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I tethered cap, i tappi attaccati delle bottiglie di plastica

Tappi Tethered cap, li abbiamo notati tutti, scopriamo perché i tappi delle bottiglie di plastica sono attaccati al collo delle bottiglie e lo saranno tutti a partire da luglio 2024

Ormai ce ne stiamo accorgendo tutti, i tappi di plastica sono attaccati alle bottiglie e non si staccano più come una volta, perché? Scopriamo insieme quello che, da luglio 2024, diventerà una nuova normalità: i tethered cap.

C’è chi ha accolto questa cosa senza prestare molta attenzione, chi, invece, se ne è ben reso conto e con grande disappunto. È necessario dirlo, i tappi attaccati alle bottiglie in plastica sono proprio fastidiosi! Rischiamo di tagliarci, di spandere l’acqua in giro, di ritrovarci il tappo appeso al collo della bottiglia sotto il getto dell’acqua con un risultato poco igienico.

Le bottiglie in plastica, nonostante le alternative in vetro e la sempre più diffusa abitudine di usare borracce e bottiglie di riuso, sono ancora molto utilizzate. Noi italiani siamo i primi in Europa per consumo di acqua in bottiglia con 200 litri pro capite consumati ogni anno.

Entro il 3 luglio 2024, tutte le bottiglie in plastica per poter essere vendute dovranno avere il tappo attaccato in adeguamento alla direttiva dell’Unione Europea del 2019 sulla riduzione di plastica nell’ambiente. Anche le confezioni di bevande in cartone come, ad esempio, quelle delle bevande vegetali o dei succhi di frutta dovranno adeguarsi. Le tappe successive previste dalla direttiva saranno la realizzazione di bottiglie da tre litri e la presenza in ogni bottiglia almeno del 25% di plastica riciclata entro il 2025 e del 30% entro il 2030.

 

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I nuovi tappi attaccati prendono il nome di Tethered cap e il loro scopo sarebbe quello di evitarne la dispersione nell’ambiente favorendo così il riciclo.

Vero è che se i tappi rimangono attaccati alla bottiglie diminuisce il rischio di perderli. Approfondiamo, però, insieme, i motivi precisi sulle motivazione che hanno portato a questa decisione e che sta costringendo ora tutti i brand del settore ad adeguarsi a questa normativa.

Tappi bottiglie di plastica attaccati, perché?

  1. Per facilitare la fase di riciclo. Già nel 2020 in America l’Association of Plastic Recyclers aveva sottolineato l’importanza di avere i tappi uniti ai contenitori in plastica, andando contro a quanto generalmente suggerito al fine di una agevole e corretta differenziazione. Una bottiglia di plastica è costituita da tre polimeri diversi e cioè il tappo in PE, la bottiglia in PET e l’etichetta in PP. Questi diversi polimeri dopo che la bottiglia è stata macinata vengono separati perché effettivamente i macchinari non li riconoscono. Questa operazione di separazione porterebbe al rischio di perdere i tappi e rendere impossibile il loro riciclo. Il fatto che i tappi siano attaccati eviterebbe la perdita di questi. Le nuove direttive, quindi, indicano che mantenere i tappi attaccati al collo delle bottiglie aiuterebbe l’azione di recupero dei materiali.
  2. Per evitare la dispersione dei tappi nell’ambiente. I tappi, essendo piccoli, tendono a staccarsi e a disperdersi nell’ambiente. Oltre al rilascio delle miscroplastiche c’è quindi il problema che queste piccole componenti in plastica possano essere facilmente ingerite dagli animali. Ingestione, soffocamento ed intrappolamento sono alcuni pericoli dati dalla plastica per l’ecosistema marino. Uno studio del WWF evidenzia come entro il 2050 la plastica negli oceani quadruplicherà.
tappi di plastica
Tappi Tethered cap, tappi bottiglie di plastica attaccati

Tappi Tethered cap, quali vantaggi?

Sono realmente concreti i vantaggi che seguirebbero questa attuazione della normativa UE o solo un modo affinché le aziende possano considerarsi sostenibili e operanti nella difesa dell’ambiente?

Sembra che alcuni impianti di riciclaggio in realtà preferiscano ancora bottiglie con tappi separati per un più facile processo di separazione come effettivamente richiesto fino a poco tempo fa.

Non sarebbe forse più efficace aiutare le aziende a sperimentare nuovi materiali di riciclo e farsi promotori più efficaci di un uso corretto delle bottiglie in plastica, oltre che alla loro diminuzione, invitandoci a chiuderle bene e a schiacciarle per facilitare l’operazione di riciclo?

Dire di no alle bottiglie in plastica sarebbe un danno economico enorme per le aziende e forse è meglio creare uno stratagemma per dare l’idea apparente di essere in regola con il cambiamento. Vero è anche, però, che le bottiglie in plastica rimangono una merce comoda, pratica, di difficile eliminazione.

I dubbi rimangono e il dibattito è aperto.

I consumatori nel frattempo non sembrano aver accolto bene questi cambiamenti e negli ultimi mesi i social si sono riempiti di video di denuncia e di ridicolizzazione.

Quello che possiamo fare è ormai trovare una soluzione per gestire i tappi attaccati al collo delle bottiglie e imparare a ruotare il tappo verso il basso, all’in giù, facendolo aderire bene alla bottiglia. Dovrebbe stare lì fermo, a volte lo fa, a volte no.

Non c’è nulla da fare se non adeguarsi e cercare di farci piacere queste nuove bottiglie. Pensiamo alla logica che c’è dietro, confidiamo sia concreta e speriamo che questo, alla lunga, possa avere un qualche piccolo risvolto positivo sull’ambiente. Daremo così, anche noi, il nostro contributo.

Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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