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Bevande vegetali migliori, quali ingredienti?

Le bevande vegetali non sono tutte uguali, approfondiamo quali sono gli ingredienti che le migliori devono avere insieme a Remo Cecconi di Salvia

Le bevande vegetali sono entrate ormai nelle case di molte persone ed è importante capire quali sono le migliori e che ingredienti devono avere. Abbiamo approfondito il tema insieme a Remo Cecconi di Salvia al fine di continuare il nostro lavoro nel divulgare un’alimentazione consapevole e favorente il nostro benessere.

Non tutte le bevande vegetali sono uguali e questo lo abbiamo facilmente capito vedendo le ormai tantissime proposte presenti nei supermercati. Non è sufficiente che la bevanda vegetale sia priva di zuccheri aggiunti, conservanti, emulsionanti o vitamine sintetiche, né basta la presenza della dicitura ‘bio’ o della certificazione vegan.

È necessario fare attenzione anche ad altri ingredienti se desideriamo acquistare la migliore bevanda vegetale veramente rispettosa della nostra salute.

Oggi andremo a mettere in discussione anche quella bevanda che probabilmente per voi rappresenta la scelta migliore e più sana, quella che acquistate con cura e che vi assicurate abbia solo acqua e i classici ingredienti vegetali, cioè un cereale o un legume (es. soia), della frutta secca, olio e un pizzico di sale.

Bevande vegetali migliori, a cosa fare attenzione?

  1. Alla quantità di ingredienti. Per valorizzare al massimo la semplicità e la vicinanza a ciò che la natura ci offre, le bevande vegetali migliori devono contenere pochi ingredienti, biologici e possibilmente italiani, acqua e nessun additivo.
  2. Alla presenza o meno di oli vegetali. Le migliori bevande vegetali non contengono oli vegetali come olio di girasole o di cartamo.
  3. Al valore degli zuccheri (carboidrati semplici) sulla tabella nutrizionale. Questo valore anche nelle bevande a base di cereali non deve essere elevato.
  4. Alla provenienza della materia prima di cui è composta la bevanda. Sono da preferire quelle in cui è specificata la provenienza italiana della materia prima.

 

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Bevande vegetali senza olio, perché?

Chiedo a Remo Cecconi, responsabile qualità di Salvia, perché è importante scegliere una bevanda vegetale senza olio.

“Gli oli aggiunti nei prodotti alimentari sono spesso oli di semi, in particolare olio di girasole. Anche quando spremuti a freddo, questi oli subiscono spesso un processo di raffinazione, che comporta trattamenti termici che possono raggiungere i 200°C. Durante la raffinazione, una piccola quantità di acidi grassi polinsaturi può trasformarsi in grassi trans, soprattutto se il processo è prolungato. Inoltre, le alte temperature riducono il contenuto di vitamina E, un antiossidante naturale, rendendo l’olio più vulnerabile ai processi ossidativi nel tempo.”

“Le bevande vegetali Salvia, prosegue Remo Cecconi, oltre alla materia prima biologica, tracciata fino al campo e alla provenienza italiana, cosa assolutamente non scontata, non prevedono l’uso di olio tra gli ingredienti, né di qualsiasi additivo”.

Leggete Bevande vegetali. Un’alternativa al latte di Silvia Petruzzelli

Un’informazione questa, a mio avviso, importante, visto che la maggior parte di noi è solita usare le bevande vegetali non solo calde come bevanda del mattino, ma anche come ingrediente di torte, creme e besciamelle, con cotture spesso prolungate.

Bevande vegetali, zuccheri si o no?

Un’altra attenzione che è importante avere nella scelta delle bevande vegetali è la presenza di zuccheri in etichetta all’interno della tabella nutrizionale. La maggior parte delle bevande, anche quelle che non presentano zuccheri aggiunti, hanno una presenza importante di carboidrati semplici, cosa che possiamo facilmente percepire se beviamo, ad esempio, una bevanda di riso, avena oppure riso mandorla. Sull’etichetta delle bevande vegetali di Salvia possiamo subito notare un basso valore di zuccheri cosa confermata dal sapore più delicato, ad esempio, della bevanda di avena.

Chiedo a Remo Cecconi da cosa dipenda questa dolcezza così marcata delle bevande vegetali in commercio nonostante l’assenza di zuccheri aggiunti.

“Questo dipende dalle amilasi ossia gli enzimi in grado di degradare l’amido. A seguito di tale degradazione, avremo una certa percentuale di carboidrati semplici (quelli che in etichetta troviamo sotto la dicitura “di cui zuccheri”).

