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Parliamo di artrite reumatoide e di come poter migliorare la sintomatologia di questa patologia autoimmune attraverso l’alimentazione, con la Dott.ssa Silvia Goggi

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria a carico delle articolazioni su base auto immune che può avere un interessamento sistemico di tutto l’organismo. Le persone che ne sono affette lamentano una progressiva difficoltà nell’esecuzione delle comuni attività della vita quotidiana e una lenta perdita della mobilità articolare.

Può l’alimentazione incidere sui sintomi della malattia e aiutare ad allevarli? Ne parliamo con la Dott.ssa Silvia Goggi!

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Che cos’è l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è una patologia di origine autoimmune che interessa la membrana delle articolazioni e ha anche delle manifestazioni a livello sistemico e quindi interessa anche altri organi, oltre a comportare uno stato infiammatorio cronico persistente.

L’artrite reumatoide si manifesta da un punto di vista clinico con gonfiore, dolore, rigidità articolare che si manifesta in modo simmetrico, bilaterale e progressivo a partire dalle articolazioni più periferiche, quindi quelle delle dita e delle mani per poi andare verso il centro.

Le manifestazioni extra-articolari dell’artrite reumatoide possono eserere, per esempio, pericarditi, oppure vasculiti, noduli sottocutanei, episcleriti. Questa patologia può avere degli effetti piuttosto seri oltre che poi con la completa distruzione delle cartilagini articolari, anche delle deformità permanenti.

La patologia è più diffusa nel sesso femminile e si manifesta solitamente tra i 30 e i 55 anni.

Si può migliorare la sintomatologia dell’artrite reumatoide con la dieta?

Oltre alla terapia medica farmacologica e alla fisioterapia che questi pazienti possono fare, da un punto di vista nutrizionale le diete vegetariane e in particolare le diete vegane e ancora più in particolare le diete vegane ad altissimo contenuto di elementi crudi e fermentati, si sono dimostrate in grado di migliorare la sintomatologia dell’artrite reumatoide anche in sole 4 settimane, con una riduzione del dolore, una riduzione del gonfiore, della rigidità articolare e anche della PCR* (Proteina C Reattiva, è un indice infiammatorio sistemico).

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Quindi se siete affetti o conoscete qualcuno che è affetto da questa patologia, dal momento che comunque un’alimentazione basata sui vegetali è sana a prescindere, perché non provare (come è successo per moltissimi pazienti partecipanti a questi studi) a passare a un’alimentazione vegetale anche solo per 4 settimane.

Poi potete decidere per vedere di non migliorare la sintomatologia di chi è affetto da questa patologia che può essere molto fastidiosa e invalidante nella vita di tutti i giorni.

L’artrite reumatoide, quale dieta seguire?

Sempre all’interno delle raccomandazioni nutrizionali vale la pena verificare se ci siano dei cosiddetti alimenti allergizzanti che possono favorire il rilascio di citochine proprie delle reazioni allergiche che sono aumentate nei soggetti che sono affetti da artrite reumatoide.

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Quindi per almeno 4 settimane dovreste provare a seguire una dieta assolutamente priva di allergeni, quindi, ad esempio, niente pomodori, niente frutta secca, niente melanzane, niente patate, niente sedano, niente glutine. Per queste 4 settimane basare la vostra alimentazione su cereali senza glutine, legumi, verdure cotte e frutta. Poi dopo 4 settimane riprovare a reintrodurre questi alimenti ogni 2 giorni per riuscire a identificare quali di questi possa peggiorare la sintomatologia articolare.

In caso di risposta affermativa, sarebbe da sospendere l’assunzione dell’alimento per almeno altrettante 4 settimane, poi reintrodurlo ed osservare se la sintomatologia è la medesima.

Nel caso invece un alimento non desse alcun tipo di sintomatologia, può essere tranquillamente mantenuto nella dieta.

Come per tutte le altre patologie autoimmuni e infiammatorie, è bene prestare sempre attenzione a quegli alimenti ricchi di acidi grassi omega 6, soprattutto di un particolare acido grasso omega 6 che è l’acido arachidonico** che si trova principalmente nei prodotti di origine animale, che, come abbiamo visto, dal momento che una dieta vegetale si è dimostrata migliorativa nei confronti della sintomatologia, sarebbe bene, se possibile, in caso di artrite reumatoide, evitare.

dolore, mani
dolore, ginocchia

*Questa proteina viene generata e messa in circuito dal fegato in seguito ad un’infiammazione. Si può effettuare un esame del sangue per misurare la quantità della PCR e di conseguenza dedurre quale sia lo stato infiammatorio e il livello di cronicità della malattia.

** L’acido arachidonico è presente nei fosfolipidi delle ghiandole surrenali e nelle membrane cellulari, quindi lo troviamo nelle carni, nelle uova, nei latticini e formaggi. Anche le arachidi ne contengono.

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