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La coscienza animale: una nuova frontiera della scienza

Dalla Dichiarazione di New York sulla coscienza animale alle ultime ricerche: un viaggio nella mente degli animali

La recente Dichiarazione di New York sulla coscienza animale, firmata il 19 aprile 2024, ha segnato una tappa fondamentale nella ricerca scientifica. Sottoscritta da quasi 40 ricercatori, questa dichiarazione non solo affronta se gli animali posseggono una coscienza, ma solleva anche questioni profonde sui diritti degli animali e sulle implicazioni etiche delle nostre interazioni con loro. L’accettazione della coscienza animale potrebbe trasformare le nostre leggi, la nostra scienza e la nostra società.

Definizione di coscienza: comprensione di base

Prima di esplorare la coscienza animale, è essenziale definire cosa intendiamo per “coscienza”. Tradizionalmente si riferisce alla capacità di un individuo di essere consapevole di sé stesso e del proprio ambiente. Questa auto-consapevolezza è spesso accompagnata dalla sensibilità, ovvero la capacità di provare sensazioni come dolore, piacere e altre emozioni. La Dichiarazione apre un dibattito su quanto ampiamente queste capacità possano essere riscontrate nel regno animale.

La ricerca sulla sensibilità animale, in particolare nei cefalopodi come i polpi, ha rivelato sorprendenti livelli di intelligenza e capacità di percepire il dolore. Nel 2021 uno studio pubblicato su “Science” ha mostrato che i polpi possiedono neuroni specializzati simili a quelli dei mammiferi, suggerendo che possono provare dolore in modo simile a noi. Questi studi sono cruciali perché sfidano la tradizionale visione che limita esperienze soggettive complesse agli esseri umani. Ad esempio, i polpi dimostrano abilità nel risolvere problemi e mostrano segni di una vita emotiva interna, suggerendo una forma di coscienza.

 

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Altri animali e la coscienza

Non sono solo i polpi a mostrare segni di coscienza. Corvi, cani, topi ed elefanti hanno tutti mostrato comportamenti che suggeriscono una certa forma di consapevolezza di sé e sensibilità. Nel 2020 uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Cambridge ha dimostrato che i corvi sono capaci di pianificare il futuro e utilizzare strumenti complessi, indicando una forma avanzata di intelligenza.

Anche animali considerati più “semplici”, come api e mosche, sono oggetto di studio per la possibile presenza di tratti coscienti. Ad esempio, uno studio del 2019 pubblicato su “Nature Communications” ha scoperto che le api possono eseguire calcoli aritmetici di base, suggerendo che possano avere una forma rudimentale di coscienza.

Supporto scientifico e scetticismo

Sebbene la Dichiarazione sostenga che esiste un “forte supporto scientifico” per l’attribuzione di esperienze coscienti ad altri mammiferi e uccelli, non manca lo scetticismo. Alcuni scienziati rimangono cauti, sottolineando che le prove attuali potrebbero non essere sufficienti per una dichiarazione definitiva sulla coscienza in molte specie. Nel 2022 un articolo pubblicato su “Trends in Cognitive Sciences” ha evidenziato le difficoltà metodologiche nel dimostrare la coscienza animale, sottolineando la necessità di ulteriori ricerche e metodologie più sofisticate.

coscienza animale, corvo
cane

Implicazioni etiche e legislative

La riconoscenza della coscienza animale ha implicazioni enormi per le leggi sulla protezione degli animali e il loro trattamento in ambiti come la ricerca e l’allevamento. Un approccio più informato e sensibile al benessere animale è essenziale, soprattutto alla luce di queste nuove scoperte. Nel 2023 l’Unione Europea ha adottato nuove linee guida sul benessere animale che includono il riconoscimento della sensibilità invertebrata, influenzate dai risultati di questi studi.

Coscienza animale: verso un futuro più umano

La Dichiarazione di New York sulla coscienza animale è solo l’inizio. Incoraggiando ulteriori ricerche, si spera di ampliare la nostra comprensione della coscienza animale e di promuovere un cambiamento verso pratiche più etiche e sostenibili. Questa è una chiamata a ripensare non solo come trattiamo gli animali, ma come riconosciamo e rispettiamo la ricchezza delle loro vite mentali e emotive.

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Edito da

Massimo Leopardi, co-fondatore e direttore di Veggie Channel. Da oltre un decennio, Massimo è un punto di riferimento nella comunità vegana italiana. Dal 2008, ha prodotto numerosi video, esplorando l'intersezione delle diete a base vegetale con salute, ambiente e diritti degli animali. Si distingue per un approccio basato su solide basi scientifiche e l'integrità professionale, con capacità che spaziano dalla scrittura, al filmmaking, all'editing video. Sempre pronto a ispirare con la sua competenza e sincerità.

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