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Dobbiamo prestare attenzione all’olio da condimento? Quanto ci costa, in termini di chili e salute, assumere tanto olio di oliva? Risponde la Dott.ssa Silvia Goggi

La vostra dieta è già completamente vegetale. Vi sembra di mangiare bene, ma proprio non capite perché non riuscite a perdere peso. Avete mai fatto caso al fatto che l’olio sia la fonte vegetale di calorie più concentrata?

Calorie che derivano direttamente da grassi: ebbene sì! Vale anche per l’olio extra vergine di oliva. Quanto ci costa, in termini di chili e salute, non prestare attenzione all’olio da condimento? Scopriamolo insieme alla Dott.ssa Silvia Goggi.

Oggi parliamo dell'olio di oliva e del perché nelle diete dei soggetti che desiderano perdere peso questo alimento viene spesso tolto o comunque fortemente limitato.

Qual è la differenza tra le olive e l'olio?

Nelle olive sono ancora contenute le fibre, mentre l'olio è un alimento raffinato e quindi a parità di volume l'olio apporta molte più calorie delle olive proprio perché non contiene fibre.

Dal momento che gli adulti non devono più crescere come i bambini, l'olio è un alimento che non dovrebbe essere utilizzato o quantomeno dovrebbe essere molto controllato. Occorre misurarlo con attenzione, perché sbagliare ed eccedere è molto facile.

Pensate che 1 cucchiaio da tavola di olio, che sono circa 10 grammi di olio, all'anno fanno circa 4.7 chili di grasso.

Ovviamente non s'ingrassa di quasi 5 chili ogni anno, però se vi sembra di mangiare già in modo ottimale ma non capite come mai non dimagrite, probabilmente, nella maggior parte dei casi è colpa dell'olio che non misurate.

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Quanto olio di oliva assumere? Meno olio, più salute

É vero che l'olio è un grasso da condimento migliore dei grassi animali come il burro e lo strutto, per esempio, che hanno una maggior percentuale di grassi saturi e oltretutto contengono colesterolo. Però anche l'olio ha una piccola percentuale di grassi saturi al suo interno.

Quindi se siete affetti o avete avuto in passato una malattia cardiovascolare, l'utilizzo dell'olio è bene che sia fortemente limitato perché altrimenti si ha, a causa dei pochi grassi saturi che contiene, una quota di produzione di colesterolo da parte del nostro fegato.

Per quanto invece riguarda i soggetti affetti da diabete, i grassi stipati nelle cellule muscolari sono la causa dell'insulinoresistenza. Quindi rinunciare all'olio permette di far regredire rapidamente il diabete di tipo 2.

Sono stati fatti numerosi studi, sia su soggetti con diabete, su soggetti con ipertensione, su soggetti con malattie cardiovascolari, e la totale astensione degli oli, di qual si voglia, da condimento, faceva sì che le patologie regredissero e che i farmaci venissero abbandonati o comunque che non ve ne fosse più bisogno.

Stiamo, per esempio, parlando degli studi del Dott. Dean Ornish, degli studi del Dott. Neal Barnard, studi che sono stati condotti in America.

In Italia è molto difficile far passare questo messaggio che l'olio di oliva non sia come l'acqua, che non sia l'elisir di lunga vita, però spero di avervi fatto riflettere.

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