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Proteste degli agricoltori in Germania, facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza insieme ad Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, sulla protesta degli agricoltori in Germania

Un’intervista esclusiva ad Antonio Onorati, contadino di Associazione Rurale Italiana, ci aiuta a fare chiarezza sulla protesta degli agricoltori in Germania. Cosa sta accadendo veramente lì e nel resto dell’Europa? E in Italia? Un necessario approfondimento in collaborazione con Terra Nuova.

Il contesto delle proteste degli agricoltori

Le recenti proteste degli agricoltori in Germania rappresentano un fenomeno significativo che ha sollevato questioni fondamentali sullo stato attuale dell’agricoltura in Europa. Antonio Onorati ci fornisce un’analisi dettagliata del contesto in cui queste proteste si sono sviluppate.

La scena agricola europea è caratterizzata da una divisione marcata tra piccoli e grandi produttori. Questa divisione non è solo una questione di dimensioni fisiche delle aziende, ma anche di capacità economiche. Sorprendentemente, il 70% delle aziende agricole in Europa opera con un reddito inferiore agli 8.000 euro annui, una cifra che a malapena sostiene una famiglia.

Le proteste che stiamo osservando, che si manifestano in Germania ma non solo, hanno radici comuni. Un tentativo di riforma con la nuova politica agricola comunitaria, avviata due anni fa, ha creato una contraddizione fondamentale. Mentre continua a sostenere un modello agricolo industriale basato sulla dimensione delle aziende, questa politica chiede contemporaneamente una transizione ecologica, con la riduzione dell’uso di pesticidi e la tutela della biodiversità e del benessere animale.

Per le grandi aziende agricole, finanziamenti pubblici significativi hanno sostenuto un modello di produzione intensiva. Tuttavia, di fronte a sfide come la pandemia, le guerre, e le fluttuazioni dei mercati, questo modello mostra la sua fragilità. I finanziamenti pubblici, che rappresentano una parte sostanziale del valore dell’agricoltura, non sembrano più sostenibili nel lungo termine.

La transizione verso un’agricoltura più sostenibile e green, come suggerita dalla strategia “Farm to Fork”, si scontra con la realtà delle pratiche agricole esistenti. Le grandi aziende, con i loro investimenti significativi in macchine e tecnologie, trovano difficoltà a operare questo cambio radicale.

In questo scenario complesso, le proteste degli agricoltori emergono come un segnale di un sistema in crisi. Un sistema che, da una parte, si trova stretto tra le esigenze di produzione intensiva e, dall’altra, di fronte alla necessità di un cambiamento verso pratiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

Paralleli con l’Italia

Nonostante le differenze specifiche tra i contesti nazionali, le proteste degli agricoltori in Germania e la situazione in Italia mostrano notevoli paralleli. Queste somiglianze sottolineano le sfide comuni che gli agricoltori affrontano a livello europeo.

Sia in Germania che in Italia, gli agricoltori si confrontano con la pressione economica causata dalla globalizzazione e dalla competizione del mercato. La lotta per mantenere la redditività in un ambiente sempre più competitivo è una sfida comune, aggravata da politiche agricole che non sempre tengono conto delle necessità dei piccoli produttori.

Un altro aspetto cruciale è la crescente esigenza di pratiche agricole sostenibili. Sia in Italia che in Germania, c’è una spinta crescente verso un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente. Tuttavia, gli agricoltori si trovano spesso a dover bilanciare le richieste ambientali con le necessità economiche e produttive.

In entrambi i paesi, gli agricoltori lottano per preservare le tradizioni e l’identità locale. Questo aspetto è particolarmente rilevante in Italia, dove l’agricoltura è profondamente intrecciata con la cultura e l’identità regionali. La difesa di queste tradizioni contro le pressioni di omologazione del mercato è un tema comune.

Infine, le politiche agricole europee hanno un impatto significativo sia in Italia che in Germania. Gli agricoltori di entrambi i paesi si trovano a navigare in un quadro normativo complesso, che spesso impone sfide aggiuntive e influisce direttamente sulla loro capacità di operare efficacemente.

Attraverso quest’analisi, si può apprezzare come le proteste in Germania riflettano problematiche e sfide che risuonano anche in Italia. Questi paralleli sottolineano la necessità di un approccio più integrato e sensibile alle specificità locali nelle politiche agricole a livello europeo, come evidenziato da Antonio Onorati.

contadino Associazione Rurale Italiana
Associazione Rurale Italiana

Verso soluzioni sostenibili

Antonio Onorati disegna un percorso verso un futuro agricolo più sostenibile, delineando le sfide e le opportunità che si presentano agli agricoltori in Germania, Italia e in tutta Europa.

Un tema centrale è la contraddizione intrinseca della nuova Politica Agricola Comune dell’UE. Mentre continua a sostenere un modello agricolo industriale basato su grandi estensioni e produzione intensiva, si aspetta che queste stesse aziende si convertano a pratiche ecologiche. Onorati critica questa aspettativa come irrealistica e contraddittoria, sottolineando come le decisioni a Bruxelles siano il frutto di negoziati tra gli stati membri e il Parlamento Europeo, e non semplicemente capricci burocratici.

La strategia “Farm to Fork” viene presentata come un orientamento piuttosto che un obbligo, provocando reazioni diverse tra gli agricoltori. Onorati sottolinea che, sebbene la transizione ecologica sia necessaria e socialmente giusta, la mancanza di un impegno chiaro e di supporto concreto rende difficile per molti agricoltori aderire a queste nuove pratiche.

Interessante è l’osservazione di Onorati sui piccoli agricoltori. A causa della minore dipendenza dai sussidi pubblici, molti di loro hanno già iniziato una transizione verso pratiche più sostenibili come l’agricoltura biologica e biodinamica. Questa flessibilità e adattabilità li pongono in una posizione favorevole per guidare la transizione agroecologica.

Per Onorati, il futuro dell’agricoltura europea dovrebbe basarsi su un modello agroecologico che rispetti e lavori in armonia con la natura. Sottolinea l’importanza di un approccio che non solo cambi le tecniche agricole, ma anche il modo in cui l’agricoltura si relaziona con la società e le risorse naturali. La visione di Onorati è quella di un’agricoltura diffusa, non concentrata, che sia accessibile e vicina alle città.

Un appello per il cambiamento

Onorati conclude con un appello per un cambiamento radicale nel modo in cui percepiamo e sosteniamo l’agricoltura. Sottolinea l’importanza di politiche che supportino effettivamente i piccoli produttori e promuovano una transizione ecologica reale e sostenibile. Inoltre, invita i consumatori a svolgere un ruolo attivo nel sostenere queste politiche e pratiche, riconoscendo che la qualità e l’accessibilità del cibo sono essenziali per tutti i cittadini.

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Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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