Veggie life for Veggie people
 

DEG-VEG Bologna: scopri il gusto della fermentazione e dei grani antichi

Un viaggio tra salute e sapori autentici con la Chef Simona Scarone e i cereali CereAmo in due appuntamenti, il 21 febbraio e il 7 marzo

Bologna si prepara a ospitare DEG-VEG, un ciclo di incontri nati dalla collaborazione tra l’associazione ELAB e la chef vegana Simona Scarone. Non si tratta di una semplice degustazione, ma di un’esperienza pensata per chi vuole avvicinarsi alla cucina vegetale e ai grani antichi in modo semplice, pratico e conviviale.

Oggi la fermentazione sta vivendo una nuova stagione d’oro: è una pratica sempre più diffusa e celebrata, specialmente nella cucina plant-based, per la sua incredibile capacità di elevare i sapori e potenziare le proprietà nutritive. Tuttavia, approcciarsi a questo mondo non è sempre immediato tra tempi di attesa, gestione delle colture vive e timori tecnici, molti ne restano affascinati ma esitano a provare.

L’obiettivo di DEG-VEG è proprio abbattere queste barriere ed innamorarsi del gusto di un alimento fermentato è il primo passo fondamentale. Solo attraverso l’assaggio consapevole e la comprensione del risultato pratico nasce quel desiderio di sperimentare che porta l’autoproduzione domestica nella nostra quotidianità. La fermentazione smette così di essere un concetto astratto per diventare uno strumento moderno, capace di trasformare ingredienti semplici in superfood ricchi di vitalità.

Il programma: tra workshop ed assaggi gustosi

Nelle serate del 21 febbraio e del 7 marzo dalle ore 19:00 i partecipanti esploreranno un menù degustazione che è anche un piccolo corso di cucina pratica. Il percorso include:

  • Kombucha home-made: assaggio della celebre bevanda frizzante fermentata. In regalo per i partecipanti non solo il procedimento, ma anche lo SCOBY, l’innesco vivo per iniziare la produzione a casa.
  • Vegromage: il formaggio vegetale fermentato autoprodotto, per scoprire come ottenere cremosità e sapidità senza derivati animali. In collaborazione con Vivere Distinto.
  • Verdure fermentate e pane con lievito madre: esempi di come il tempo e i microrganismi migliorano digeribilità e sapore.
  • Mini-workshop CereAmo: un approfondimento sul farro monococco varietà Norberto e preparazione del Granocco risottato. Un cereale antico, decorticato e perlato per una cottura rapida, ma straordinariamente ricco di proteine, ferro e magnesio, oltre che povero di glutine.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Veggie Channel (@veggiechannel)

L’incontro: intervista alla Chef Simona Scarone

Simona, perché hai scelto di focalizzarti proprio sulla fermentazione?

Quando un alimento, una cottura o un procedimento di trasformazione entrano a far parte della tua vita, è immediato il fatto di volerlo condividere con gli altri. Almeno per me! Così è stato per gli alimenti fermentati. Una volta provati, li ho inseriti nei miei menù, nei miei corsi e nelle degustazioni. Come dicevo, un forte desiderio di condivisione dato dall’entusiasmo e dall’oggettivo potere di questi alimenti in termini di salute e anche di gusto.

Cosa consigli a chi è solo curioso ma teme sia un processo difficile?

Qualunque cosa si faccia per la prima volta risulta “difficile” finché non si scopre, facendola, che non lo è affatto. Io consiglio sempre di buttarsi e provare perché potremmo sorprenderci di quanto siamo in realtà bravi a sviluppare la giusta sensibilità che occorre per questo tipo di processo. Il processo in sé è davvero semplice, l’unica “difficoltà” (ci tengo alle virgolette) è capire quando è il momento di imbottigliare, se prendiamo la Kombucha, o quanto aspettare per le verdure fermentate o per la lievitazione del pane. Ma sono abilità che si acquisiscono con la pratica (come per cuocere la pasta al dente!).

Quanto valore aggiunge la fermentazione a un piatto vegetale?

In termini di gusto aggiunge quella parte acida che è allo stesso tempo frizzante e sapida mantenendo la croccantezza delle verdure, nel caso della salamoia. Per le verdure fermentate “a secco” i sapori sono più profondi e intensi con consistenze più morbide. Ci si può davvero giocare molto con accostamenti talvolta inusuali, altre volte semplici, dove semplice non corrisponde mai a banale. Soprattutto nel caso delle verdure fermentate!

Cosa si porteranno a casa i partecipanti?