Le amilasi possono essere endogene o esogene. Quelle endogene sono quelle naturalmente presenti nel chicco, che vengono, ad esempio, sfruttate anche in panificazione quando si effettua l’autolisi a temperature controllate. Le amilasi esogene (provenienti dall’esterno), invece, sono enzimi che vengono talvolta aggiunti nella produzione delle bevande vegetali industriali. Sono di fatto dei coadiuvanti tecnologici, pertanto non è obbligatoria la loro indicazione in etichetta. È quindi l’aggiunta di questi enzimi esogeni ad aumentare la dolcezza delle bevande vegetali.

Nelle bevande di Salvia, prosegue Remo Cecconi, non sono presenti amilasi esogene e se anche avessimo valutato di usarle, sarebbero indicate sulla Etichetta Trasparente”.

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Come sono realizzate le bevande vegetali Salvia?

Chiedo a Remo Cecconi come vengono realizzate le bevande vegetali di Salvia al fine di ottenere dei prodotti così semplici realizzati con meno ingredienti rispetto alle comuni bevande vegetali in commercio.

“Alla presentazione dell’ultimo Report di Sostenibilità Integrata 2023 di Salvia, c’è stato un interessante intervento di Ancuta Nartea, Ricercatrice in Tecnologie alimentari presso l’Università politecnica delle Marche, la quale ha messo in evidenzia l’estrema semplicità del processo di estrazione delle nostre bevande vegetali rispetto al processo classico.

Partiamo innanzitutto da come viene prodotta una classica bevanda vegetale: in generale per realizzare una bevanda vegetale devono essere fatti questi passaggi.

Come prima cosa devono essere estratti gli amidi, ad esempio, nel caso della bevanda di avena, il cereale viene messo in ammollo. Segue il blanching cioè la scottatura che inattiva gli enzimi endogeni dell’avena, poi dei passaggi di frullatura in cui il cereale viene frullato con l’acqua per rompere granuli di amido. Si prosegue con la gelatinizzazione dell’amido, il calore quindi fa sì che le molecole di glucosio si liberino, escano ed inizi a degradare l’amido. Nel momento in cui l’amido inizia a fuoriuscire grazie al calore si crea un gel ed è in questa fase che spesso si mettono degli antiagglomeranti per evitare di avere problemi tecnologici (quegli antiagglomeranti che non vengono indicati in etichetta poiché non vi è obbligo di legge). A questo punto si aggiungono enzimi, l’alfa-amilasi per rendere la bevanda un po’ più dolce. Infine, si alza la temperatura, si filtra e si arriva alla omogenizzazione. È in questa fase che si aggiungono gli oli vegetali come anche addensanti ed emulsionanti, correttori di acidità. A questo punto si sterilizza e si ottiene la bevanda”.

Cosa succede, invece, nella produzione delle bevande Salvia?

“Nelle bevande Salvia durante la fase di omogenizzazione non viene aggiunto nulla nemmeno gli oli vegetali. Oltre a questo, non è presente l’aggiunta di enzimi né di anti-agglomeranti prova ne è la naturale dolcezza delle bevande Salvia, dolcezza inferiore rispetto ad altre bevande in commercio. La presenza di questi zuccheri deriva quindi dallo stesso amido del cereale, non si tratta di zuccheri aggiunti. Oltretutto, è una percentuale molto bassa (circa 3,7% in quella di solo avena), per cui piuttosto trascurabile.

La gradevolezza delle bevande di Salvia è frutto quindi di un’attenta gestione del rapporto tempo-temperatura e dell’efficienza dell’impianto produttivo. Questo approccio, come già ampiamente citato, ci permette di evitare l’uso di coadiuvanti tecnologici, come enzimi o anti-agglomeranti, una scelta in linea con la nostra idea di semplicità. Il risultato è un prodotto genuino, come la nostra bevanda di avena, composta unicamente da acqua e avena, con un costo di produzione diverso, dovuto proprio alla cura dei dettagli posta nel processo.”

Ringrazio Remo Cecconi per questo approfondimento sulla realizzazione delle bevande vegetali, informazioni importanti per aumentare il nostro livello di consapevolezza.

Ora all’acquisto di una bevanda vegetale, iniziamo a farci qualche domanda in più, non fermiamoci solo all’elenco degli ingredienti, ma andiamo oltre, analizziamo i valori nutrizionali, specchio del processo produttivo.

Proviamo anche ad assaggiare e a sperimentare diverse tipologie di bevande vegetali per renderci conto di cosa significa in termini di sapore, ma soprattutto di digeribilità ed impatto sul nostro organismo, bere una bevanda semplice, pulita, trasparente veramente ottenuta in modo naturale come fatta in casa.

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Edito da

Naturopata, food coach e dottoressa in psicologia, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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