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L’augurio di un buon anno più giusto

L’augurio più giusto è forse quello che ci arriva da Angelo e da tutti gli animali a cui è stata tolta ingiustamente la vita

Questo maledetto virus può ancora valere come resettaggio? Secondo me è già tardi, ma si potrebbe ancora provare ad usarlo come occasione per migliorare quello che va migliorato. È il mio augurio. Per fare questo, però, è opportuno prendere coscienza di alcune verità. La prima è quella per cui la politica siamo noi.

C’è stato forse un tempo, nemmeno tanto remoto, in cui era ancora possibile “delegare”. In verità questa attività l’Italia e l’italiano l’hanno sempre praticata, solo che assomigliava più a una forma di ignavia. E allora t’accorgi che solo con gli antichi romani si è vista una Italia padrona del proprio destino. E solo con l’Arte e la Bellezza si è vista una Italia rispettata e apprezzata dal mondo.

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L’augurio in politica è che non esista etica senza un mondo ecologico

Oggi la politica è occupata soprattutto a screditare l’avversario in una perenne campagna elettorale. Difficile quindi pensare a qualcuno capace di occuparsi prima di tutto, e seriamente, di certi temi sempre più impellenti, sempre più pressanti. A meno che non si tratti di una persona che lo abbia sempre fatto.

Temi che compongono tutti la vera grande sfida che dovrebbe preoccupare davvero la politica: costruire cioè un mondo migliore, più civile, più vivibile.

L’augurio per il clima è che si ritrovi un’economia verde e solidale

Il clima, per esempio, è uno dei temi più urgenti. Non sa più come gridare, il clima, la sua richiesta d’aiuto. Ogni giorno c’è un segno di quanto l’inquinamento sia sempre più grave. Questo capitalismo, poi, non più nemmeno del privato, ma oggi delle banche e dei titoli in borsa, ha trasformato il senso del denaro. Da mezzo per sopravvivere che era ora è visto come un fine, esso può e deve essere ripensato.

È possibile e auspicabile, allora, ci riuscì Roosevelt negli anni trenta, una nuova economia verde e solidale, creatrice a sua volta di nuovi posti di lavoro, portatrice di una vita più vivibile. E questo perché non esiste etica senza un mondo ecologico.

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L’augurio per il pianeta è che l’alimentazione carnea venga sostituita presto con quella a base vegetale

Ma anche il rapporto con la Natura e i suoi abitanti può essere argomento di una nuova civiltà. Il professor Settis ha detto che si può immaginare come un “club della vita”, su questa terra. In cui tutti i suoi soci, quali sono gli esseri umani, gli animali, il verde, l’aria, il mare, e altri, siano reciprocamente legati. Se si fa del male a uno di loro, si fa del male a tutti gli altri.

E, come disse Ghandi, il grado di civiltà di un popolo e di una Nazione è dato da come questi trattano gli animali. Quindi uno dei più importanti auspici, per un futuro migliore e più civile, è quello per cui il grande agente inquinante del pianeta, che è l’alimentazione carnivora, sia sostituito dai tanti cibi vegetariani, già conosciuti e validi.

L’augurio per la ricerca è che s’investa nell’alternativa vegetale

Mi auguro, poi, che si investa sulla ricerca alternativa a quella inferta sugli animali. Questo è doveroso e possibile, anche perché un animale risponderà agli esperimenti sempre in modo diverso dall’essere umano, parlando di due sistemi biologicamente differenti. Inoltre la ricerca in vitro, sulle cellule umane, e la ricostruzione virtuale di organi umani stanno già dando ottimi risultati.

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E ancora, è auspicabile che non si costruiscano alibi per i crimini commessi contro creature così fragili e indifese, simili in questo ai bambini, come sono gli animali. Non c’è “sport”, non c’è falso “rito”, falsa usanza, che possa giustificare l’assassinio di una creatura vivente e senziente che corre, vola, vive libera e ignara nel suo habitat. E tanto meno può esistere una morte inferta per “divertimento”.

Il più giusto augurio per un mondo più civile

Non può esistere tutto questo, neanche in una vaga idea di mondo più civile. Ecco allora che forse il più giusto augurio di un buon anno, di un futuro migliore, invece che da uno come me che li ama incondizionatamente, arrivi proprio dai nostri fratelli a quattro gambe, da Angelo e da tutti gli animali a cui è stata tolta ingiustamente la vita. E con essa il diritto e la gioia di viverla.

Auguri da me e da loro.

Testo e vignetta di Massimo Wertmuller

cane che corre
Massimo Wertmuller
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