La Corte di Giustizia Ue fa chiarezza sul meat sounding ed accoglie il ricorso in merito al divieto di dare nomi associati alla carne alle alternative vegetali
Una svolta per il mondo delle alternative vegetali è avvenuta grazie all’approvazione della Corte di Giustizia Ue della richiesta di poter usare denominazioni associate alla carne anche per i prodotti vegetali plant based.
L’Italia con la legge fortemente voluta dal Ministro Lollobrigida nel 2023 e la Francia, si sono espresse a favore del divieto di applicare nomi come hamburger, salsiccia, polpetta o semplicemente carne alle alternative vegetali a base di soia, legumi o altro.
Una vittoria quindi per vegetariani, vegani e per le aziende sostenitrici come, ad esempio, la Beyond Meat e una sconfitta per chi voleva vietare il “meat sounding”. La Corte di Giustizia della Ue, infatti, ha deciso che, anche se di origine vegetale, per questi prodotti si può usare qualunque nome associato alla carne.
Meat sounding e la svolta europea, cosa è accaduto?
Il fatto determinante che ha portato a questa importante svolta europea sul meat sounding è stato il ricorso ad opera dell’Association Protéines France, dell’Union vegetarienne européenne (EVU), dell’Association végétérienne de France (AVF) e della società Beyond Meat Inc., quattro entità attive nel settore dei prodotti vegetali e vegani che contestavano un precedente decreto adottato dal governo francese al fine di tutelare la trasparenza delle informazioni relative agli alimenti in commercio.
Il testo del 2021 e seguito da un altro più recente decreto del 2024 non era mai stato fatto entrare in vigore proprio perché le associazioni avevano sostenuto che non ci sarebbe stato tempo per le aziende di modificare il packaging e lanciare nuove campagne pubblicitario con conseguente grave danno economico. È per questo che si è arrivati a una decisione definitiva al fine di fare chiarezza su questa questione molto delicata.
Il decreto Ue è chiaro nel precisare che “salvo motivi del tutto particolari, uno Stato non può vietare di usare nomi classicamente associati alla carne per indicare prodotti a base vegetale, né definire limiti di proteine al di sotto o al di sopra dei quali scattano i divieti”.
Meat sounding in Italia
In Italia è in vigore la legge del 1 dicembre 2023, numero 172 che vieta la produzione e l’immissione sul mercato di carne coltivata ed allo stesso tempo anche il meat sounding con un elenco di termini che non possono essere adottati per i prodotti vegetali. L’Italia, ispirandosi proprio alla Francia, ha vietato l’uso di termini come bistecca, salsiccia, polpetta, prosciutto agli alimenti analoghi di origine vegetale.
Questa è la situazione in Italia in essere, una situazione che ora deve tenere conto di quanto avvenuto in Europa ed abolire il divieto di meat sounding.


Il Good Food Institute Europe si esprime in merito ricordando un sondaggio pubblicato in giugno 2024 e condotto da You Gov in cui 7 italiani su 10 si sono espressi a favore dell’uso di queste denominazioni legate alla carne anche in riferimento ai prodotti vegetali, proprio perché termini familiari e già conosciuti. Solo 1 su 5 pensa che questa cosa potrebbe confondere il consumatore.
Ritengo quanto avvenuto una svolta davvero importante verso un riconoscimento delle alternative vegetali. La richiesta sempre più crescente da parte dei consumatori di questi prodotti non può più essere trascurata. Una vittoria certo, ma soprattutto una presa in atto che il mercato va modificato e che è necessario tenere sempre più presente le scelte degli acquirenti. Più valore quindi alle alternative vegetali e più valore a noi. Quello che noi possiamo fare ora, è premiare con i nostri acquisti quelle aziende che producono alimenti di maggiore qualità e che hanno a cuore la scelta delle materie prime usate.
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