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Le piante soffrono? Le sorprendenti capacità sensoriali del mondo vegetale

Non sentono il dolore come noi, ma le piante reagiscono, si adattano, comunicano tra loro e apprendono dall’esperienza. Scopri cosa rivela la scienza moderna sulle capacità sensoriali del mondo vegetale

Le piante sono alla base della nostra vita, le mangiamo, le curiamo, le usiamo per curarci. Eppure, raramente ci chiediamo se le piante soffrono e provano dolore. Approfondiamo le sorprendenti capacità sensoriali del mondo vegetale in un viaggio tra biologia, etica e consapevolezza ambientale.

Questa domanda, che a prima vista può sembrare curiosa o persino strana, sta guadagnando sempre più attenzione nel mondo scientifico.

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Certo è che le piante non hanno né cervello né sistema nervoso, quindi, secondo la scienza, non possono provare dolore nello stesso modo in cui lo proviamo noi o gli animali, partendo dal presupposto che dolore è esperienza soggettiva e cosciente.

Questo significa che non sentono nulla? Non proprio, i più recenti studi evidenziano sorprendenti capacità sensoriali del mondo vegetale e, forse, ce ne saremo accorti noi stessi se abbiamo un giardino, delle piante, un piccolo orto o semplicemente amiamo stare nella natura.

Le piante sono esseri viventi sofisticati, adattivi, con capacità davvero uniche. In un’epoca in cui il rapporto con la natura è sempre più compromesso, riscoprire la complessità delle piante ci aiuta a vivere in modo più consapevole, rispettoso e sostenibile. Il benessere, quello vero, parte anche dal modo con cui ci relazioniamo con l’ambiente, con la natura con quel mondo vegetale che abbiamo scelto, già con la nostra scelta etica, di amare.

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Le capacità sensoriali delle piante: cosa dice la biologia

Le piante sono esseri viventi altamente reattivi e sensibili all’ambiente. Diversi studi dimostrano che sono in grado di percepire:

  • Luce, ombra e direzione del sole
  • Tocco e movimento meccanico
  • Sostanze chimiche volatili
  • Vibrazioni, suoni e perfino la presenza di altre piante o animali

Sono, inoltre, in grado di:

  • “comunicare” tra loro (rilasciano sostanze volatili per avvisare di pericoli)
  • emettere segnali elettrici in risposta a ferite
  • modificare il proprio comportamento (ad esempio, chiudere le foglie, cambiare crescita in base ai suoni)

 

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Uno studio pubblicato nel 2019 da un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv, guidato dalla professoressa Lilach Hadany, ha pubblicato uno studio innovativo sulla rivista Cell. Hanno osservato che alcune piante sotto stress, ad esempio, quando vengono tagliate, calpestate o sono lasciate senza acqua, emettono ultrasuoni cioè suoni impercettibili per l’orecchio umano, ma percepibili da insetti o piccoli animali. Questa scoperta ha aperto nuove prospettive sulla comunicazione delle piante e sul loro ruolo nell’ecosistema poiché gli ultrasuoni emessi potrebbero servire a comunicare lo stato di salute delle piante ad altri organismi, come insetti o altri vegetali.

Comunicazione, memoria ed intelligenza delle piante: cosa dice la neurobiologia vegetale

Negli ultimi anni è nato un nuovo campo di ricerca, la neurobiologia vegetale. Studiosi come Stefano Mancuso, tra i pionieri di questa disciplina, hanno mostrato che il mondo vegetale possiede forme sorprendenti di comunicazione, memoria e “intelligenza distribuita”, diverse da quelle animali, ma non meno efficaci.

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Le piante, ad esempio, sono in grado di comunicare tra loro. Quando una pianta viene attaccata da un parassita o subisce un danno, può rilasciare nell’aria composti chimici volatili che funzionano come segnali di allarme per le piante vicine. Alcune di esse reagiscono rinforzando le proprie difese, come se “capissero” il messaggio ricevuto.

Ma non è tutto. Le piante sembrano anche apprendere dall’esperienza. Uno studio condotto dalla ricercatrice Monica Gagliano ha dimostrato che la Mimosa pudica — la pianta che chiude le foglie al minimo tocco — può imparare a non reagire più a uno stimolo innocuo, come una semplice vibrazione, memorizzandolo per giorni. Questo comportamento è stato interpretato come una forma di memoria vegetale, una capacità di “riconoscere” e “decidere” a cosa rispondere.

Anche le radici sono attive protagoniste di questo universo intelligente. Le piante decidono dove far crescere le radici in base alla presenza di acqua, nutrienti o ostacoli nel terreno, elaborando le informazioni ricevute attraverso segnali elettrici e chimici che attraversano i tessuti vegetali. Sebbene privi di un sistema nervoso centrale, questi segnali ricordano molto quelli che si propagano nei sistemi neuronali degli animali.

Le piante soffrono?
pianta, radici

Le piante soffrono? Implicazioni etiche

Le piante soffrono? Se anche non sono in grado di soffrire o provare dolore come noi, le piante sono degli esseri viventi che vivono ed abitano l’ambiente in modo attivo! Questo deve aiutarci a cambiare il nostro modo di guardare le piante al fine di dare loro maggiore rispetto e cura.

Sono capaci di percepire, di elaborare informazioni, di adattarsi e comunicare da organismi “passivi” a esseri viventi complessi, capaci di percepire l’ambiente, si tratta solo di riconoscere loro un’intelligenza vegetale, diffusa e silenziosa, che ha molto da insegnarci sulla vita e sull’equilibrio della natura.

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Da ascoltare, imparare a vedere e rispettare.

Consigliamo anche: Come costruire un orto autoirrigante?

Libro “La nazione delle piante”, Stefano Mancuso

Libro “La versione degli alberi”, Stefano Mancuso

Edito da

Naturopata, food coach e dottoressa in psicologia, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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