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Fibromialgia e alimentazione: perché scegliere la dieta vegana

Come si può agire con l’alimentazione per attenuare i sintomi della fibromialgia? Ne parliamo con la Dott.ssa Silvia Goggi

La fibromialgia è una patologia cronica che influenza negativamente la qualità di vita di chi ne è affetto, in quanto caratterizzata da una profonda stanchezza e dolori cronici. Al di là della terapia medica e psicologica, come si può agire con l’alimentazione per attenuare i sintomi della fibromialgia e vivere una vita più piena?

Che cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia rientra nel gruppo delle patologie reumatiche che interessa circa il 2 % della popolazione. Colpisce i soggetti tra i 20 e i 50 anni circa, soprattutto le donne, ma non è escluso che ne soffrano anche gli uomini e in alcuni casi anche i bambini.

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Per quanto riguarda la sintomatologia, la fibromialgia è caratterizzata da dolori cronici persistenti soprattutto a tendini, muscoli e legamenti. Si accompagna anche a disturbi del sonno e un senso di stanchezza e astenia croniche.

Da un punto di vista delle cause dobbiamo dire che la fibromialgia non ha delle cause ben note, anche se sembra che possa scatenare questa alterazione nella percezione degli stimoli dolorosi in soggetti predisposti dopo traumi oppure dopo malattie.

Da un punto di vista terapeutico, la terapia medica a disposizione si avvale di farmaci antinfiammatori, di antidepressivi triciclici o di inibitori selettivi del reuptake della serotonina (1).

Fibromoalgia e alimentazione

Da un punto di vista nutrizionale invece, cosa si può consigliare ai pazienti affetti da fibromialgia per migliorare la loro qualità di vita?

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Dal momento che la base è infiammatoria, andrà migliorata l’alimentazione in modo che da essere il più antiinfiammatoria possibile e quindi a base vegetale oltre che – secondo alcuni studi – anche con molti alimenti crudi e senza glutine.

Dal punto di vista del peso è importante essere normopeso. È importante sottolineare che chi si trovasse nelle fasce del sovrappeso o dell’obesità, deve perdere peso perché con una perdita di peso si ha un miglioramento dei sintomi della malattia.

Per quanto riguarda il tipo di alimentazione che si è visto migliorare i sintomi della fibromialgia, dal momento che questa è una patologia su base infiammatoria con uno squilibrio delle citochine (2) anti e pro infiammatorie, una dieta ricca di antiossidanti antinfiammatori si è rivelata benefica.

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Sono stati fatti dei trial, quindi degli studi d’intervento con una dieta particolare e i sintomi della fibromialgia sono molto migliorati. Si tratta di una dieta completamente vegetale e ad altissima percentuale di alimenti crudi e soprattutto senza glutine.

Da un punto di vista poi di altri nutrienti è importante che i soggetti da fibromialgia controllino lo stato della propria vitamina D e la supplementino, se necessario, e pongano anche attenzione ad assumere quei micronutrienti come lo zinco e il magnesio che, anche se l’evidenza è limitata, si sospetta abbiano, quando carenti, un’incidenza negativa sull’andamento di questa patologia.

(1) Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina detti SSRI,

sono un farmaco utilizzato per la depressione e la fibromialgia. Il loro funzionamento consiste nel rallentare il processo mediante il quale la serotonina (una sostanza che i nervi usano per inviarsi messaggi l’un l’altro) viene riutilizzata dalle cellule nervose che la producono. Ciò aumenta la quantità di serotonina disponibile per stimolare altri nervi.

(2) Le citochine

sono piccole proteine cruciali nel controllo della crescita e dell’attività di altre cellule del sistema immunitario e delle cellule del sangue. Le citochine influenzano la crescita di tutte le cellule del sangue e di altre cellule che aiutano le risposte immunitarie e infiammatorie del corpo.

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