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Il Giappone diventa sempre più vegan friendly grazie al turismo e agli eventi

L’aumento dei visitatori nei prossimi anni costringerà il Giappone ad una "transizione vegetale"



Chi ha già viaggiato in Giappone si sarà certamente accorto che, nonostante il paese sia ricco di piatti a base di tofu e vegetali, non è troppo facile trovare dei piatti al 100% vegani e vegetariani.
 
Ma, come riportato da un articolo apparso su Japan Today, le cose stanno cambiando e un aumento dell’offerta di opzioni vegane è resa praticamente obbligatoria da un trend a cui il primo ministro Shinzo Abe tiene particolarmente, ovvero quello dell’aumento del turismo. L’obiettivo di 40 milioni di visitatori ogni anno e eventi come la Coppa del mondo di rugby nel 2019 e i giochi olimpici e paraolimpici di Tokyo 2020 costringono gli operatori turistici e culinari del Sol Levante a porsi il fatidico interrogativo: come soddisfare al meglio le richieste culinarie dei milioni di turisti in arrivo?
 
Come ammette Gizem Salamaki, titolare della Foodie Tours Japan, un tour operator che offre delle visite turistiche del Giappone focalizzate sull’aspetto culinario, "un grande ostacolo per i turisti vegetariani e vegani è che il cibo giapponese ha una tendenza a essere cosparso con carne e pesce in modi molto particolari". Gizem Salamaki riporta l’esempio del katsuobushi, un ingrediente molto utilizzato nella cucina giapponese che consiste in piccoli filetti di carne di tonno essiccata e affumicata e che viene aggiunta nella preparazione di numerose zuppe e piatti locali. 
 
Le difficoltà aumentano anche a causa di una scarsa conoscenza del veganismo da parte degli operatori culinari giapponesi. Come racconta Abby Hall, un membro della sopracitata azienda Foodie Tours Japan e blogger internazionale, è possibile andare in una gelateria giapponese, richiedere un gelato a base di latte di soia e ricevere un gelato contenente latte di mucca ma con una base di soia.
 
La mancanza in Giappone di grandi aziende internazionali che offrono cibo vegetariano o vegano complica ancor più le cose. Ma come già detto precedentemente, l’aumento dei visitatori nei prossimi anni costringerà il paese ad una "transizione vegetale". L’applicazione HappyCow contiene per ora circa 1552 locali che offrono opzioni  vegetariane e vegane, di cui circa 440 solo a Tokyo. Inoltre la cucina giapponese ha già una forte base vegetale, come confermato dal fondatore della popolare catena di bar Two Rooms Matthew Crabbe. La catena offre da poco un menù vegetariano stagionale e il signor Crabbe conferma che è molto interessante esplorare questo nuovo movimento culinario e cercare di andare incontro alle esigenze della clientela, tra la quale il nuovo menu vegetariano ha parecchio successo.
 
Invitiamo dunque gli operatori culinari e turistici giapponesi a seguire l’esempio di Matthew Crabbe e della catena Two Rooms.
 
Fonte: Japan Today
 
A cura di Luca Iaquinta
 

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