Arianna Porcelli Safonov e PETA sfidano Prada: basta pelli esotiche nella moda di lusso. Un’inchiesta che chiede giustizia
Perché la moda non può più ignorare la sofferenza animale: in un’epoca in cui i consumatori sono sempre più attenti a ciò che acquistano, la moda non può più voltarsi dall’altra parte. Noi di Veggie Channel abbiamo deciso di dare visibilità a un’azione coraggiosa e necessaria: un video provocatorio e potente interpretato dall’attrice e autrice satirica Arianna Porcelli Safonov, in collaborazione con PETA, per denunciare l’uso di pelli esotiche da parte del Gruppo Prada.
Il nostro team ha realizzato le immagini in cui l’attrice Arianna Porcelli Safonov recita il testo che è stato presentato ufficialmente alla vigilia dell’assemblea generale annuale di Prada il 30 aprile scorso. Il messaggio rivolto direttamente a Miuccia Prada è chiaro, ironico e tagliente: il tempo della moda costruita sulla sofferenza animale è finito.
Arianna Porcelli Safonov denuncia le pelli esotiche con ironia e verità
“Salve signora Prada… io so che è molto impegnata a gestire il suo impero… anch’io ne ho uno, di 70 metri quadri”. Con queste parole ironiche Arianna Porcelli Safonov introduce una delle denunce più dirette e pungenti mai rivolte a una delle figure di spicco della moda italiana. Ma non è solo satira. È un grido etico, basato su dati concreti, inchieste scioccanti e un messaggio che non può più essere ignorato.
L’attrice propone alla stilista un confronto pubblico presso il Cinema Godard, di proprietà Prada, per mostrare al pubblico selezionato di clienti di lusso le immagini reali delle indagini di PETA: pitoni presi a martellate, gonfiati d’acqua e scuoiati vivi; coccodrilli trafitti con barre di metallo nella spina dorsale; lucertole decapitate coscienti, e struzzi sgozzati dopo essere stati storditi elettricamente davanti ai loro simili terrorizzati.
La realtà crudele dietro le pelli esotiche
Ogni anno milioni di animali selvatici vengono rinchiusi in allevamenti intensivi o strappati ai loro habitat per essere uccisi in modi atroci, con un unico scopo: trasformare i loro corpi in borse, scarpe, portafogli e accessori di lusso.
Le inchieste condotte da PETA Asia e le sue affiliate hanno documentato metodi standardizzati di tortura nei macelli e nelle concerie che riforniscono anche i più grandi marchi di moda. Tra questi:
- Serpenti inchiodati a un albero, decapitati o scuoiati vivi.
- Pitoni colpiti con martelli e gonfiati come sacche d’acqua prima di essere scuoiati.
- Coccodrilli trafitti con barre metalliche lungo la colonna vertebrale mentre sono ancora coscienti.
- Lucertole decapitate con il machete.
- Struzzi sgozzati davanti ai loro compagni.
Tutto questo nel 2025, in piena era di consapevolezza ecologica, climatica, sociale e spirituale.
Il paradosso della moda di lusso e la responsabilità di Prada
Il Gruppo Prada, che spesso si appella alla convenzione CITES (la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), si limita a contare il numero degli animali uccisi, senza alcun riferimento ai metodi utilizzati per farlo.
Ci chiediamo: è ancora accettabile parlare di eleganza, arte, design e bellezza, se il prezzo da pagare è la pelle strappata a un essere vivente senziente? La risposta per noi è chiara. E non siamo i soli a pensarla così: molti colossi della moda – tra cui Chanel, Burberry, Balenciaga, Victoria Beckham, Vivienne Westwood e altri – hanno vietato le pelli esotiche dalle loro collezioni.
Una battaglia collettiva contro le pelli esotiche
Noi di Veggie Channel crediamo che l’arte, la bellezza e l’innovazione non debbano passare attraverso la violenza. Per questo abbiamo scelto di dare voce a questa campagna e di sostenerla attivamente.
Le immagini che abbiamo realizzato con Arianna, poi interate da PETA con quelle relative agli allevamenti di animali per le pelli esotiche non è solo un messaggio a Miuccia Prada. È una richiesta collettiva, una denuncia estetica ed etica, un invito a riflettere.
Se oggi possiamo vestirci con materiali vegani, innovativi, ecosostenibili e cruelty-free, che senso ha indossare la pelle di un animale ucciso brutalmente?


Cosa puoi fare per fermare le pelli esotiche
Ti invitiamo a non essere solo spettatore. Puoi fare molto:
- Condividi il video di Arianna Porcelli Safonov e PETA.
- Evita l’acquisto di accessori in pelle esotica: borse, cinture, scarpe, portafogli.
- Scegli materiali alternativi: ci sono oggi opzioni ecologiche e lussuose create con cactus, ananas, funghi, mais e molto altro.
- Scrivi al Gruppo Prada, chiedendo loro di dire addio alle pelli esotiche.
- Unisciti alla campagna PETA per convincere altri marchi, come Louis Vuitton e Gucci, ad abbandonare il commercio di pelli animali.
PETA azionista: un gesto concreto per cambiare la moda
A rafforzare questa iniziativa c’è un elemento strategico potente: PETA USA è azionista del Gruppo Prada. Questo le consente di intervenire ufficialmente alle assemblee degli azionisti, portando direttamente al cuore del consiglio di amministrazione le istanze etiche legate allo sfruttamento animale. La domanda posta da Arianna Porcelli Safonov nel video è stata inserita nel verbale dell’assemblea del 30 aprile: non si può più fingere che la questione non esista.
Questa è la nuova forma di attivismo: creativo, elegante, intransigente, ma anche legittimo, informato e concreto.
Verso una moda etica: la scelta è nelle nostre mani
Come redazione di Veggie Channel, crediamo profondamente che il lusso del futuro non possa più essere intriso di dolore, sangue e silenzio. L’eleganza autentica non ha bisogno di pelli esotiche per esistere. Ha bisogno di coscienza, coraggio e compassione.
Siamo fieri di aver dato il nostro contributo a questa iniziativa e continueremo a sostenere tutte le azioni che portano il mondo della moda verso una trasformazione etica e sostenibile. Siamo convinti che anche tu, che ci leggi, puoi essere parte di questo cambiamento. Perché ogni scelta è un messaggio. E ogni messaggio è un seme.
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