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Il rifugio del cavallo

In Friuli una onlus per la cura di cavalli anziani e malati



Quando arrivo allo Zedan Ranch è un asino, Galileo, a darmi il benvenuto, seguito da un simpatico gruppo di cani che mi raggiunge dopo poco. La giornata è fredda, ma tersa, in questo inverno che dal Rifugio del cavallo, a Montereale Valcellina (PN) in Friuli Venezia Giulia, regala una vista mozzafiato. Qui si trovano una ventina di cavalli anziani e molto spesso malati che vivono nei propri paddock a coppie o più, in certi casi in compagnia di altri animali, come le capre, formando piccoli nuclei familiari. Alcune volontarie mi raccontano, ad esempio, che il pony Devil e la capretta Giselle sono inseparabili ed effettivamente quando Devil viene portato sotto il pergolato per essere strigliato Giselle lo segue senza indugio.
Ad aver creato questa oasi di serenità è stata Evelyne Zedan, di origini tedesche, ma già da diversi anni residente in Italia, da sempre innamorata dei cavalli, sta dedicando a loro la sua vita: le abbiamo rivolto alcune domande per conoscere a fondo questa realtà che è alla ricerca di fondi e di volontari per poter curare al meglio gli ospiti.

Che cosa sono gli animali, per lei?

Creature che devono essere protette dall'umano. Purtroppo questo non avviene ed io ho deciso di abbandonare il mio sogno di bambina di allevare cavalli sportivi per dedicarmi alla cura dei cavalli, in particolare quelli anziani e malati.

Per quale motivo ha cambiato idea?

A quarant'anni ho fatto tutto l'iter per poter aprire un allevamento di cavalli sportivi con l'obbiettivo di aprire una scuola di maneggio, ma quando si trattava di comprare un cavallo... mi portavo a casa il peggior brocco perchè aveva bisogno di aiuto. Era più forte di me. Spesso questi cavalli avevano avuto bruttissime esperienze con gli esseri umani e non ne volevano più sapere. Ho iniziato a cambiare così il mio pensiero, comprendendo che l'agonismo spesso è molto vicino all'agonia e non è solo un gioco di parole. Qui al Rifugio ci sono parecchi cavalli con genealogia, come Cee Tari Baby, importata dagli Stati Uniti. Cavalli che provengono da grandi centri, sfruttati al massimo e poi lasciati lì, a soffrire. Arrivano qui, in condizioni molto critiche, e tu riesci a fare un tot ma...noi i miracoli non li possiamo fare. Non posso pensare che Beethoven che adesso ha dieci anni, che è nato qui, finirà buttato in un angolo perchè non sarà più utile, probabilmente abbandonato o macellato. Questa cosa non la posso accettare.

Ma quindi è questo il destino che si prospetta a molti cavalli?

Purtroppo sì, è la storia classica del cavallo da concorso. Al Rifugio si trova Aqui Cour che ha fatto le gare in Francia, poi è venuto in Italia... ma a una certa età naturalmente si conclude la carriera sportiva. Dopo è finito in un maneggio, dove ha subito un incidente, poi è stato preso da un'altra persona per fare passeggiate. Le condizioni sono peggiorate ed è stato lasciato sotto il sole con tutta la faccia bruciata, un ginocchio grande come un melone, così senza cure, sofferente e magrissimo. Quando l'ho visto ho temuto si dovesse ricorrere subito all'eutanasia, ma il veterinario mi ha dato una speranza e ora si sta riprendendo, piano piano, bene. Ho disegnato anche una particolare maschera per il suo muso, che poi una volontaria ha realizzato. Lui ovviamente non dovrà mai essere sellato.

Girando nel Rifugio ho incontrato Rhum, nata nel 1978, una "vecchietta" insomma, ma con ancora tanta voglia di galoppare.

Rhum ha una grande vitalità, quando è arrivata qui era sottopeso e con problemi vari, ma ora ha recuperato una buona qualità di vita. Per me questo è molto importante, purtroppo ci sono casi che non sono recuperabili e non me la sento di far vivere ad un cavallo anni e anni di sofferenza senza poter migliorare o senza poter evitare il peggioramento, in queste situazioni ricorro all'eutanasia, mai al macellaio. Gastone, ad esempio, d'inverno sta peggio, ma è comunque gestibile con gli antidolorifici, ha una buona qualità di vita e mangia senza problemi.


Qui vedo circa una ventina di cavalli, immagino che il Rifugio sia un grande impegno anche economico.

