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Hot Stone Club Ubud: un retreat di benessere a Bali

Il retreat di benessere a Bali in cui acqua, ambiente, architettura e ritmo quotidiano creano le condizioni per il recupero del corpo, prima ancora di yoga e trattamenti

Quando si parla di retreat e benessere a Bali, il pensiero va spesso allo yoga o ai trattamenti. Al Hot Stone Club Ubud, invece, l’esperienza comincia prima: da ciò che beviamo ogni giorno, dall’aria che respiriamo, dall’ambiente che ci circonda e dal ritmo con cui scorrono le giornate.

È questo l’aspetto che ci ha colpiti fin dall’inizio e che rende questo soggiorno particolare. Il benessere non è affidato a una singola attività, ma nasce da un insieme coerente di scelte quotidiane che coinvolgono acqua, calore, natura e stile di vita.

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ELEMENTIS come visione che tiene insieme l’esperienza

Quello che abbiamo compreso vivendo il Hot Stone Club Ubud è che questa coerenza non è casuale. È l’espressione di una visione più ampia, chiamata ELEMENTIS, che non definisce un trattamento o un protocollo, ma un modo di pensare il benessere come sistema. ELEMENTIS nasce dall’osservazione che il corpo non si rigenera attraverso interventi isolati, ma quando le condizioni di base — acqua, aria, ambiente, ritmo, stimoli e recupero — iniziano a lavorare insieme nella stessa direzione.

In questo senso ciò che accade al Hot Stone Club non è una somma di attività, ma l’applicazione concreta di questa visione. Ogni scelta, dall’idratazione agli spazi, dal movimento al calore, dall’alimentazione all’architettura, diventa parte di un ecosistema che sostiene la capacità naturale dell’organismo di autoregolarsi e adattarsi. ELEMENTIS non si presenta come un concetto teorico, ma come qualcosa che si sperimenta vivendo il luogo, giorno dopo giorno.

L’acqua idrogenata come base dell’esperienza di benessere

Una delle prime peculiarità che abbiamo notato riguarda l’acqua. Durante tutto il soggiorno viene utilizzata acqua purificata e arricchita con idrogeno molecolare, sempre disponibile per gli ospiti.

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Non è un dettaglio secondario, ma una scelta che si inserisce in un approccio orientato a sostenere i naturali processi di recupero dell’organismo e a gestire lo stress ossidativo. La ricerca scientifica sull’idrogeno molecolare sta approfondendo il suo ruolo come antiossidante selettivo e possibile modulatore dei processi infiammatori. Inserita in un contesto di vita più lenta, alimentazione leggera e riduzione dello stress, questa tipologia di idratazione diventa parte integrante del percorso di rigenerazione.

Un retreat a Bali immerso nella natura che agisce sul sistema nervoso

Il Hot Stone Club Ubud si trova a pochi minuti dal centro di Ubud, ma è completamente immerso tra risaie, corsi d’acqua e vegetazione tropicale. L’ambiente naturale non è un semplice sfondo, ma una componente attiva dell’esperienza.

I suoni della giungla, l’assenza di traffico, la luce naturale e gli spazi aperti favoriscono una progressiva riduzione dell’iperstimolazione quotidiana, permettendo al sistema nervoso di orientarsi più facilmente verso una modalità di recupero. Il corpo lo percepisce rapidamente: il respiro rallenta, la tensione si scioglie e l’attenzione diventa più stabile e presente.

 

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Spazi, materiali e architettura pensati per non interferire

Le sistemazioni sono essenziali, luminose e curate nei dettagli. Nulla appare eccessivo o decorativo fine a sé stesso. I bagni semi-aperti verso l’esterno, l’uso di materiali naturali come bambù e legno e la scelta di colori chiari contribuiscono a creare ambienti che accompagnano il rilassamento senza distrarre.

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Anche in questo contesto l’acqua idrogenata trova una collocazione naturale, come elemento di idratazione quotidiana integrato nello stile di vita del retreat, coerente con l’idea di benessere diffuso e continuo.

