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Sindrome dell’ovaio policistico: i benefici della dieta vegana

Una dieta a base vegetale è l’opzione migliore per le donne con sindrome dell’ovaio policistico, vediamo il perché con la Dott.ssa Silvia Goggi

La sindrome dell’ovaio policistico è una condizione che interessa circa il 6-8% delle donne in età fertile, causando irregolarità mestruali e ovulatorie fino ad arrivare a problemi di fertilità.

È caratterizzata da iperandrogenismo (1), quindi da un’elevata produzione ovarica di androgeni che si manifesta sia a livello biochimico, quindi rilevabile agli esami del sangue, sia a livello clinico, a livello visibile con irsutismo (2), quindi eccessiva crescita dei peli, oppure con calvizie e diradamento dei capelli, acne e alterazioni del ciclo.

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Accanto a questi reperti clinici può essere associato o meno un reperto ecografico visibile di ovaie con diverse cisti (3).

Alla sindrome dell’ovaio policistico si associano spesso condizioni come l’obesità ed elevati livelli di colesterolo nel sangue.

Per quanto riguarda le condizioni associate alla sindrome dell’ovaio policistico è molto frequente che abbia luogo insieme a una condizione di sovrappeso e di obesità e di dislipidemia (4) e quindi, ricordiamo, fattori di rischio cardiovascolari che sono comportati da questa sindrome che apparentemente nulla ha a che vedere con l’apparato cardiovascolare.

La dieta è una potente alleata in questa condizione patologica, dal momento che può controllare la causa movente di tutta la sindrome: l’insulino-resistenza.

La causa della sindrome dell’ovaio policistico è l’insulino-resistenza, perché se i tessuti periferici sono insulino-resistenti e quindi non rispondono bene all’azione dell’insulina, il pancreas dovrà produrre molta più insulina per farsi ascoltare. Questo eccesso d’insulina circolante comporta, a livello ovarico, un’eccessiva produzione di androgeni.

Al di là delle terapie ormonali che possono essere prescritte alle donne affette da questa sindrome, che cosa si può fare da un punto di vista alimentare?

Si può cercare di ridurre, di abbattere l’insulino-resistenza. Si potrebbe pensare di evitare gli zuccheri. Sicuramente questa, per quanto riguarda gli zuccheri semplici, è un’ottima idea. Ma il fatto che gli zuccheri nel sangue rimangano alti non è la causa dell’insulino-resistenza ma è più la sua manifestazione. Questi zuccheri non entrano nelle cellule dove dovrebbero entrare perché le cellule sono piene di grassi.

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Una cellula piena di grassi non farà entrare lo zucchero, non risponderà bene all’azione dell’insulina e quindi ci sarà più insulina circolante e una condizione di insulino-resistenza, come abbiamo detto prima.

È quindi opportuno abbattere significativamente la quota di grassi nella propria dieta adottando una dieta a basso contenuto di grassi.

Il problema è che ci sono degli alimenti erroneamente considerati magri o benefici che invece hanno nascosta un’alta quantità di grassi. Tutti i prodotti di origine animale, oltre a fornire proteine, forniscono anche un’elevata quota di grassi.

In letteratura scientifica la dieta migliore, la dieta che riesce, anche proprio secondo studi recenti, a migliorare l’insulino-resistenza, anche in soggetti sani, è una dieta vegana low fat, quindi senza oli aggiunti, dove la quota di grassi è molto contenuta e consumata in forma integrale. Questo si realizza con una piccola quota di frutta secca e di semi o di olive.

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L’effetto “collaterale” di questa dieta sarà anche quello di una perdita di peso. S’instaura un circolo virtuoso, quello della perdita di peso e dello svuotamento delle cellule piene di grasso che migliora l’insulino-resistenza, il quadro della sindrome dell’ovaio policistico e infine anche quello della qualità di vita di queste donne.

Gli studi precisano inoltre che una dieta vegana ben bilanciata è più leggera per il sistema digestivo e aiuta la flora intestinale a prosperare in modo equilibrato. Inoltre, eliminare le carni, il pesce e i latticini, alimenti ricchi di grassi saturi, può aiutare drasticamente a ridurre l’infiammazione, bilanciare gli ormoni e controllare la resistenza all’insulina. (vedi lo studio: Low glycemic index vegan or low-calorie weight loss diets for women with polycystic ovary syndrome: a randomized controlled feasibility study).

Una dieta a base vegetale è l’opzione migliore per le donne con sindrome dell’ovaio policistico, afferma anche il Dott. Neal Barnard.

“La maggior parte delle donne con questa patologia soffre anche di insulino-resistenza. Se l’insulina non funziona correttamente, gli ormoni vanno fuori controllo, oltre a molti altri altri inconvenienti. Le fibre aiutano moltissimo a combattere i problemi ormonali e, naturalmente, le fibre si trova solo nelle piante!

Ci sono molti altri motivi per cui una dieta povera di grassi e ricca di fibre e cereali integrali (ovvero una dieta vegana) è superiore ad altri trattamenti. Questa dieta aiuta a guarire dal diabete, che colpisce dal 50 al 70 percento delle donne con sindrome dell’ovaio policistico. Le diete a basso contenuto di grassi e ricche di fibre riducono anche il peso corporeo e permettono di affrontare efficacemente i livelli di colesterolo malsani.”

deita vegana
Sindrome dell'ovaio policistico

(1) – L’iperandrogenismo è quando le ghiandole endocrine, surreni e ovaie in una donna producono in eccesso androgeni (ormoni maschili), soprattutto il testosterone.

(2) – L’irsutismo è una condizione nelle donne in cui si hanno molti peli che crescono in luoghi in cui di solito crescono solo agli uomini. I peli sono spesso scuri e duri.

(3) – Molte donne possono sviluppare cisti ovariche nella loro vita. La maggior parte delle cisti ovariche presenta poco o nessun disagio e sono innocue. La maggior parte scompare senza trattamento entro pochi mesi.

Tuttavia, le cisti ovariche, specialmente quelle che si sono rotte, possono causare sintomi gravi. Si consiglia di sottoporsi a regolari esami pelvici e riconoscere i sintomi che possono segnalare un problema potenzialmente serio.

(4) – La dislipidemia è un alto livello di lipidi (colesterolo, trigliceridi o entrambi) o un basso livello di colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL).

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Ultimo commento
  • COMPLIMENTI ALLA DOTTORESSA GOGGI PER AVER SPOEGATO TUTTO IN MANIERA SEMPLICE. LA MIA DIETA È VEGANA LOW FAT E DA QUANDO HO ELIMINATO I GRASSI RAFFINATI USANDO SOLO UNA PICCOLA QUOTA DI GRASSI INTEGRALI, COME L’AVOCADO NON SOFFRO PIÙ NÈ DI SINDROME PRE-MESTRUALE NÈ DI DOLORI DURANTE IL CICLO. UNA GRANDE LIBERAZIONE PER UNA DONNA!

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