Cucina vegana e crudista, corsi di formazione plant-based, eventi conscious e community internazionale da Sayuri nel cuore di Ubud, Bali
Siamo entrati da Sayuri Healing Food nel primo pomeriggio, stanchi e accaldati, dopo ore passate a camminare senza una meta precisa. Ubud quel giorno era esattamente come ce la aspettavamo: templi straordinari che si alternano a negozi di artigianato locale, boutique di stilisti asiatici sconosciuti ma affascinanti, un flusso continuo di persone, motorini, colori, stimoli. Cercavamo qualcosa da mangiare, un po’ di refrigerio, forse semplicemente un posto dove sederci e riprendere fiato.
Non avevamo programmato nulla. E forse è stato proprio questo a rendere l’esperienza più intensa.
Sayuri Healing Food Bali: l’ingresso in un microcosmo internazionale
Varcata la soglia di Sayuri Healing Food, la sensazione è stata immediata e sorprendente: come entrare in un microcosmo cosmopolita, con un respiro che ricordava certi grandi spazi dedicati allo yoga e al benessere di New York o Londra, ma trasportati nel cuore di Bali. Ventilatori ovunque, aria che circola, luce naturale che cambia a seconda delle stanze. E, soprattutto, una sensazione concreta di stare bene, senza sforzo.
Non un locale rumoroso, non un ristorante “da foto”, ma un ambiente vivo, abitato. Un luogo che non sembra chiederti di consumare velocemente e andare via, ma di fermarsi.
Uno spazio che accoglie tempi e bisogni diversi
Sayuri non è un unico ambiente, ma una sequenza di spazi con funzioni e atmosfere differenti. Ci sono zone più appartate, quasi protette, pensate per chi scrive, studia, lavora in silenzio. Tavoli dove si vedono computer aperti, quaderni pieni di appunti, libri sottolineati. Altre aree sono più sociali, vicine a scaffali con libri e riviste da sfogliare, come se la lettura fosse parte integrante del tempo trascorso lì.
Poi ci sono spazi dedicati alla formazione, ai workshop, agli incontri. Sale che non sembrano “a noleggio”, ma vissute, integrate nel flusso quotidiano del luogo. Zone luminose e altre in penombra, tavoli classici con sedie e pedane rialzate dove ci si siede per terra, su cuscini, in modo informale. Tutto comunica un’idea di libertà: scegli come stare, dove stare, quanto restare.
Plant based Academy: imparare vivendo il luogo
Una delle scoperte più interessanti è stata la Sayuri Healing Food Academy. Non una scuola separata dal café, ma un’estensione naturale dello stesso. Qui si tengono corsi, workshop, masterclass e vere e proprie certificazioni professionali legate alla cucina plant-based: cucina vegana, crudista, fermentazioni, raw desserts, cioccolato raw, formaggi vegetali.
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L’aspetto che colpisce è l’approccio immersivo. Chi studia a Sayuri non è isolato in un’aula, ma diventa parte del luogo. Mangia lì, osserva il lavoro della cucina, incontra le persone che frequentano il café. L’apprendimento non passa solo dalle tecniche, ma dall’atmosfera, dalla comunità, dal modo in cui il cibo viene pensato e vissuto.
Accanto ai percorsi in presenza, l’Academy propone anche formazioni online, strutturate per essere seguite ovunque, con i propri tempi. Un ponte tra il quotidiano e Bali, tra lo studio individuale e l’eventuale immersione fisica a Ubud. Molti iniziano così, da lontano, e poi scelgono di completare il percorso sul posto.
Il cibo come linguaggio comune
La cucina è il cuore pulsante di Sayuri. Tutto è 100% vegano, con una forte anima “living food”. Qui il cibo non è pensato come semplice piacere o come restrizione, ma come strumento di cura, energia, vitalità.
I succhi estratti a freddo e gli smoothie funzionali sono tra le specialità più riconoscibili: combinazioni studiate per sostenere digestione, energia, chiarezza mentale. I piatti sono puliti, essenziali, ma mai poveri. Ingredienti fermentati, germogliati, minimamente lavorati, accostamenti che raccontano una profonda conoscenza delle materie prime.
E poi ci sono i dolci raw, forse uno dei segni distintivi di Sayuri. Intensamente buoni, ricchi, appaganti, capaci di ribaltare l’idea che spesso accompagna la cucina vegetale “salutista”. Qui il dessert non è una concessione, ma una celebrazione.
Uno spazio che continua oltre il piatto: prodotti, eventi e comunità
Accanto alle aree dedicate al cibo e alla formazione, Sayuri offre anche uno spazio dove l’esperienza può proseguire oltre il momento vissuto a Ubud. Un’area shop in cui si trovano superfood, ingredienti raw, snack, dolci artigianali, libri e materiali legati alla filosofia dell’Academy. È un invito a portare con sé ciò che si è assaggiato, osservato o imparato, trasformandolo in pratica quotidiana, nella propria cucina e nel proprio modo di pensare il cibo.


Ma l’esperienza non si estende solo attraverso gli oggetti. Un altro livello, forse il più sottile ma anche il più potente, è quello degli eventi quotidiani e settimanali. Yoga, kirtan, canto devozionale, danza libera, musica dal vivo, viaggi sonori, incontri aperti anche alle famiglie: momenti che non hanno nulla di performativo, ma che nascono dal desiderio di connessione autentica. Nessuna messa in scena, nessuna pretesa. Solo presenza, ascolto, creatività condivisa.
Gli eventi cambiano continuamente, seguendo le persone che arrivano, le energie del momento. Il calendario è vivo, in costante evoluzione, proprio come la comunità che attraversa Sayuri. È in questo intreccio tra cibo, oggetti, pratiche e incontri che il luogo si rivela per quello che è: un vero osservatorio umano, dove si incontrano residenti di Ubud, viaggiatori di passaggio, insegnanti di yoga e discipline energetiche, chef, studenti, giornalisti, blogger. Persone diverse, accomunate da una ricerca che passa anche – ma non solo – dal cibo.
Sayuri Healing Food, un luogo che restituisce, accoglie e osserva
Siamo rimasti molto più del previsto. Il ritmo rallenta, si dilata. Fuori, Ubud continua a essere intensa, affollata, a tratti caotica. Dentro, il locale diventa insieme rifugio e punto di osservazione. Un posto dove sedersi senza fretta, mangiare, lavorare, leggere, guardare le persone passare e ascoltare conversazioni in lingue diverse.
In questo equilibrio tra accoglienza e apertura verso l’esterno, Sayuri Healing Food si mostra per quello che è: non solo un ristorante vegano, né soltanto una scuola di cucina, ma un luogo ibrido, vissuto, dove cibo, persone e tempo convivono nello stesso spazio. Quando siamo usciti, Ubud ci aspettava, come prima. Ma il nostro passo era leggermente più lento.
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