Veggie life for Veggie people
 

Emulsionanti e cancro, quale correlazione?

Un recente studio mette in luce la possibile correlazione tra emulsionanti alimentari e cancro, approfondiamo insieme

Gli emulsionanti sono stati di recente messi sotto accusa da uno studio francese che evidenzia una correlazione tra questi e il cancro. Facciamo chiarezza al fine di rendere sempre più consapevoli i nostri acquisti.

Gli emulsionanti alimentari sono ampiamente presenti in tantissimi alimenti di uso quotidiano con un utilizzo indiscriminato da parte dell’industria alimentare. Tutto ciò rende questo studio davvero importante con la speranza possa avere un impatto significativo sulle politiche alimentari.

Gli emulsionanti sono sostanze in grado di stabilizzare un’emulsione. A seguito delle loro caratteristiche chimiche sono quindi in grado di legare due sostanze che tenderebbero a separarsi come l’acqua e una sostanza grassa. Questo li rende preziosi in ambito industriale non sono per legare gli alimenti, ma anche molti prodotti per l’igiene e la cura della persona.

I più conosciuti emulsionanti sono la lecitina (E322) usata dalla maionese al cioccolato, le pectine (E440) tipiche di marmellate e salse pronte, le carragenine (E407) ampiamente usate per addensare gelati, budini, creme, caramelle e panna da cucina, e i mono e digliceridi degli acidi grassi (E471) tipici di tanti prodotti da forno come pane, grissini, e biscotti, nella pasta senza glutine, nei budini, nella panna da cucina, nei gelati, addirittura in farmaci e dentifricio.

Emulsionanti e cancro: lo studio francese

Lo studio condotto da una equipe dell’Università La Sorbonne di Parigi, pubblicato sulla rinomata rivista scientifica PLOS Medicine, ha seguito 92 mila adulti della coorte francese NutriNet-Santè, esclusi coloro che avevano un precedente di cancro.

Durante il periodo di follow-up di circa 6,7 anni, sono stati diagnosticati 2.604 casi di cancro, tra cui tumori al seno e alla prostata. I partecipanti hanno fornito ogni giorno tutte le informazioni dietetiche richieste sulla composizione alimentare di quello che consumavano, che sono state poi collegate ai database consentendo agli autori di stimare e valutare le associazioni tra l’assunzione di determinate sostanze e rischio di cancro.

I ricercatori hanno individuato la presenza nello specifico di tre emulsionanti che sembra possano esporre a un rischio maggiore di sviluppare il cancro. Queste tre sostanze sono i modo e digliceridi degli acidi grassi, la carreginina ed alcune pectine.

Lo studio francese indubbiamente avrà bisogno di conferme, anche perché, come dichiarato dalla stessa equipe, ci sono stati dei limiti metodologici come, ad esempio, il fatto che probabilmente gli individui che hanno partecipato alla ricerca in generale sono più attenti alla loro salute e alle loro scelte alimentari. Questo studio, però, può essere un’ottima base da cui partire per approfondire un tema sempre più importante visto il crescente aumento di cibi pronti e largamente consumati.

Provate, ad esempio, a pensare a una giornata tipo di una persona qualunque e al possibile contenuto di emulsionanti nei suoi pasti.

Colazione con fette biscottate dal possibile contenuto di mono e digliceridi degli acidi grassi, rese golose da una marmellata o da una crema spalmabile contenente pectina, colazione magari completata da uno yogurt da supermercato a sua volta contente carreginine o ancora mono e digliceridi.

A metà mattina brioches al bar, alimento tipicamente contenente emulsionanti, poi a pranzo magari un piatto pronto preso al supermercato e scaldato con il microonde dell’ufficio, un pasto di dubbia provenienza consumato al bar, oppure a casa un piatto di pasta senza glutine con sugo pronto o panna, oppure un burger vegetale con maionese di soia. Ogni tanto una caramella o una gomma da masticare per tenere a bada lo stress o contrastare un calo glicemico.

E poi alla sera, ma sì, stiamo leggeri, con quella zuppa pronta che si scalda in un attimo, con delle fette di pane integrale confezionato e una salsina sfiziosa. Non può, infine, mancare un budino o un gelatino, per appagare le nostre golosità.

gelatina
emulsionanti e cancro, cibo industriale

Emulsionanti e cancro, considerazioni

Indipendentemente dalla studio condotto è bene per la nostra salute cercare di ridurre il più possibile l’acquisto di alimenti contenenti questi emulsionanti. La principale difesa che il consumatore ha a disposizione è l’etichetta, basta semplicemente abituarsi a leggerla! Devono esserci sempre pochi e semplici ingredienti.

In particolare vorrei soffermarmi sui mono e digliceridi degli acidi grassi, veramente aggiunti ovunque in modo massiccio. Lo sapete che provengono dagli scarti dell’industria olearia? Sono per lo più estratti da oli quali olio di palma, di cocco e di colza che contengono molti grassi saturi, ma anche da grassi di origine animale. Nelle etichette purtroppo non è possibile trovare indicazioni in merito alla loro provenienza. Diciamo, che, se presenti, almeno assicuriamoci che il prodotto sia certificato vegano, almeno per avere la garanzia di una loro origine vegetale.

Consigliamo anche: Come leggere le etichette alimentari in modo consapevole?

Edito da

Psicologa food coach, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO