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Calendula, aloe vera e lavanda, le piante alleate della pelle

I consigli della biotecnologa e cosmetologa Alessandra Miraglia su come usare calendula, aloe vera e lavanda, le piante alleate della pelle

Nel nuovo numero di Terra Nuova Alessandra Miraglia, biotecnologa e cosmetologa, ci suggerisce come preparare in casa un prodotto anticalcare. Oggi il suo aiuto è su come usare calendula, aloe vera e lavanda, le piante alleate della pelle.

Una passione per le piante

Come nasce la tua passione per le piante, per la realizzazione di prodotti naturali?

Io sono una biotecnologa laureata in biotecnologie mediche e poi mi sono specializzata in cosmetologia. Per tanto oggi quello che faccio è formulare, produrre cosmetici naturali. Partendo dagli ingredienti di origine naturale per realizzare dei prodotti che siano efficaci, gradevoli, ma anche che non inquinino né la pelle e né l’ambiente.

Come da biotecnologa a un certo punto hai detto: “Prendo questa direzione”?

La mia è una passione che ho da sempre: per la natura, per le piante officinali, e poi per il mondo cosmetico in generale. Io ho scelto di studiare biotecnologie mediche con un approccio farmaceutico, perché mi sembrava la strada giusta per darmi una base completa per poi poter approfondire il mondo della cosmetologia.

Infatti nel mio percorso di studi ci sono anche lo studio delle piante officinali. Ti dicevo, è una passione che è nata sin da piccola. Da bambina, mi piaceva raccogliere le piante spontanee, grazie all’aiuto di mia nonna, anche lei amava questa cosa.

Da li ho iniziato ad utilizzarle in maniera concreta, quindi non solo a raccogliere e apprezzare il profumo e il colore, ma anche ad apprezzare l’uso cosmetico. Ho iniziato a produrre i primi oleoliti che sono degli estratti in olio vegetale dei principi attivi presenti nelle piante. Uno dei più famosi, per esempio, è l’oleolito di calendula che si può fare tranquillamente in casa.

Piante alleate della pelle, quali scegliere?

Calendula

Entriamo nel pratico. Come possiamo realizzare l’oleolito di calendula? Perché può essere utile averlo in casa?

Quella degli oleoliti è una delle preparazioni erboristiche più tradizionale. Se ci pensiamo, anche in ambito alimentare si utilizza. L’olio al peperoncino che utilizziamo sulla pizza, per esempio, è un oleolito, cioè un estratto di una pianta officinale in olio vegetale. Come si fa? È molto semplice. Va messa a macerare in olio quella parte della pianta che tecnicamente chiamata “droga”, che è quella da cui si estraggono i principi attivi. Può essere il fiore, può essere la foglia, può essere la radice.

Per quanto riguarda la calendula, la parte che si utilizza per estrarre i principi attivi è il fiore. Si parte dai fiori secchi di calendula che si mettono a macerare in un olio vegetale. Meglio l’olio di oliva perché per le sue caratteristiche è un olio che si mantiene anche meglio. Sconsiglio invece di utilizzare l’olio di girasole, l’olio di mandorle dolci perché si degrada facilmente.

Cosa facciamo? Partiamo da 10 g di fiori secchi e li mettiamo in 100 g di olio. Si prende un barattolo di vetro, si mettono sulla base i fiori secchi comprati in erboristeria e si coprono con 100 g di olio. Il rapporto è sempre 1 a 10.

Potrebbe volerci un po’ più di olio. L’importante è che andiamo a coprire bene i fiori. A questo punto chiudiamo il barattolo, lo rivestiamo con carta stagnola in modo tale che creiamo una sorta di barattolo scuro. Una cosa importante è che nel periodo di macerazione (circa di un mese) il prodotto deve stare al riparo da luce e da calore, quindi buio e luogo fresco. Va bene anche se noi non lo rivestiamo ma lo mettiamo semplicemente nella dispensa chiusa.

Trascorso un mese, andiamo aprire il nostro barattolo, controlliamo che sia tutto a posto, quindi non sentiamo odori strani o perché potrebbero anche verificarsi delle contaminazioni o dei fenomeni fermentativi. Se abbiamo utilizzato queste accortezze e i fiori ben secchi e conservati bene, non dovremmo avere nessun tipo di problema.

A questo punto filtriamo con una garza, con un colino, spremendo bene perché uscirà tantissimo dai fiori. Non andiamo semplicemente a travasare con um colino, perché perderemmo tanto materiale vicino ai fiori. Lo lasciamo riposare in un altro contenitore per un paio di giorni.

