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Canzone vegana Reggae, “I macellai allegri” di Boris Vian interpretata da Bruno Blum

Un tango Reggae sulle note della fisarmonica di Marc Berthoumieux. Un’evocazione dell’orrore dei macelli “La Villette” della vecchia Parigi, sulle parole di Boris Vian, in questa canzone vegana

Il video, la musica, le parole fanno vibrare, dai primi secondi, anche se uno non conosce il francese. Questo clip è molto potente Bruno. Qual è l’origine della canzone vegana “Les Joyeux bouchers” (I macellai allegri) e per quale motivo fa venire la pelle d’oca?

Ho deciso di non cantare in inglese, come fanno quasi tutti qui in Francia oggigiorno. Parlo inglese, a volte faccio da interprete e da traduttore, amo l’inglese, suono e canto sul palco molti dei classici del rock / blues / reggae. Ma l’Europa è invasa dai vocaboli inglesi e ho deciso di non far più parte di tutto ciò.

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Ho un mio stile nei testi e una delle mie influenze maggiori è Boris Vian, che è stato un bravo trombettista, cantautore e cantante.

La sua canzone “Les Joyeux bouchers” è una canzone del 1957. Descrive i macelli e i macellai in modo sardonico e nella seconda parte paragona i macellai a dei soldati in guerra, che uccidono senza pietà né ripensamento, e alla fine uccidono te, il soldato che ascolta, senza compassione.

“Se non li uccidi, lo faranno i tuoi compagni”, e poi “Domani toccherà a te, domani sarà il tuo giorno, nessun altro uomo e niente più amore”.

La canzone termina con “Tiens, voilà du boudin” che significa “Ecco un po’ di sanguinaccio [boudin]”. È il coro dell’inno dei legionari francesi nella Legione straniera, un battaglione d’élite di mercenari dell’esercito francese.

Possiamo dire che, con queste parole, Boris Vian trasmette un messaggio di compassione verso il mondo animale o cos’altro?

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Sì. Boris Vian è sempre stato molto critico nei confronti dell’esercito e della guerra. In questa canzone confronta l’inutile uccisione delle vittime della guerra con le vittime dei mangiatori di animali. Prende in giro le persone grasse che vogliono ingrassare, e quelle magre che vogliono ingrassare e le persone che guadagnano da questo sanguinoso massacro. Il ritornello “Deve sanguinare” viene ripetuto in entrambi i versi.

Immagino che volesse criticare l’esercito più che i macellai (per quanto ne so non era vegetariano), ma si può intendere la canzone anche al contrario, ed è quello che sentono gli ascoltatori. È “Il tango degli allegri macellai”, come dice lui. 

Connubio tra fisarmonica, Reggae e canzone popolare francese

“Les Joyeux bouchers”, inserito nel tuo album Cabaret Végane, è un arrangiamento originale, profondo e toccante. Come sei riuscito a mettere insieme il reggae con la canzone popolare francese?

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Volevo all’interno un po’ di fisarmonica per dare un forte tocco francese. Il macello Villette era un enorme luogo di uccisioni di massa per ristorare i mangiatori di animali di Parigi. Era un simbolo di Parigi, il reggae non era abbastanza Parigino.

Da bambino frequentavo l’ufficio di mio padre vicino al mercato all’ingrosso di Les Halles, nel centro di Parigi. Le strade erano coperte di sangue di uccelli, non lo dimenticherò mai, e l’odore acre della morte.

La mia colorista Christelle Gossart, con la quale lavoro per i miei fumetti satirici, ha realizzato il video utilizzando le cartoline francesi dei mattatoi.

Il mattatoio Villette è ora una sala da concerto, La Cité de la Musique e un grande parco vicino a me nella parte orientale di Parigi.

Qui è dove Bob Marley ha registrato il suo famoso album dal vivo “Babylon by Bus”, ma è erroneamente accreditato sulla copertina dell’album.

Ho sempre suonato il Reggae e il bassista Nicolas Thouroude ha inventato questa bella linea di basso Reggae roots, che ha l’aria piuttosto semplice ma allo stesso tempo è difficile da suonare, è così insolito, è un arrangiamento davvero speciale.

L’abbiamo suonato dal vivo più tardi, ma è sempre stato un rischio. Marc Berthoumieux è uno dei più grandi fisarmonicisti del nostro tempo, probabilmente il migliore in Francia oggi, suona sia jazz che canzoni tradizionali francesi e non ha avuto problemi a farci sopra delle improvvisazioni.

Dà alla canzone una potente atmosfera parigina, un tocco davvero speciale, lo adoro. Abbiamo tenuto più di due minuti del suo lavoro con influenze jazz alla fine della melodia in modo che le immagini di Parigi e del massacro possano turbinare liberamente nella tua testa.

“Cabaret Végane”, un album per rafforzare la comunità vegana

Abbiamo già parlato di “Cabaret Végane” su Veggie Channel pubblicando il video clip della canzone vegana “Clémentine” in inglese e in francese. Si tratta di un album che racchiude in modo originale e anche gioioso i temi legati all’animalismo e alla dieta vegana. Trovi che questa comunicazione abbia una sua efficacia rispetto ad altre forme?

A parte questa melodia di Boris Vian (Vian è uno scrittore e musicista francese iconico), ho scritto la maggior parte delle altre canzoni di Cabaret Végane. Joy, che canta con noi, ne ha scritte un altro paio.

Penso che la maggior parte possa essere presa positivamente dai non vegani, inclusa “Clémentine Is a Vegan” (esiste una versione popolare francese online, guarda il video su Veggie Channel, e una versione inglese, un duetto con Joy).