Mi prendo cura dei cavalli anziani e malati da diversi anni, ma nel 2007 è stata costituita una ONLUS con alcuni volontari che mi aiutano in questa avventura. Riceviamo alcune offerte, poche, e c'è la possibilità di adottare un cavallo a distanza, ma mantenere i cavalli (oltre agli asini Galileo e Palmira, alcune capre, cani... ndr) è molto dispendioso e sto utilizzando così tutti i miei risparmi. Un mese fa è morto Giove, per lui sono stati spesi cinquemila euro tra medicinali e cure veterinarie, per dare un'idea dei costi. Lo rifarei di nuovo, senza dubbio. Sono rari i casi in cui i proprietari hanno contribuito al mantenimento, in genere si sentono la coscienza a posto perchè il cavallo non è stato macellato. C'è la possibilità di versare il 5 per 1000 alla nostra onlus, pensi che abbiamo ricevuto solo ora i soldi che sono stati devoluti nel 2008, 2009 e 2010 e si parla di cifre che coprono le necessità ordinarie di un cavallo per un anno! In questo momento purtroppo non posso più accettare cavalli perchè non sarei in grado di mantenerli. Le donazioni, che sono deducibili dalle tasse, sono assolutamente necessarie per andare avanti. Come vorrei vincere la lotteria... adesso ci vorrebbe proprio una ditta edile che ci sponsorizzasse per rifare tutte le casette!

Ho incontrato alcuni volontari intenti a strigliare (e coccolare) i cavalli, spostare il letame...

Ci sono alcuni bravi volontari che vengono qui e questo è l'aiuto concreto più grande che ricevo perchè c'è davvero tanto lavoro. Ci sono cinque/sei volontari che sono più presenti e altri che magari riescono venire una volta l'anno o alle due feste che facciamo ogni anno per raccogliere fondi. L'ambiente è internazionale, io sono cresciuta in Germania, ma ho vissuto in diversi luoghi e qui ci sono volontari italiani, americani, ungheresi, russi... Qua è benvenuto chi vuol bene agli animali: non parliamo nè di politica, nè di religione... l'importante è che si amino e si rispettano gli animali, non ci interessano altre cose. Gli animali mi fanno capire abbastanza velocemente come è la persona perchè sono molto sensibili.

Quanta sensibilità è necessaria per comprendere i bisogni di questi splendidi animali?

Ho imparato a comprenderli perchè spesso di alcuni cavalli tu sai solo che hanno preso botte o vedi che sono magrissimi, che mordono e calciano perchè non si fidano più dell'uomo. In quella situazione devi veramente metterti e osservare e capire che cosa veramente ti vogliono dire. Giove quando è arrivato mi ha fatto vedere i denti, ma negli occhi si leggeva piuttosto "sto male, sono preoccupato, non mi fido". Si dice, riprendendo il titolo del celebre film, che più che sussurrare ai cavalli, bisognerebbe ascoltarli... perchè con loro non possiamo metterci maschere. Non possiamo essere altro che noi stessi, senza finzioni.

Tra i volontari ci sono vegetariani, vegani...

Ma anche persone che si portano per merenda il panino con il prosciutto! Ci sono animalisti che hanno fatto la scelta vegana e vegetariani da anni, ma nessuno impone niente, non c'è indottrinamento, solo libertà. Ho visto però persone arrivare con il famoso panino e scegliere con il tempo di non mangiare più carne. Questa è una vera presa di coscienza. Se nessuno nel mondo consumasse carne sarebbe sicuramente la soluzione migliore però in questo preciso momento storico in cui si consuma la carne considero più rispettoso un allevatore di cavalli da macellazione che tratti bene i suoi animali e che li uccida con dignità, piuttosto di chi cresce un cavallo, lo sfrutta con l'agonismo, lo sfrutta con l'ippoterapia e infine lo macella. Per me l'ippoterapia è una ulteriore forma sfruttamento nel momento in cui si utilizzano cavalli anziani che stanno fermi immobili perchè soffrono, invece di utilizzare cavalli sani, giovani e addestrati per il ruolo.

Infine, che cosa direbbe a qualcuno in procinto di acquistare un cavallo?

Prima di tutto lo inviterei a riflettere sul perchè vuole acquistare un cavallo. Se gli piace correre libero per i prati, forse farebbe meglio ad acquistare una moto, la tiene in garage e quando serve la tira fuori. Se vuole fare corse, si renda conto di cosa è l'agonismo per l'animale. Se vuole regalare un pony al proprio figlio, sia consapevole che non è un giocattolo e che non può essere un capriccio, perchè i cavalli possono vivere anche quarant'anni e hanno il diritto di essere amati e protetti durante tutta la loro vita.


Ecco sito web del Rifugio del cavallo per conoscere le storie degli gli ospiti a quattro zampe e trovare informazioni su come diventare volontari, fare donazioni, adottare un cavallo: www.zedanranch.de
 
Intervista a cura di Daniela Giordani
 

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