Dopo un paio di giorni lo riguardiamo. Se è tutto a posto, non vediamo galleggiare niente, l’odore rimane quello profumato di calendula caratteristico e dell’olio, lo andiamo a conservare in una bottiglia di vetro scura.

Oleolito di calendula, perché fa bene?

L’oleolito di calendula è un olio fantastico perché dotato di proprietà lenitive, antiossidanti, cicatrizzanti, emollienti per via dell’olio-veicolo che utilizziamo. È perfetto per tutte quelle situazioni in cui la pelle ha bisogno di essere coccolata, sfiammata, lenita.

In caso, per esempio, di irritazione, anche può essere un’irritazione dovuta al sole (immaginiamoci una classica scottatura solare). Sempre meglio non arrivare alla scottatura solare perché il sole va preso sempre a piccole dosi, con la giusta protezione, con parsimonia. La scottatura è un danno che noi andiamo a provocare alla pelle.

Però nel caso dovesse essere successo o comunque stiamo un pochettino accaldati dopo una giornata di mare, possiamo utilizzare l’oleolito di calendula sulla pelle per sfruttare le sue proprietà lenitive, antinfiammatorie. Va applicato sulla pelle leggermente umida, dopo la doccia, così si assorbe più facilmente. Massaggiando sulla pelle, si crea una un’emulsione estemporanea e si assorbirà velocemente.

fiori di calendula
olio essenziale di lavanda

Aloe vera

Ci piacciono tantissimo i tuoi suggerimenti. Altre piante alleate della pelle, oltre all’uso della calendula?

Parliamo di sole, parliamo di estate, mi viene in mente l’aloe vera. É una pianta molto bella esteticamente, è molto bella vederla anche nei giardini. È una pianta che richiede i climi caldi. Dalle sue foglie belle succulenti carnose si estrae un gel.

L’aloe vera è una pianta dotata di proprietà idratanti in primis (perché ricchissima di acqua e di mucillagini), ma anche lenitive e antinfiammatori. Quindi è perfetta, insieme all’ oleolito di calendula, d’estate, sempre come doposole. Non ha nulla a che invidiare a doposole che compriamo in bioprofumeria o supermercato già confezionato.

Lavanda

Hai un altro suggerimento adatto a questa stagione?

Mi viene in mente la lavanda. Dalla lavanda si estrae un preziosissimo olio essenziale. È un concentrato di attivi. Non a caso si vende in boccettine piccoline con il contagocce, perché proprio concentratissimo e va utilizzato in maniera razionale, con parsimonia, nelle giuste quantità. Ha proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, antibatteriche e antivirali.

L’olio essenziale di lavanda non va mai utilizzato puro, salvo in rarissimi casi. Per esempio, nel caso della puntura di insetto, in caso di herpes labiale o sul brufoletto da sfiammare. Però come si fa? Va messa una goccina sul cotton fioc, quindi non direttamente sulla pelle. Con quello facciamo delle piccole toccature.

Però, estendono un’olio essenziale fotosensibilizzante, le applicazioni non vanno mai fatte quando ci si espone al sole. Meglio metterlo la sera o quando non ci esponiamo al sole. Reagendo con i raggi solari, potrebbe creare delle irritazioni.

L’olio essenziale di lavanda si può utilizzare anche come antimicotico, è un ottimo rimedio. In questo caso sono trattamenti molto lunghi che vanno fatti con costanza.

Consigli per la stagione estiva

Calendula, aloe vera, lavanda… I tuoi consigli sulle piante alleate della pelle sono veramente preziosissimi! Un’ultima domanda: in questo momento dell’anno di cosa la nostra pelle ha particolarmente bisogno e come lo può trovare in natura?

Ascoltate la vostra pelle. Bisogna osservare la propria pelle perché è soggettivo. Sicuramente ti posso dire che magari mettiamo da parte le creme più ricche e corpose per passare a creme più fluide e leggere. Però è anche vero che in questo periodo alcune pelli possono essere più soggette alle irritazioni. Quindi hanno bisogno invece di prodotti lenitivi.

La protezione solare: è una cosa che dobbiamo utilizzare anche in città. Se si va al lavoro a piedi, se si trascorre il tempo all’aria aperta, se si va al parco…

E poi possiamo aiutare la pelle a prepararla al sole, facendo periodicamente degli scrub che vanno ad eliminare lo strato di cellule morte dal viso. Servono per darci un colorito più uniforme, senza macchie. Ricordando sempre che in realtà l’abbronzatura è un meccanismo di protezione che mette la pelle. Non dobbiamo rincorrere l’abbronzatura ma ci dobbiamo proteggere.

Terra Nuova Giugno 2023

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Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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