrializzazione dell’allevamento e dell’alimentazione, l’animale ha smesso di essere un soggetto con cui la società deve fare i conti, diventando invisibile trasformandosi progressivamente in una mera risorsa economica. Una rimozione collettiva che ha portato ad una vera e propria “involuzione” del pensiero umano.

È molto più facile sfruttare qualcuno quando prima lo hai trasformato in qualcosa, purtroppo il soldo detta legge, e riconoscere gli animali come soggetti significherebbe mettere in discussione interi sistemi economici e abitudini quotidiane.

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C’è un caso specifico, tra quelli che porti in scena, che ti ha colpita maggiormente durante le tue ricerche per la sua assurdità o per la sua carica emotiva?

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Sicuramente il processo alle termiti, colpevoli per aver distrutto le fondamenta di un’abbazia, per come sono state egregiamente difese dal loro avvocato che le ha fatte assolvere. Emotivamente invece mi coinvolge molto il processo ad una donna accusata di stregoneria e zoofilia che è stata condannata al rogo con i suoi familiari non umani. Questo è il momento più intenso dello spettacolo.

Il tono della pièce mescola tragico e comico. Qual è la reazione più frequente del pubblico quando scopre che queste torture e condanne non sono finzione, ma atti storici documentati?

Per lo più sono stupiti e in alcuni casi chiedono le fonti perché, obiettivamente, alcuni casi sono talmente grotteschi e assurdi che si potrebbe pensare siano frutto della fantasia.

Essendo tu una colonna di RadioVeg.it, come pensi che l’arte e il teatro possano aiutare la causa antispecista rispetto alla comunicazione tradizionale?

Sono fondamentali! Si dice che “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare”. Ecco, in dieci anni di RadioVeg.it, mi sono resa conto che le persone che hanno abbracciato la filosofia di vita cruelty free si sono avvicinate in modi diversi, pertanto sono dell’idea che qualsiasi tipo di comunicazione sia utile, come lo è qualsiasi tipo di attivismo, perché ogni tipo di messaggio arriva alle persone che sono pronte ad accoglierlo.

“Processi Bestiali” non è destinato a un pubblico prettamente vegano. In fondo si tratta semplicemente di raccontare un pezzo di storia giuridica che in pochi conoscono, eppure questa narrazione, che sembra “innocua”, ha il potere di smuovere qualcosa nel profondo di chi è pronto a farsi smuovere. Per gli altri rimane un insolito e inaspettato viaggio virtuale nel medioevo.

Mi sono emozionata quando più di una persona mi ha detto: “Voglio rivedere la pièce perché questa volta mi sono fatta coinvolgere dal racconto, dalla recitazione, dall’atmosfera, ma i messaggi che hai lanciato meritano di essere approfonditi”, e a dirlo sono state persone non vegane!

Il complimento più bello è stato quando ho chiesto a una persona se lo spettacolo le fosse piaciuto e la risposta è stata: “Non è la domanda giusta, devi chiedere se mi è “arrivato” perché è quello che fa. Arriva ed è potente”.

Per me è importante anche sottolineare che lo spettacolo è “work in progress”. È nato come semplice reading con voci esterne registrate, poi le voci esterne si sono trasformate in attori che credono in questo progetto e sono entusiasti di essere presenti fisicamente con me sul palco. Il bello è che sono differenti a seconda delle tappe del tour. Al momento a darsi il cambio sono: Giulio Valentini, Teodora Mastrototaro, Stefania Memeo, Edoardo Bombonato, Giovanni Sannino e Marco Cocco… sicuramente se ne aggiungeranno altri perché le date, sono certa, aumenteranno ed io amo creare sinergie e nuove connessioni.

Siamo ormai a metà marzo e il tour entra nel vivo: cosa ti auguri che ogni spettatore porti a casa con sé dopo i 45 minuti di “Processi Bestiali”, una volta che le luci in sala si spengono?

Sicuramente la sensazione di avere fatto davvero un viaggio nel tempo e, tornando ai giorni nostri, guardare con occhi diversi le creature non umane.

Per approfondire: Processi Bestiali – Quando gli animali andavano in tribunale.  La persona che mi ha intervistato in questa intervista radiofonica, Roberta Iuliano, purtroppo non è più nella nostra dimensione. Grande attivista e divulgatrice, mi seguiva da sempre su RadioVeg.it, ma aveva iniziato a collaborare da poco e la cosa le aveva dato nuova linfa. Roberta mi ha sostenuta e seguita durante l’elaborazione di “Processi Bestiali” e, nonostante non stesse bene, ha voluto con tutte le forze essere presente al debutto.

Grazie Roberta, so che da lassù mi stai sostenendo e seguendo, come sono sicura mi stia sostenendo anche Jesùs Arias, l’autore delle musiche che ho scelto per “Processi Bestiali” tratte dalla sua opera “Mater Lux”, andata in scena solo una volta nel 2015 all’Università di Granada, che non merita di finire nel dimenticatoio. Si tratta di un’opera inconsueta e geniale, come lo era Jesùs. Non potevo trovare una colonna sonora migliore.

Consigliamo anche: Radioveg.it compie 10 anni – Intervista a Grazia Cominato

Edito da

Naturopata, food coach e dottoressa in psicologia, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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