Yoga, movimento e calore come strumenti di regolazione

La pratica dello yoga si svolge in un’ampia sala immersa nel verde e ha un’impostazione accessibile, modulabile, non performativa. Non c’è l’idea di “fare di più”, ma di creare le condizioni perché il corpo torni a essere percepito con chiarezza. Per chi è alle prime esperienze, questo significa riabituarsi ad ascoltare sensazioni spesso trascurate; per chi pratica da tempo, ritrovare continuità e profondità senza forzature.

Il lavoro si concentra su elementi essenziali come la propriocezione, la respirazione diaframmatica e la regolazione neurovegetativa. Sono strumenti semplici, ma fondamentali, soprattutto se si guarda al benessere in una prospettiva di longevità di qualità: migliorare la capacità del sistema nervoso di passare dallo stimolo al recupero è spesso più importante che aumentare la prestazione.

In questo stesso quadro si inserisce la sauna rituale in stile russo, la Banya. Non una sauna standard, ma un rituale guidato che alterna calore, vapore arricchito con erbe, pause di recupero e contatto con il freddo. Anche qui l’obiettivo non è la resistenza, ma la risposta adattativa dell’organismo.

L’alternanza tra caldo e freddo è ben documentata per i suoi effetti sulla circolazione sanguigna, sulla risposta vascolare, sul rilascio di endorfine, sul recupero muscolare e sulla regolazione del sistema nervoso autonomo. Il corpo viene stimolato in modo deciso, ma sempre nel rispetto dei tempi individuali e della capacità di ascolto.

Yoga e Banya, in questo contesto, non sono pratiche separate: sono due modalità diverse di lavorare sulla stessa funzione di base, quella della regolazione. Movimento consapevole e stimolo termico diventano così strumenti complementari per aiutare il corpo a ritrovare equilibrio, presenza e capacità di recupero.

Alimentazione vegetale, leggera e funzionale

L’alimentazione segue un’impostazione chiara: nutrire senza appesantire. Gli ingredienti sono freschi, le preparazioni semplici e le opzioni vegetali sempre presenti. La nutrizione diventa così parte integrante del contesto fisiologico che sostiene digestione, energia e lucidità mentale, in piena coerenza con la visione di Veggie Channel.

Programmi di retreat come ecosistemi di benessere

I programmi proposti, che includono percorsi di detox, rigenerazione e medicina orientale, non sono concepiti come semplici pacchetti, ma come ecosistemi temporanei. Yoga, sauna, trattamenti, idrogenoterapia, alimentazione e ambiente lavorano insieme creando condizioni favorevoli al riequilibrio.

Dal punto di vista scientifico, la riduzione del carico digestivo, sensoriale e mentale consente una migliore allocazione delle risorse metaboliche verso i processi di recupero e adattamento dell’organismo.

Hot Stone Club Ubud
longevity club, Elementis

Benessere personale e ambientale come visione unica

La riduzione della plastica, l’uso di una piscina senza cloro, prodotti di pulizia non aggressivi e la presenza di un orto biologico interno riflettono una visione in cui il benessere personale e quello ambientale sono profondamente connessi. Anche queste scelte fanno parte dell’esperienza complessiva.

Rinnovare la struttura: la nuova fase del Hot Stone Club

Attualmente il Hot Stone Club è attraversato da una fase di rinnovazione della struttura, con lavori in corso che stanno ridisegnando progressivamente gli spazi abitativi e le aree dedicate all’ospitalità. Questa rinnovazione prevede la realizzazione di nuovi bungalow indipendenti, pensati come spazi abitativi essenziali ma altamente curati dal punto di vista funzionale. Le nuove casette saranno costruite con strutture in legno ad alte prestazioni, progettate per garantire stabilità, durata nel tempo e un buon comportamento in un clima tropicale. Gli ambienti interni saranno luminosi, con ampie superfici vetrate ad alta efficienza (vetri Low-E) che permettono l’ingresso della luce naturale riducendo al tempo stesso il surriscaldamento e la dispersione termica.

