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Fomo (Fear of missing out), nuovo disagio sociale da social

Approfondiamo un disagio che colpisce sempre più persone, la Fomo, cos’è e come uscirne

Si sta diffondendo una nuova forma di disagio che sembra essere legata all’uso dei social, la Fomo (Fear of missing out); scopriamo che cos’è e soprattutto capire cosa fare per uscirne.

La letteratura scientifica sta studiando da tempo questo fenomeno. Non si tratta ancora di una patologia riconosciuta e quindi diagnosticabile con criteri standardizzati, ma di un disagio, una sorta di dipendenza che molte persone hanno iniziato a sperimentare.

Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con un crescente uso dei social che ci ha indotti a crearci un’identità e una realtà virtuali. Gestire il nostro rapporto con social quali Facebook ed Instagram, per citare solo i due più usati, non è assolutamente semplice. Siamo continuamente distratti da notifiche, viviamo nella necessità perenne di controllare e postare, di vedere cosa fanno gli altri, di tenerci aggiornati sui profili che seguiamo. Sentiamo di doverci essere, di essere presenti, di rimanere sempre connessi.

Fomo, cos’è?

Fomo sta per Fear of missing out, letteralmente la paura di essere tagliati fuori, ma anche di perdersi qualcosa. In altre parole si esprime con quell’urgenza di dover essere sempre connessi altrimenti rischiamo di perdere qualcosa. È quel vivere la costante sensazione che gli altri facciano cose più belle e migliori di noi, quel senso costante di invidia, quel timore di perdere qualche informazione, di rimanere indietro, di non essere aggiornati sugli ultimi contenuti pubblicati dagli influencer che seguiamo, di rimanere esclusi da foto e video.

 

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È un fenomeno reale che sta diventando sempre più comune e può causare uno stress significativo nella vita di una persona. Può interessare praticamente chiunque, giovani quanto adulti. Ovviamente i più esposti sono i ragazzi, le persone sole, quelle che hanno difficili relazioni reali, che sono fragili psicologicamente ed hanno una bassa autostima.

Possiamo parlare di ansia sociale, di dipendenza dai social network, di stress da connessione. Fatto sta che sempre più persone provano questo senso di disagio, poco se ne parla perché si tratta di fenomeni del tutto nuovi, ma è necessario iniziare a farsi delle domande e capire se e quanto la Fomo riguarda anche noi o un nostro familiare.

Il senso di esclusione è certamente sempre esistito, ma oggi si alimenta nella paura di essere esclusi e perdersi quelle esperienze gratificanti che gli altri potrebbero vivere e postare sui social. Siamo costantemente esposti all’esperienza degli altri, senza porci troppo il problema che questa sia reale o costruita ad hoc.

Fomo, quali sintomi di questo disagio sociale?

È importante capire come si manifesta la Fomo e prendere atto dei possibili sintomi al fine di sviluppare un approccio consapevole.

  1. Non essere capaci nel trattenersi ad aprire ogni notifica che compare sullo smartphone.
  2. Controllare continuamente il profilo proprio e di chi si segue.
  3. Sentire il bisogno di controllare continuamente cosa stanno facendo gli altri.
  4. Verificare frequentemente se gli altri sono online o da quanto tempo non si collegano.
  5. Controllare continuamente che la connessione internet sia presente.
  6. Non riuscire a concentrarsi pienamente sul quello che stiamo facendo nel reale.
  7. Senso di inquietudine, ansia, frustrazione, insoddisfazione.

A questi sintomi di tipo psicologico si possono aggiungere sintomi fisici quali:

  • insonnia;
  • stanchezza;
  • disattenzione e cali di concentrazione;
  • emicrania;
  • disturbi psicosomatici.

Fomo (Fear of missing out), come uscirne?

Il primo passo per uscire dalla Fomo è riconoscere il problema, capire se riguarda noi oppure qualche nostro familiare o conoscente e in tal caso cercare di farlo presente con i dovuti modi.

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Le principali strategie da adottare per uscire dalla Fomo sono:

  • imparare a bloccare i nostri tentativi di controllo. Come? Quando stiamo per guardare lo smartphone proviamo una volta al giorno a fermarci e dire “non ora, lo guardo tra 5 minuti”, oppure mettendo fisicamente il nostro dispositivo per un lasso di tempo che andremo a decidere in un cassetto o in borsa;
  • silenziare alcune notifiche. Teniamo attive solo le notifiche dei social che più ci interessano e silenziamo o eliminiamo le altre.
  • dare meno valore al confronto sociale e a quello che fanno gli altri. Riflettiamo sul fatto che spesso le persone pubblicano le cose andando ad aumentarne l’effetto che possono avere sugli altri. Probabilmente lo facciamo anche noi che postiamo la foto più bella, magari ritoccata, o quelle cose che ci pensiamo possano attrarre più gli altri.
  • riempire il reale in modo da avere meno tempo per consultare il virtuale.
  • concentrarsi sulla gratitudine. Gli studi dimostrano che impegnarsi in attività che migliorano la gratitudine come la scrittura di un diario di gratitudine o semplicemente dire agli altri ciò che si apprezza su di loro, può ridurre il senso di insoddisfazione. Far stare bene gli altri e concentrarsi su quello che di bello abbiamo può farci sentire bene.

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Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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