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Storia di Lakshmi, business veg di successo in Russia



La storia di Serghey Sharov e delle sue attività commerciali pro veg in Russia sono un esempio eccellente che tutti gli imprenditori emergenti del settore dovrebbero conoscere. Un giovane medico Ayurveda di Perm decide di creare “Lakshmi” e da un piccolo negozio di alimentari vegetariani sviluppa una catena di supermercati e successivamente anche un ristorante. Malgrado una partenza zoppicante, non si scoraggia e riconsidera l'impostazione iniziale che aveva dato al suo business troppo di taglio spirituale. Riconsidera tutta la comunicazione ma mantiene lo stesso obiettivo: offrire alla piazza di questa città degli Urali un servizio di ristorazione e di acquisto di prodotti idonei per vegetariani e vegani. In questi ultimi tempi addirittura si sta orientando verso prodotti 100% vegani. 
 
Nessuno avrebbe immaginato che oggi avrebbe potuto avere tale successo. Ha dovuto fronteggiare non solo lo scetticismo della gente, ma battersi anche contro la concorrenza che immediatamente si è dimostrata spietata. I prodotti, scoperti da lui ed immessi nel mercato, venivano immediatamente venduti anche nei grandi supermercati tradizionali. Questo ha reso al Serghey la vita più difficile, ma nello stesso tempo lo ha reso felice perché, in fondo, aveva realmente raggiunto il suo obiettivo più alto: promuovere questo tipo di alimentazione in Russia. La qualità del servizio fornito, la sua professionalità e quella dei suoi collaboratori, hanno fatto sì che ad oggi nel 2019 il suo ristorante e i suoi 4 punti vendita sono unanimemente riconosciuti e la frequentazione è sempre in aumento. Prendiamo esempio da chi ha avuto tanto coraggio sostenuto da un desiderio puro e nobile di alleviare la sofferenza degli animali e proporre uno stile di vita più salutare per l'essere umano.
 
"Quando la nostra azienda ha compiuto 5 anni, c'è stato il punto di svolta. Il successo dei prodotti presenti da "Lakshmi" era alto e naturalmente i concorrenti, i negozi tradizionali non erano tranquilli, hanno cominciato a monitorarci. Per qualche motivo hanno deciso che siamo loro concorrenti e mettevano gli stessi prodotti in tutti i negozi. All'inizio ero scontento e arrabbiato come imprenditore, per me è stato un colpo forte. Ma se ricordiamo la missione dell'azienda, che era: "far diventare sana la nazione", allora tutto è stato fatto in maniera giusta e questo doveva avvenire. Ad oggi sono contento che tutti i negozi tradizionali di Perm mettono in vendita praticamente il 60% dei prodotti venduti da "Lakshmi". Ora questi si trovano dappertutto, in quanto c'è richiesta ed è bello! 5-6 anni fa, ad esempio, loro mettevano in vendita molti prodotti e tutti scadevano. Ora loro lavorano attivamente, aprono grossi reparti di alimentazione salutistica ed è figo! Certamente non potevo competere con loro e quindi abbiamo iniziato il processo di chiusura dei negozi. In un anno abbiamo chiuso 32 negozi. Abbiamo lasciato 4 supermercati grandi, come qui dove stiamo adesso - un ristorante insieme ai grandi supermercati. Abbiamo inserito un gran numero di prodotti e in questo format di negozi possiamo competere con altri supermercati e negozi. Ed il processo si è stabilizzato, le entrate sono tornate.
 
Per quanto riguarda il ristorante, è un seguito logico. Da sempre avevamo l'idea di un ristorante ma capivo perfettamente che aprendolo 4 o 5 o 6 anni fa, avremmo fallito. Non interessava a nessuno e in quel momento aprivano e chiudevano diversi ristoranti. L'ho sempre avuto in testa. Nel momento in cui tutti i negozi hanno cominciato a vendere questi prodotti, ho deciso che bisognava dirigere il mio business verso un'altra direzione, cercare una nuova nicchia. Ed è arrivato il momento dell'apertura del ristorante vegetariano. Non lo posizioniamo come vegetariano ma come ristorante di sana alimentazione. Molti mi chiedono, venendo qui dalle altre città: "Come riuscite a riempirlo così?" In realtà, riempiamo il ristorante a 70-90% quasi sempre. Nei ristoranti delle altre città è difficile riempire allo stesso modo, perché la gente non vede bene il vegetarismo. Abbiamo scelto un'altra strada. Stiamo collaborando con un chef molto bravo e presentiamo cibo vegetariano in un format da ristorante. Abbiamo unito superfoods, presentazione, unicità dei piatti e giusta combinazione degli ingredienti. Abbiamo tolto tutti i riferimenti all'India, alla religiosità. Ed è diventato un posto conviviale, dove stare con gli amici. Abbiamo scelto questo luogo per una buona ragione. Avevamo diverse varianti. Qui gli affitti non sono bassi, ho preso questo rischio appositamente. È una zona alla moda e abbiamo scelto questa direzione. E non abbiamo perso, al dir la verità. Il progetto sta avendo successo, per ora. Dopo 6 mesi siamo rientrati totalmente con l'investimento e ora ci porta profitto".
 
Video realizzato dalla web-tv Veggie Channel.
 
Regia: Massimo Leopardi
Editing: Julia Ovchinnikova
 

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