Di cosa si occupa la medicina veterinaria olistica e cos’è la visione immaginale? La Dott.ssa Daniela Montesion ci guida alla scoperta di un approccio integrato che considera l’animale nella sua totalità, dalla salute fisica alle emozioni e alle relazioni
Guardare all’animale non solo come a un corpo da curare, ma come a un essere complesso e profondamente interconnesso con il nostro mondo interiore e familiare. È questo il cuore della medicina veterinaria olistica, una disciplina che integra le conoscenze scientifiche tradizionali con terapie naturali e uno sguardo profondo sulle dinamiche relazionali tra l’animale e il suo custode umano.
Tra gli aspetti più particolari di questo approccio troviamo la visione immaginale, che invita a esplorare il possibile significato simbolico dei sintomi e il rapporto tra gli animali e le persone che vivono con loro. In questa intervista, realizzata in collaborazione con Terra Nuova, la Dott.ssa Daniela Montesion ci accompagna alla scoperta di questa prospettiva e delle sue applicazioni nella pratica veterinaria.
Medicina veterinaria olistica: curare l’animale nella sua totalità
Che cosa distingue un veterinario olistico da un veterinario tradizionale? Per Daniela Montesion tutto nasce da una domanda che ha accompagnato la sua esperienza professionale: perché tante malattie degli animali tendono a diventare croniche? La ricerca delle possibili cause dei disturbi, oltre alla gestione dei sintomi, l’ha portata ad approfondire approcci che considerano non soltanto la patologia, ma l’intero organismo, il comportamento, le abitudini e il contesto di vita dell’animale.
Il suo percorso è iniziato con lo studio dell’omeopatia, per poi estendersi alla floriterapia, alla biorisonanza, alla cromoterapia e all’alimentazione. Discipline differenti che Montesion utilizza nell’ambito della propria pratica olistica, cercando di integrarle in un percorso individuale. Una particolare attenzione viene riservata alla nutrizione, che considera un elemento fondamentale della prevenzione e del benessere.
L’approccio olistico descritto dalla veterinaria non esclude il ricorso ai farmaci quando sono necessari. Il suo obiettivo è piuttosto ampliare lo sguardo sul paziente, tenendo conto di fattori che possono influenzarne la qualità della vita. Un animale che manifesta un disturbo non viene quindi osservato esclusivamente attraverso il sintomo, ma anche attraverso la sua storia, le sue caratteristiche individuali e le relazioni che lo circondano.
La visione immaginale: il significato simbolico dei sintomi
La visione immaginale propone un modo diverso di osservare gli animali e il rapporto che abbiamo con loro. Le sue origini risalgono alle antiche tradizioni animiste e sciamaniche, mentre nel pensiero occidentale ritroviamo i contributi di Carl Gustav Jung e James Hillman. Alla base c’è l’idea che le immagini possano aiutarci a riconoscere emozioni, vissuti e aspetti di noi stessi dei quali non sempre siamo consapevoli.
Pensiamo, per esempio, a un cane che comincia a zoppicare. Accanto alla ricerca delle cause fisiche, la visione immaginale suggerisce di osservare ciò che il sintomo rappresenta: un animale che fatica a camminare, ad andare avanti. Questa immagine può diventare il punto di partenza per riflettere anche sulla vita della persona che si prende cura di lui. C’è qualcosa che in questo momento le impedisce di procedere serenamente? Sta attraversando una situazione difficile, una scelta o un cambiamento che non riesce ad affrontare?
Il rapporto con i nostri animali può così diventare anche un’occasione per conoscere meglio noi stessi. Proprio come davanti a un quadro, ciascuno di noi può riconoscere nella stessa immagine qualcosa di diverso, legato alla propria storia e alle proprie emozioni. La visione immaginale invita a esplorare queste possibili connessioni, senza dimenticare che ogni sintomo richiede prima di tutto un’adeguata valutazione veterinaria e che il suo significato simbolico non ne dimostra l’origine emotiva.


Igiene orale di cani e gatti: l’importanza dell’alimentazione e della prevenzione
Dalla dimensione simbolica alla cura quotidiana, l’intervista affronta anche un tema molto concreto: l’igiene orale di cani e gatti. Alitosi, placca e tartaro sono problemi piuttosto comuni, ma come possiamo prevenirli? Un ruolo fondamentale è svolto dall’alimentazione: non conta soltanto ciò che cani e gatti mangiano, ma anche come mangiano e quanto masticano. Scegliere alimenti adatti alle loro esigenze e prestare attenzione alla masticazione è un primo passo per mantenere la bocca in salute.
Quando il tartaro è già presente, può essere necessaria una pulizia professionale dal veterinario. Se invece siamo ancora nella fase iniziale, quando sui denti comincia a formarsi una patina giallastra, possiamo intervenire con una regolare igiene orale. L’ideale è abituare i nostri animali fin da piccoli alla pulizia dei denti, utilizzando uno spazzolino o appositi ditali. Con un po’ di pazienza, anche alcuni gatti possono imparare ad accettare questa semplice abitudine quotidiana.
L’intervista a Daniela Montesion, realizzata in collaborazione con Terra Nuova, approfondisce i temi trattati nel suo articolo sull’igiene orale di cani e gatti, pubblicato nel numero di ottobre della rivista.
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