Oltre al bagaglio di nuovi sapori, potranno da subito provare a produrre la Kombucha a casa. Ho previsto di regalare un pezzo di scoby (lo starter) perché la teoria senza applicazione è nulla! Da non dimenticare che faremo anche delle preparazioni con le farine di CereAmo che sono fantastiche sia dal punto di vista nutrizionale che come resa nell’utilizzo (sono facili da usare nelle preparazioni dolci o salate che sembra banale ma non lo è affatto parlando di farine integrali).

DEG-VEG fermentazione grani antichi
DEG-VEG fermentazione grani antichi

La materia prima: intervista a Enrico Capurro, titolare di CereAmo

Un ruolo centrale in questa esperienza pratica e sensoriale è affidato a CereAmo, un’azienda che ha scelto con coraggio di investire nel ritorno del farro monococco, un cereale antico per lungo tempo dimenticato. Affidarsi a CereAmo significa riscoprire cereali “vivi”, puliti e sicuri, che si distaccano drasticamente dal frumento moderno a cui l’industria alimentare ci ha abituati.

Mentre il grano industriale è spesso selezionato per un altissimo contenuto di glutine (necessario per le lavorazioni meccaniche veloci), la pasta e le farine di CereAmo offrono un sapore autentico e un basso contenuto di glutine, risultando estremamente digeribili anche per chi fatica con i cereali moderni. Sul sito CereAmo è possibile scoprire come il loro approccio valorizzi il nutrimento reale e la sicurezza alimentare.

Enrico, perché il farro monococco è un cereale da riscoprire oggi?

Per via di tutte le problematiche intestinali e di digestione sempre più diffuse causate da cereali che hanno subito manipolazioni genetiche. Il monococco può prevenire alcune di queste problematiche ed essere adatto a chi ha difficoltà con i cereali moderni. Il problema spesso è proprio questo, c’è un consumo eccessivo di cereali raffinati, mentre consumare il farro monococco significa ritornare a carboidrati integrali e vivi. Il monococco spesso è confuso con gli altri “farri” quindi il dicocco e lo spelta, poiché non c’è una chiara specificazione. Tutto viene messo sotto la stessa voce farro, che è come dire grano, mentre il monococco si differenza completamente.

Cosa rappresenta per voi il “nutrimento etico”?

Parte dal discorso di lavorare un seme prodotto da noi e dalla tipologia delle coltivazioni, in primis ripristinare la tipologia dei terreni poiché oggi si usano troppi eccipienti chimici come concimi, fertilizzanti ed anticrittogamici. Partiamo dalla eticità nella coltivazione e nella promozione di un determinato alimento e quindi da una determinata cultivar a un determinato prodotto derivante da essa. Una volta terminata la materia prima, aspettiamo l’anno dopo per avere a disposizione un nuovo raccolto. Quindi l’etica è strettamente legata alla produzione aziendale.

Spesso associamo i cereali antichi solo a una scelta di salute, ed è giusto così, ma cosa puoi dirci del loro profilo aromatico rispetto al grano moderno?

Premetto che i grani antichi fanno parte di una moda e che c’è grande confusione poiché grani antichi vuol dire tutto e nulla, si parla, ad esempio, del senatore cappelli come grani antichi in realtà è stato il primo cereale ad essere stato ibridato. Sarebbe bello specificare le determinate cultivar come saragolla, solina, gentil rosso, oggi si usa la specifica cereale antico solo per una questione di marketing senza capire che grano antico usiamo. Per quanto riguarda l’aspetto dei sapori, ogni grano ha una sua caratteristica e un campo di utilizzo, magari c’è un grano più specifico per il pane, uno per la pasta. Dal 1950 in avanti sono tutti grani moderni e nasce la manipolazione e il miglioramento genetico. Il monococco rimane, però, il capostipite originario di tutti i cereali e rimane quello più digeribile.

Informazioni e Prenotazioni

Gli appuntamenti si terranno a Bologna dalle ore 19:00 alle 21:00/21:30, la durata perfetta per imparare e degustare, lasciando libera la serata.

  • Date: 21 Febbraio | 7 Marzo 2026
  • Costo: 25 € a persona (include degustazione, mini-workshop e SCOBY in regalo)
  • Prenotazione obbligatoria: I posti sono limitati per garantire un’esperienza di qualità. Il posto è confermato al ricevimento del bonifico.

Contatti per prenotare:

IBAN IT15V3609201600086099075236
Empowerment Laboratory associazione culturale in breve ELAB​​

Telefono: 347 3352973
Email: 7giornibenessere@gmail.com

Consigliamo anche: Kombucha fatta in casa, guida pratica

Edito da

Naturopata, food coach e dottoressa in psicologia, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO