Un documentario straordinario che mette in discussione le convinzioni religiose tradizionali e solleva importanti interrogativi etici sulla nostra relazione con gli animali
È in arrivo anche in Italia il film americano “Christspiracy: The Spiritually Secret”, distribuito da Mescalito film, un documentario che sfida e mette in discussione il modo tradizionale di pensare alla fede, all’etica e al consumo di carne.
“Esiste un modo etico di sacrificare gli animali in nome di Dio?” È questa la domanda che ha spinto i registi Kip Andersen e Kameron Waters, dopo “Cowspiracy” (2014), “What the Health” (2017) e “Seaspiracy” (2021) a compiere un viaggio globale durato 7 anni ad intervistare teologi, archeologi, contadini e sciamani di diverse fedi religiose.
Quale verità si nasconde? Gesù e gli apostoli uccidevano animali e li mangiavano? E qual è il legame tra spiritualità e sacrificio degli animali nel buddismo ed induismo? Possiamo ritenerci in pace con la nostra fede dinnanzi a un piatto di carne?
Il documentario “Christspiracy” ci offre delle risposte provocatorie e sfidanti, preziose, però, per stimolare una riflessione su un tema poco affrontato e cioè la connessione tra fede e consumo di carne, allora, come oggi. Un viaggio storico per indagare le connessioni tra il mondo animale e quello religioso, svelando le sue contraddizioni. Questo perché, ad esempio, molte catene di fast-food sono apertamente cristiane come è il caso di In-N-Out Burger (che hanno dei versetti scritti sui tovaglioli), Chick-Fil-A e Tyson Foods o perché il governo indiano di Narendra Modi mette al bando l’uccisione della vacca sacra causando allo stesso tempo un contrabbando di bovini con la complicità della polizia.
Christspiracy, quali temi al centro del film?
“Cristspiracy” è una sfida al paradigma dominante. In un mondo in cui il consumo di carne è radicato in tradizioni culturali e religiose millenarie, il film mette in discussione il diritto dell’uomo di nutrirsi a spese della vita animale.
Vengono esplorate le radici bibliche e spirituali del rapporto con il sacrificio degli animali mettendo in luce come le religioni monoteistiche abbiano nel tempo giustificato l’uso di animali come risorsa necessaria per il nutrimento umano.
Una delle riflessioni più potenti che il film ci propone è il contrasto tra i messaggi di pace e amore, centrali nelle principali religioni, e la pratica della violenza verso gli animali. La domanda che sorge spontanea è: “Se la nostra fede ci insegna a rispettare la vita, a non uccidere, come possiamo giustificare la sofferenza inflitta agli animali per soddisfare il nostro appetito?”


Il film non si limita solo a fare interrogativi, ma propone anche delle soluzioni. Per esempio, esplora come alcune tradizioni spirituali antiche e moderne abbracciano una dieta vegana, rivelando che la compassione e il rispetto per tutte le forme di vita possono essere armonizzati con una pratica spirituale genuina. Non si tratta solo di un’alternativa alimentare, ma di un invito a riconsiderare il nostro rapporto con gli animali e a fare scelte più consapevoli e etiche.
Un film non solo per chi è vegano come ulteriore riflessione, ma soprattutto per chi sente il bisogno di approfondire il legame tra fede ed etica, di interrogarsi sul valore della vita animale in relazione al proprio credo religioso.
Christspiracy e la dissonanza cognitiva
Uno degli aspetti più rilevanti e potenti del film è quello di esplorare la dissonanza cognitiva che molte persone vivono riguardo al loro comportamento verso gli animali.
La dissonanza cognitiva è un concetto psicologico che descrive la tensione mentale che una persona sperimenta quando le sue convinzioni, valori o atteggiamenti sono in contrasto con le sue azioni.
Nel contesto del film il conflitto che viene evidenziato è tra il profondo amore per gli animali, valore cardine anche nella fede e il fatto che, purtroppo, molte persone continuano a consumare carne senza riflettere sull’origine di quell’alimento.
“Christspiracy” mette in luce questa contraddizione intrinseca: da una parte, la società e la religione ci insegnano ad amare gli animali e a rispettare la vita, ma dall’altra parte, ci viene fatto capire che è accettabile uccidere animali per il nostro nutrimento. La riflessione del film si concentra proprio su come molte persone, pur amando gli animali, non riconoscono o non vogliono riconoscere che la carne che mangiano proviene da animali che sono stati uccisi per soddisfare un bisogno che potrebbe essere soddisfatto in altri modi, senza causare sofferenza.
Il film non si limita a descrivere la dissonanza cognitiva, ma suggerisce che la consapevolezza e l’informazione possono essere strumenti potenti per superare questa contraddizione. Mostrando immagini e testimonianze di abusi sugli animali, e discutendo delle alternative etiche e spirituali, il film invita lo spettatore a confrontarsi con la realtà della propria dieta e delle proprie scelte alimentari. In questo modo “Christspiracy” cerca di abbattere la barriera della dissonanza cognitiva, invitando le persone a riconsiderare la propria relazione con gli animali e a prendere decisioni più consapevoli e compassionevoli.
Christspiracy, quando e dove vederlo?
È possibile vivere in armonia con la propria spiritualità, praticando compassione, e allo stesso tempo consumare carne? Il cambiamento parte dalla consapevolezza, e il film ci sfida a cambiare, non solo la nostra alimentazione, ma anche il nostro modo di vivere in armonia con il mondo che ci circonda.
Un film da non perdere, in anteprima il 10 aprile a Milano e l’11 aprile a Roma.
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