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Profumo e psicologia: quando l’olfatto è protagonista

Proviamo emozioni, evochiamo ricordi, memorizziamo informazioni, conosciamo noi stessi e gli altri grazie all’olfatto. Scopriamo insieme l’affascinante legame tra profumo e psicologia

Quando parliamo di profumo e psicologia non possiamo non parlare di emozioni. L’olfatto è tra tutti i sensi, quello maggiormente protagonista della nostra vita ecco perché profumo e psicologia si intrecciano in una danza sensoriale fatta di sensazioni, ricordi, stati d’animo, impressioni, pensieri e comportamenti.

Annusare un profumo è un’esperienza incredibile. Può essere il profumo di un fiore, di una pianta aromatica, il profumo della torta che stiamo cucinando, il profumo della persona che ci è vicino, ma anche il profumo o odore piuttosto dello smog quando usciamo di casa, di qualcosa appena bruciato, l’odore dell’aria viziata quando entriamo in autobus.

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È il naso, a dirci se qualcosa che respiriamo ci piace o non ci piace, è il naso a guidarci, è il naso che ci permette di acquisire e memorizzare nuove informazioni.

Annusare un profumo è un vero e proprio atto di conoscenza. “L’odore – scrive Calvinosubito ti dice senza sbagli quel che ti serve di sapere, non ci sono parole né notizie più precise di quelle che riceve il naso“.

Certo, molto dipende anche da noi, da quanto siamo allenati ed abituati ad usare l’olfatto. In generale però questo senso è tra tutti quello che può fornirci più informazioni, emozioni e dirci molto di noi e degli altri, è il senso meno controllabile razionalmente ed è in grado di attivare ricordi vividi, immediati ed intensi.

L’olfatto in psicologia

Quando nasciamo, siamo predisposti a scoprire il mondo tramite l’uso dei sensi. Un modo naturale, istintivo di conoscere ciò che ci circonda e in grado di lasciare tracce molto profonde in noi. Quando cresciamo, questa capacità diminuisce a vantaggio della parola e dell’uso prevalente del razionale sull’istintuale.

Tutti però abbiamo avuto esperienza di cosa significa e cosa succede in noi quando improvvisamente percepiamo un odore particolare, familiare. È come un flashback. Nella memoria compare un’immagine, spesso molto vivida, e subito si aggancia un’emozione. Iniziano ricordi, emozioni, sensazioni belle o brutte.

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Questo perché l’olfatto è il più immediato dei 5 sensi. È il più impulsivo ed è sempre attivo, poiché legato all’atto di respirare.

Uno studio della Rockefeller University di New York ha dimostrato che le persone possono ricordare il 35% di quanto annusano, rispetto al 5% di ciò che vedono, al 2% di ciò che sentono e all’1% di quello che toccano.

Se pensiamo, infatti, con il tatto, dobbiamo decidere di portare intenzionalmente le mani verso qualcosa, con il gusto di mettere qualcosa in bocca, con la vista siamo noi che dirigiamo l’attenzione verso qualcosa e tutto sommato anche con l’udito poiché l’ascolto richiede attenzione e selezione tra gli stimoli intorno a noi. Questa superiorità dell’olfatto si testimonia anche nel lessico quando utilizziamo espressioni come: “andare a naso”, “a naso non mi convince”, “sento profumo di novità”, “c’è puzza di guai”.

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L’olfatto ha un potere enorme, quello di portarci in un attimo in una dimensione diversa dal presente. Apre nell’immediato un ventaglio di emozioni quali nostalgia, gioia, tristezza, disgusto, paura, eccitazione, fastidio.

Cosa si intende per psicologia del profumo?

La psicologia considera i profumi/odori come una componente del linguaggio non verbale che consente di acquisire informazioni. Queste informazioni vengono elaborate dal cervello e sono in grado di determinare le nostre azioni, in modo consapevole tanto quanto inconsapevole.

I profumi incidono quindi sulle emozioni, sui comportamenti, sui pensieri, sulle motivazioni e coinvolgono le relazioni interpersonali, l’attrazione e la sessualità.

I profumi agiscono direttamente, una volta percepiti, sull’attività degli emisferi cerebrali. L’odore produce una reazione sul sistema nervoso attivando il sistema endocrino. È nel sistema limbico però, la parte più arcaica del nostro cervello, il luogo in cui si crea questo alchimia tra pensiero ed emozione.

L’olfatto va allenato, ma come?

Iniziate con il chiedervi quanto usate il naso.

Quanto un odore influenza i vostri comportamenti, quanti amate usare questo senso.

Abituatevi ad annusare la frutta prima di acquistarla, ad annusare i fiori del vostro giardino, le erbe aromatiche del vostro balcone e non usatele solo velocemente per le vostre pietanze. Annusate lo zenzero prima di grattarlo sulla zuppa.

Chiedetevi ogni mattina di quale profumo avete bisogno, di una essenza fresca magari agli agrumi, naturale ed essenziale come quella di una resina oppure calda e protettiva come la vaniglia.

Iniziate a far entrare di più gli odori nella vostra vita, vi aiuteranno per il futuro a ritrovare ricordi ed emozioni!

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olfatto, bambina, fiori

Basta sfiorare il filo teso di un profumo che i ricordi risuonano immediatamente.

Diane Ackerman

Vi sono profumi freschi come carni di bambini, dolci come oboi, verdi come prati, e altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi.

Charles Baudelaire

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Corsi di Isabella Vendrame

Edito da

Isabella Vendrame, ideatrice e conduttrice della serie Genuino Gluten Free, segue da diversi anni un’alimentazione vegetale e senza glutine, uno stile alimentare che le ha ridato salute, sorriso e benessere. Psicologa oltre che scrittrice ed attrice, segue attraverso consulenze online chi necessita di sostegno emotivo, motivazionale e pratico durante la delicata fase del cambio di alimentazione e di stile di vita. Si occupa anche di tecniche di rilassamento e mindfullness. Suo il blog Naturalmente Free in cui trovare articoli e ricette.

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