Scopriamo cos’è la fruit leather o pelle di frutta, come si prepara e come mangiarla
La fruit leather o pelle di frutta rappresenta un modo originale per mangiare la frutta, ancor più, un modo efficace e sostenibile per riciclare la frutta troppo matura; scopriamo insieme di cosa si tratta, come prepararla e come mangiarla.
Nulla di nuovo, come sempre, perché ciò che a noi sembra originale in realtà la maggior parte delle volte ha radici molto antiche. È il caso della pelle di frutta, la fruit leather, antica modalità di conservazione della frutta. La tradizione di trasformare in strati sottili essiccati la frutta o la verdura è di origine mediorientale, nello specifico libanese.
Si tratta di un modo facile e molto green di lavorare la frutta, una pratica a mio avviso che merita di essere riscoperta e sperimentata. Quel che si ottiene è un alimento particolare per forma e consistenza, versatile in cucina poiché permette di farne un uso davvero infinito, decisamente sano, soprattutto se realizzato ad una temperatura che non superi i 50 gradi.
Fruit leather, la pelle di frutta, che cos’è?
La pelle di frutta fruit leather è della semplice polpa di frutta matura frullata, stesa sottile e fatta essiccare. Può essere arricchita con semi come quelli di lino macinati o i semi di chia, con delle spezie, con della frutta secca macinata. Grazie alla collaborazione con Tauro Essiccatori e al ricchissimo articolo approfondito sulla fruit leather scritto da Chef Dalicandro sul loro blog essiccare.com, ho potuto approfondire questa tecnica spettacolare. Le foto che lo Chef ha scelto per descrivere il procedimento e che si vedono qui, rendono l’idea del risultato magnifico che ci troveremo davanti!
Quel che si ottiene dopo circa 12 ore di essiccazione è una sorta di pellicola, una vera e propria pelle di frutta. Una pelle flessibile, che si arrotola facilmente, che si taglia bene con una forbice più che con il coltello. Il sapore è dolcissimo, la consistenza in bocca gradevole appena appiccicosa. Si conserva per diversi mesi in una scatola di latta al riparo dall’umidità.
Può essere realizzata con la frutta che più desideriamo, purché di stagione e di qualità, meglio biologica. In estate la pelle di frutta può essere realizzata con il melone, come ho fatto io, con le pesche, le albicocche, i mirtilli, meglio non con l’anguria troppo acquosa. Un must per sapore, gusto e consistenza è con la banana, oppure con la mela o pera.
Fruit leather, la pelle di frutta, come si prepara?
La preparazione della pelle di frutta è semplicissima, soprattutto se in casa abbiamo un essiccatore domestico come il Biosec di Tauro. In questo caso possiamo scegliere la temperatura e programmare circa 12-14 ore di essiccazione. Se rimaniamo intorno ai 40 gradi, otterremo un alimento crudista che mantiene integri i suoi nutrienti, altrimenti qualcosa andrà perso, ma si tratterrà sempre di una pratica gentile e rispettosa dell’alimento e della nostra salute. In caso non disponiate di un essiccatore, è necessario impostare il forno alla minima temperatura, di solito tra i 60 e gli 80 gradi e lasciare essiccare la frutta per circa 10-12 ore.


La frutta scelta va quindi ben lavata e frullata. Preferite un solo tipo come solo melone, solo banana o solo albicocche. Stendete la purea su un tappetino di silicone, creando uno strato sottile. Si procede poi con l’essiccazione. La pelle di frutta è pronta quando si stacca facilmente dal supporto in silicone. Se necessario, rigirate e fate essiccare ancora qualche ora.
La pelle di frutta si conserva al riparo dall’umidità in un sacchetto di carta o un barattolo o scatola per diversi mesi.
Fruit leather, la pelle di frutta, come si mangia?
Per mangiare ed usare la palle di frutta serve soprattutto la fantasia. Possiamo usarne un pezzo per foderare una coppetta e servire in modo nuovo il gelato o la macedonia. Possiamo farcirla con una crema pasticcera o crema crudista di anacardi o mandorle, come fosse un cannolo. Possiamo trasformarla in crepe e riempirla con marmellata, frutta fresca e semi. Possiamo arrotolarla, tagliarla o rotelle e trasformarla in caramelle. Se la lasciamo in frigo per alcune ore, anche farcita, si inumidisce e diventa più morbida (in questo caso va consumata nel giro di pochi giorni).
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