Penso che un punto importante da sottolineare sia che le persone che scelgono di non essere violente e di non utilizzare alcun prodotto di origine animale debbano essere unite. Per me si tratta più di dare un senso di unità al movimento di liberazione animale piuttosto che cercare di convincere le persone a fermare la violenza.

Eppure “Clémentine est végane”, una canzone molto positiva, sorridente, senza sensi di colpa, con una donna attraente e graziosi frutti e verdure, è stata percepita da molti come un incentivo ad entrare nel modo non violento e vegano. Questo è quello che mi è stato detto da alcuni che l’hanno sentita. Quindi immagino che funzioni per entrambe le cose.

“Les Joyeux Bouchers” è un modo per dimostrare che anche negli anni ’50 un’icona francese come Vian poteva criticare il massacro degli animali. Perché a noi vegani viene sempre detto che mangiare animali fa parte della nostra cultura, ecc. Bene, lo è anche questa canzone!

Il fondamentale contributo della fisarmonica di Marc Berthoumieux

Sin da giovane tu sei stato in contatto stretto con molti artisti dello spettacolo come David Bowie, Joe Strummer (il leader dei The Clash), Peter Tosh, Bob Marley e altri musicisti famosi. Cosa ti ha portato ad avere nel tuo clip Marc Berthoumieux, uno dei più importanti fisarmonicisti al mondo?

Marc è un noto jazzista, ma come spesso accade nel jazz, ha un pubblico abbastanza ristretto e amante del jazz. Penso che gli piacesse l’idea di suonare su una “canzone pop”, un classico francese. Non si tratta di fama qui, si tratta di provare a fare musica duratura, significativa e forte che tocchi il tuo cuore.

Giocare con un classico di Boris Vian non è una buona idea se non ti viene in mente qualcosa di speciale. Quindi ho voluto un Reggae pesante, scoraggiante, con alcune urla di animali e la bellezza della fisarmonica che ci vola sopra.

Il connubio tra reggae e fisarmonica sembra vincente, hai realizzato altri brani seguendo questo filone?

Questa è l’unica canzone che Marc Berthoumieux ha suonato con me, ma ho registrato molto Reggae, anche in Giamaica. Alcune registrazioni che ho fatto sono state fatte con i musicisti di Bob Marley. Mi è stato detto che il mio album reggae “Nuage d’Éthiopie” è un classico.

Troverete dell’altro reggae nell’album “Cabaret Végane”, lo potete suonare e supportarci acquistandolo qui.

“Adoro fare bella musica che tocchi il cuore”

Permettimi l’osservazione, il belato della pecora e il muggito della mucca sembrano sposarsi molto bene con il suono della fisarmonica di Marc Berthoumieux. È solo una mia impressione?

Nelle manifestazioni animaliste organizzate da L214 a Parigi ogni anno, c’è una fase in cui migliaia di persone si sdraiano per terra, per le strade, e recitano le urla degli animali macellati: pecore, mucche, cavalli a squarciagola… “. Un momento molto efficace e sempre un punto culminante di queste manifestazioni.

Pensavo che avrebbe funzionato in una canzone sul massacro. La fisarmonica gli conferisce quel tocco tradizionale francese che desideravo. Non si tratta di un mattatoio italiano o inglese, ma di quello gigantesco della vecchia Parigi.

Quali sono le ragioni che ti portano a creare musica in questo periodo della tua vita? Cosa ti sta maggiormente a cuore e cosa vuoi che passi attraverso le tue musiche e i tuoi arrangiamenti?

Adoro fare bella musica che tocchi il cuore e la mente delle persone. E anche canzoni divertenti. Amo la buona musica e penso che tutti siano d’accordo che questa versione della melodia di Boris Vian sia un buon pezzo musicale, quindi ne sono felice.

vignetta di Bruno Blum
Bruno Blum

Dalla musica al fumetto, sempre sostenendo la causa animale

Sappiamo che tu sei anche un artista, un fumettista, che hai scritto un libro “De viandard à végane” (Da carnivoro a vegano). È cambiato qualcosa in te e nella tua comunicazione dall’inizio degli anni 2000 a oggi?

“De viandard à végane” è un’autobiografia positiva, umoristica, filosofica, in stile rock and roll. La musica di “Cabaret Végane” è piena di vie positive, buona musica, canzoni divertenti, solo cose divertenti (puoi trovaci su Facebook).

Al momento sono concentrato maggiormente sui fumetti satirici, alcuni sono piuttosto duri, provocatori e vanno dritti al punto, molto simili allo stile controverso di Charlie Hebdo che qui è una forte tradizione qui.

Disegnavo una storia settimanale di fumetti vegetariani su Hara-Kiri, che era una delle pubblicazioni di Charlie Hebdo anni fa.

Questo è un approccio molto diverso, molto più radicale. Voglio solo che i vegani si identifichino con questi fumetti animati e che gli facciano percepire come io mi sento riguardo all’assurdità e alla violenza nello sfruttamento degli animali.

Dico solo quello che penso, non voglio censurarmi. Voglio dire ciò che tutti i veri amanti degli animali pensano e non osano dire perché potrebbero pensare che scioccherà le persone, ecc.

Ma mi piace anche essere onesto e sarcastico (li puoi trovare ogni giorno sulla mia pagina di Bruno Blum su Facebook).

Quindi aspettati un po’ di sangue, risate e lacrime! Questo è esattamente ciò di cui parla anche “Les Joyeux Bouchers” di Boris Vian!

A cura di Massimo Leopardi

Consigli per la lettura

“De viandard à végane – Pour que vivent les animaux”, Bruno Blum

“Rock N Roll Comics”, Bruno Blum

“Lou Reed: Electric dandy”, Bruno Blum

Consigliamo anche: La creatività è un privilegio degli artisti?

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