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Eco design: l’arte di arredare con materiali di riciclo

Come si può riutilizzare materiali e creare nuovi oggetti di eco design?

Cosa possiamo fare in casa riutilizzando oggetti o materiali di scarto? Ecco un esempio di come il riciclo e il recupero insieme alla creatività possono produrre elementi di eco design dal valore superiore rispetto al materiale d’origine. Diego Marinelli di DIM design lab crea originalissimi oggetti nel suo laboratorio di Ariccia vicino Roma ed è testimonial del riuso creativo, cosiddetto upcycling.

“Anche se provengo da Ariccia, un paese alle porte di Roma che è la patria della porchetta, sono vegetariano da 10 anni. Mi occupo di design eco sostenibile, o più nello specifico, di upcycling. Do una seconda vita a oggetti o a elementi che hanno già svolto una propria funzione. Li decontestualizzo facendoli diventare dei nuovi prodotti di arredo come lampade, sedie, oggetti vari, portafrutta e così via.

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Cosa significa upcycling?

Si tratta di un riciclo superiore, è un termine per dare un valore maggiore ad uno scarto o un normale elemento che ha svolto la propria vita. Facendo in questo modo, si ha la possibilità di fare due volte beneficio all’ambiente. Questo perché quell’elemento si sottrae dal ciclo dei rifiuti, ed è già un primo passo importante. In più quel rifiuto diviene una risorsa perché viene trasformato in un prodotto utile alle persone. E lo si costruisce con una minima quantità di energia rispetto a quella consumata per riciclare un materiale.

Ad esempio, riciclare il metallo si può fare più volte ma per fondere quel metallo ci vuole una quantità enorme di energia. E questo per produrre, per esempio, una lampada, che invece si poteva produrre con la metodologia dell’upcycling, quindi la de-contestualizzazione e il riutilizzo del materiale.

Quali materiali utilizzi?

Sono un designer che autoproduce con le proprie mani oggetti. I materiali che utilizzo sono i più vari. Vanno dall’utilizzo di componenti di biciclette dismesse, come, ad esempio, le forcelle che vengono utilizzate come strutture portanti di una lampada che si chiama Lella. Utilizzo la forcella di una bicicletta con alla base un freno a disco di un’auto usato. Il corpo invece è fatto con un barattolo di latta.

Oppure utilizzo i pneumatici che sono degli elementi che durante il processo di riciclo hanno un impatto ambientale non indifferente. Io riutilizzo il pneumatico e lo decontestualizzo. Lo trasformo sezionandolo o tagliandolo, facendolo diventare, ad esempio, dei portafrutta o dei vasi portapiante. In questo modo si creano dei prodotti da un materiale che altrimenti sarebbe difficile riutilizzare.

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Utilizzo anche i vari tessuti che vengono gettati via come le moquettes degli stand fieristici. Spesso già quando viene messa in allestimento, tanti ritagli vengono buttati via. Per non parlare poi delle migliaia di metri quadri che, a fine evento, dopo 2 o 3 giorni di utilizzo, vengono smaltiti completamente.

lampada Bi-lux
sottopentola Leonardo

Quale dei tuoi prodotti va di più? Dove trovi i materiali per i tuoi oggetti di eco design?

Questo dipende anche dalla stagione. In primavera e in estate vanno molto i portafrutta e i vasi fatti con i pneumatici. I prodotti che vanno per la maggiore sono le lampade. Per esempio, la lampada Perlina è costituita da un barattolo sottostante che si utilizza come portapenna o portaocchiali e il barattolo di sopra come portaluce.

Io mi sono creato la mia rete di produttori di rifiuti con i quali sono in contatto. Professionisti come meccanici o rottamatori di auto oppure persone comuni che utilizzano molti baratoli”.

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