Dal punto di vista del comfort abitativo, i bungalow integreranno sistemi avanzati di controllo climatico studiati per gestire in modo attivo temperatura e umidità, riducendo il rischio di muffe e migliorando la qualità dell’aria interna. In questo contesto, il raffrescamento non sarà affidato all’aria condizionata tradizionale, ma a una soluzione basata sull’uso di ghiaccio, pensata per abbassare la temperatura in modo progressivo e silenzioso, senza correnti d’aria e senza sbalzi termici. Il freddo viene rilasciato gradualmente, lavorando per inerzia termica più che per ventilazione forzata, con un impatto minore sul sistema nervoso e una sensazione di comfort più naturale.

I materiali utilizzati — legno, superfici naturali, finiture non tossiche — sono scelti per limitare l’esposizione a composti chimici aggressivi e creare un ambiente più neutro dal punto di vista sensoriale. Ogni unità sarà dotata di spazi bagno funzionali e ben ventilati, progettati per dialogare con l’esterno senza rinunciare alla privacy e per gestire correttamente l’umidità, elemento centrale in un contesto tropicale.

I nuovi bungalow non sono concepiti come semplici alloggi, ma come spazi di rinnovazione quotidiana, dove tutto è pensato per sostenere il recupero: silenzio, ventilazione naturale, illuminazione morbida, assenza di elementi superflui e sistemi climatici che evitano stimoli artificiali inutili. L’idea è che la stanza diventi una parte attiva dell’esperienza di benessere, non perché “offre qualcosa in più”, ma perché riduce ciò che disturba. In linea con la filosofia ELEMENTIS, l’architettura diventa così uno strumento di regolazione: uno spazio che accompagna il ritmo del corpo, invece di imporne uno artificiale.

Il podcast ELEMENTIS come spazio di confronto diretto con la community, a partire dalla mia esperienza personale

Durante il soggiorno ho partecipato a un’intervista per il podcast ELEMENTIS – Hot Stone Club Ubud. È stato uno spazio di dialogo in cui ho potuto raccontare la mia esperienza e confrontarmi su temi come corpo, ritmo, alimentazione e consapevolezza. Ho ripercorso anche il mio passaggio dal burnout e dalla depressione a un percorso di recupero costruito nel tempo, mettendo insieme alimentazione plant-based, movimento, meditazione e immersione nella natura. Abbiamo parlato di longevità in modo concreto, come equilibrio tra quattro pilastri quotidiani — meditazione, nutrizione, socialità e attività fisica — più che come promessa o “protocollo” rapido. E mi è rimasta addosso un’idea semplice: aiutare gli altri, condividere conoscenza e creare comunità non è solo etico, ma ha un effetto reale sul benessere, perché la comunicazione e la relazione sono parte della cura.

Perché raccontiamo il Hot Stone Club Ubud su Veggie Channel

Ciò che ci ha convinti non è una singola attività, ma la coerenza dell’insieme. Acqua, calore, movimento, cibo, silenzio e relazioni umane vanno nella stessa direzione.

Per questo abbiamo scelto di raccontare il Hot Stone Club Ubud su Veggie Channel: perché è uno di quei luoghi in cui il benessere prende forma giorno dopo giorno, attraverso scelte concrete, misurate e integrate. E spesso sono proprio queste a fare la differenza.

Hot Stone Ubud

The Longevity Club by ELEMENTIS

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Edito da

Massimo Leopardi, co-fondatore e direttore di Veggie Channel. Da oltre un decennio, Massimo è un punto di riferimento nella comunità vegana italiana. Dal 2008, ha prodotto numerosi video, esplorando l'intersezione delle diete a base vegetale con salute, ambiente e diritti degli animali. Si distingue per un approccio basato su solide basi scientifiche e l'integrità professionale, con capacità che spaziano dalla scrittura, al filmmaking, all'editing video. Sempre pronto a ispirare con la sua competenza e sincerità.

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