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Verso un sesso sempre più ecologico e vegano

Provare piacere e rispettare il pianeta, è possibile?



Fare sesso rispettando il pianeta è possibile? Questo è il quesito che si pone la rivista francese "Le Journal des Femmes" e la risposta è ovviamente affermativa: provare piacere e rispettare il pianeta sono dunque due pratiche perfettamente compatibili. Meglio ancora se fatto utilizzando prodotti al 100% cruelty-free, aggiungeremmo noi.
 
Secondo una ricerca condotta dal "Journal du CM", una piattaforma web francese che si occupa dell’attualità dei social media, il mercato dei sex toys è in continua crescita e avrebbe un giro d’affari di circa 20 miliardi di euro all’anno. Un boom favorito enormemente dalla possibilità di acquistare on-line tali prodotti che, se acquistati attraverso i canali più tradizionali, suscitano spesso qualche sguardo di disapprovazione.
 
Ebbene sempre più consumatori cercano di unire il piacere al dovere ecologico, ponendosi quesiti rispetto a tematiche quali lo sviluppo sostenibile del pianeta, il riscaldamento climatico e l’inquinamento. Risultato? Ai tradizionali sex toys di plastica dalle varie forme, i consumatori preferiscono sempre più oli essenziali e lubrificanti biologici e 100% ecologici. 
 
Per essere onesti, una componente importante nella scelta di acquistare tali prodotti è anche quella di voler evitare di utilizzare sostanze chimiche potenzialmente nocive per l’organismo durante l’atto sessuale. Questo aspetto in particolare è stato colto dall’azienda Sustain Natural produttrice di preservativi, lubrificanti e altri prodotti per il piacere sessuale "al naturale", la quale annovera tra i suoi slogan presenti sul sito internet uno alquanto provocante che preferiamo lasciare in inglese per non comprometterne l’effetto: "Have you ever thought about what you’re putting inside your vagina? We have".
 
Questo mercato a luci rosse è dunque estremamente florido e anche l’Italia non è rimasta a guardare: la designer Silvia Picari è infatti attiva, ad esempio, nella nuova frontiera dei sex-toys in legno. Tutti i prodotti progettati da Silvia sono pezzi unici, realizzati e dipinti a mano.
 
In grandissima espansione è anche il mercato dei preservativi vegani, ovvero privi di lattice. Oltre alla più comune marca australiana Glyde, altri brand si sono catapultati su questo mercato che è sempre più prolifico. La marca tedesca Einhorn (dal nome alquanto folcloristico che in italiano significa unicorno) produce, ad esempio, dei preservativi vegani a base di caoutchouc proveniente da piantagioni del commercio equo e solidale.
 
La tendenza a consumare in modo più responsabile è arrivata dunque anche sotto le coperte.
 
 
Fonti: Journal di CM, Journal des femmes, Sustain Natural, T-Squirt
 
A cura di Luca Iaquinta
 

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