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Record di medaglie a Kazan

Campionati Mondiali Master FINA 2015



“Finalmente nella tana del dragone!” ecco cosa ho pensato entrando per la prima volta nella spettacolare piscina dei tuffi di Kazan. Siamo arrivati il 10 agosto 2015 e le mie gare sarebbero iniziate 2 giorni dopo. Troppo stanco per fare un vero allenamento, decido quindi di bagnarmi soltanto un pochino allo scopo di ambientarmi. Era come stare dietro le quinte di un gigantesco teatro. Ed infatti era proprio così, pochi giorni prima, quella piscina inseme ad altre strutture sportive di Kazan erano state teatro dei 16mi Campionati mondiali FINA assoluti. I più forti atleti degli sport acquatici si erano avvicendati in quelle vasche e attraverso le televisioni di tutto il mondo ci avevano fatto vivere momenti di grande tensione e spettacolo.
 
I miei piedi e le mie mani stavano toccando le stesse superfici, gli stessi trampolini ove pochi giorni addietro erano passati i più grandi tuffatori del momento. Potevo infilarmi nel loro stesso Jacuzzi e utilizzare la bellissima palestra con i tappeti elastici e i trampolini con le buche riempite da pezzettoni bianchi di gommapiuma. Mi sentivo come nel paese dei balocchi. Quella palestra era sicuramente servita anche ai grandi campioni per il loro riscaldamento e le loro prove pregara. È probabile che durante qualche pausa abbiano anche approfittato per schiacciarci un pisolino e questa cosa mi faceva un certo effetto.
 
Il semplice fatto di poter esser lì, significava per me già una grande vittoria. Se solo guardo in prospettiva come era la mia vita soli 3 anni prima, sempre ricurvo davanti al computer, in sovrappeso, pieno di acciacchi e con melanconici e oramai sfocati souvenir di un passato sportivo.
 
Quest'anno per la prima volta la FINA ha deciso di svolgere il Mondiale Master nello stesso posto e subito dopo quello dei campionati assoluti. Avvalendoci quindi della stessa organizzazione e delle stesse strutture, abbiamo potuto vivere quasi la stessa atmosfera e le stesse emozioni degli atleti più giovani.
 
Nelle competizioni Master si gareggia per fasce di età, la mia, per esempio, è quella che comprende gli uomini dai 50 ai 54 anni. Questo è il criterio che è stato adottato ed è quello che si dimostra essere il più pratico e forse anche il più logico. Per partecipare alle gare di tuffi Master occorre saper effettuare un numero minimo di tuffi. Nella mia fascia di età, ad esempio, dal trampolino di 1 metro e da quello di 3 si devono effettuare 6 tuffi, uno diverso dall'altro, mentre per la gara dalla piattaforma il numero di tuffi diversi tra loro da eseguire è di 5. Dai 50 anni in su dalla piattaforma di 10 metri non si possono effettuare tuffi con entrata di testa e questo per ovvi motivi di sicurezza. 
 
Le piattaforme sono tre: 5 metri, 7,5 metri e 10 metri. Nella gara dalla piattaforma l'atleta può scegliere quella che desidera ma lo deve dichiarare in anticipo e i suoi tuffi avranno un coefficiente di difficoltà diverso a seconda di quale altezza viene scelta. È facile pensare che più in alto si va e più alto sarà coefficiente, invece non è sempre così: infatti l'esecuzione di alcuni tuffi riesce con meno difficoltà da piattaforme più alte, quindi, per esempio, un doppio e mezzo carpiato in avanti, da 10 metri ha un coefficiente di 2.3 mentre da 5 metri di 2.6.
 
L'anno scorso durante il mondiale a Montreal, nella gara dalla piattaforma ho portato 2 tuffi da 7,5 metri proprio perché saltando da 5 metri non avevo il tempo sufficiente per eseguire le rotazioni volute. Quest'anno invece ho portato tuffi leggermente più semplici e tutti da 5 metri. Questa scelta mi è servita per non rischiare d'infiammare ulteriormente la spalla destra che da un anno circa mi crea non pochi problemi. La scelta si è dimostrata utile ma ora voglio riuscire a rinforzare molto bene tutta la parte alta del corpo in modo da poter re-introdurre i tuffi da 7,5 e chissà forse anche da 10. La preparazione atletica di quest'inverno sarà determinante per tutte le scelte e le gare della prossima stagione.
 
Ma basta parlare di cose tecniche: voglio condividere con voi la felicità di aver vinto 5 medaglie. 3 d'argento (1 m, piattaforma, sincro da 3 m) e 2 di bronzo (3 m e sincro piattaforma). Tra gli atleti che hanno gareggiato vi erano sia quelli di livello mediocre sia quelli di alto livello e questo mi è servito per imparare molte cose e fare esperienza. È un continuo imparare, andare avanti, un continuo cercare di migliorarsi e questo si esplicita riuscendo ad eseguire tuffi sempre più difficili ma soprattutto tuffi eseguiti sempre in maniera più corretta (più pulita, detto in gergo) e magari anche con più stile che sicuramente è un qualcosa che i giudici ed il pubblico apprezzano particolarmente.
 
Qualcosa di veramente lodevole è stata l'organizzazione che è stata perfetta sotto ogni punto di vista. Un particolare ricordo affettuoso avrò sempre dei tantissimi volontari che ci hanno accompagnato e assistito con immensa pazienza, sempre con il sorriso e con tanta gentilezza.
 
La città di Kazan inoltre, che non conoscevo per nulla, mi ha lasciato basito per le sue bellezze storiche, la sua architettura, i grandi spazi, l'imponenza del fiume Volga, i locali eleganti sulle rive di un altro fiume, il Kazanka, nei pressi del Cremlino. Tra una gara e l'altra ho trovato anche il tempo per realizzare un reportage su di un personaggio molto interessante ed originale che presto pubblicherò su Veggie Channel. 
 
L'anno scorso durante il mondiale di Montreal scoprii per caso che uno dei partecipanti era vegano, quindi realizzai al volo un'intervista su di lui dal titolo “Rajendra Kumar Kanphade – Yoga, vegetarismo e sport”. Anche quest'anno sono venuto a conoscenza di un altro tuffatore molto vicino anch'egli alla filosofia veggie, il greco Stefanos Evangelos Tzivopoulos e così insieme a mia moglie abbiamo realizzato una bella intervista con lui che anch'essa comparirà a breve su Veggie Channel.
 
Ringrazio tutti gli amici che mi hanno fin qui supportato, quelli che seguono le video puntate de “La Sfida” e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui e che mi danno ogni giorno la forza di andare avanti rialzando sempre di più i parametri dell'obbiettivo finale.

Massimo Leopardi
 

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