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Terra Comune: il nuovo volto della democrazia alimentare

Dalla tutela del suolo all’alimentazione: ecco come il nuovo movimento punta a restituire il controllo del cibo ai cittadini e agli agricoltori

Il sistema agroalimentare è a un bivio, sospeso tra logiche industriali e la necessità di una rigenerazione profonda. In questo scenario nasce Terra Comune, un movimento che rivendica una vera e propria democrazia agroalimentare. Abbiamo approfondito questo progetto ormai sempre più concreto con Carlo Triarico, presidente dell’Associazione Agricoltura Biodinamica e tra i promotori dell’iniziativa. In questa intervista in collaborazione con Terra Nuova, Carlo Triarico ci spiega come il movimento intenda unire produttori e consumatori per contrastare l’omologazione dei mercati e proteggere la biodiversità dei territori, il diritto a un cibo naturale e genuino per tutti.

Perché oggi serve una vera democrazia agroalimentare

Parlare di democrazia agroalimentare significa andare oltre il semplice concetto di accesso al cibo. Non basta “riempire la pancia”: occorre garantire qualità nutrizionale, cultura alimentare e consapevolezza.

Oggi esiste un distacco profondo tra alimentazione e cultura del cibo. Senza una cultura dell’alimentazione, la democrazia alimentare resta uno slogan vuoto. Il problema non riguarda solo i Paesi poveri, ma anche quelli ricchi: l’obesità associata a carenze nutrizionali è una realtà diffusa. Bambini sovralimentati ma carenti di vitamine rappresentano il paradosso di un sistema che produce quantità ma non qualità.

Un altro nodo centrale è l’ingiustizia globale dei modelli alimentari. L’aumento del consumo di proteine animali su scala mondiale è insostenibile: servono circa 10 kg di mangimi vegetali per produrre 1 kg di carne bovina. Questo modello, oltre a non essere equo, non è replicabile per l’intera popolazione mondiale.

Nel frattempo cresce una nuova disuguaglianza: non più solo geografica, ma sociale. Oggi il cibo sano e di qualità tende a diventare privilegio di pochi, mentre le fasce più fragili accedono soprattutto a prodotti ultraprocessati, economici ma poveri dal punto di vista nutrizionale. È qui che la democrazia agroalimentare diventa una questione di salute pubblica, oltre che di giustizia sociale.

Terra Comune: un’alleanza trasversale per cambiare le politiche del cibo

Terra Comune nasce ufficialmente il 17 gennaio a Roma, presso la sede di Libera, con oltre 100 organizzazioni aderenti. Non si tratta di un’associazione settoriale, ma di un movimento trasversale che riunisce agricoltori, biodistretti, realtà del biologico e biodinamico, organizzazioni ambientaliste, sindacati e società civile.

L’obiettivo è chiaro: incidere sulle politiche del cibo. In un contesto in cui la Politica Agricola Comune sta subendo arretramenti sulle limitazioni ai pesticidi e sul sostegno al biologico, e in cui i nuovi OGM rischiano di arrivare sulle tavole senza adeguata trasparenza in etichetta, Terra Comune vuole rappresentare un interlocutore credibile e autorevole per i decisori politici.

 

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Un altro tema centrale è quello degli accordi commerciali internazionali, come il Mercosur, che potrebbero favorire l’ingresso in Europa di prodotti realizzati con standard inferiori rispetto a quelli richiesti agli agricoltori europei. Questo comporterebbe un doppio danno: concorrenza sleale per i produttori locali e potenziali rischi per la salute dei cittadini.

Terra Comune intende rispondere con strumenti concreti:

  • un ufficio studi indipendente sui dati agroalimentari;
  • campagne di comunicazione;
  • pressione istituzionale coordinata;
  • costruzione di una rete forte e numerosa.

Come sottolineato durante l’incontro, la speranza non è un’illusione, ma “un dolore che non si arrende”. E in questo momento storico, la forza dei numeri e delle competenze può diventare determinante.

Dalle periferie al centro: il futuro della democrazia alimentare

Il percorso di Terra Comune non si esaurisce nella fondazione. Il prossimo passo è l’ampliamento della rete, coinvolgendo anche piccole organizzazioni territoriali e comitati locali attivi su problematiche specifiche.

Il movimento ha scelto di non darsi immediatamente una struttura rigida o una leadership definita. Prima viene l’ascolto, poi l’organizzazione. È previsto un tour di incontri locali, con l’obiettivo di raccogliere istanze dalle “periferie” e costruire una struttura condivisa partendo dal basso.

Questo approccio ribalta il modello centralizzato che spesso caratterizza le decisioni in ambito agroalimentare. La democrazia agroalimentare proposta da Terra Comune nasce dai territori, dagli agricoltori, dai lavoratori e dai cittadini.

Terra Comune movimento
Terra Comune movimento

Un aspetto fondamentale è la gestione della transizione. Cambiare modello non significa ignorare chi oggi lavora negli allevamenti intensivi o nell’industria del cibo ultraprocessato. Serve una riconversione responsabile, capace di creare più occupazione nel modello ecologico rispetto a quello intensivo.

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La posta in gioco è alta: salute, biodiversità, equità sociale e sostenibilità economica.

Terra Comune si propone come spazio di convergenza tra chi difende il suolo, chi tutela la salute, chi promuove un’alimentazione naturale e chi chiede regole più giuste per il mercato. In un’epoca in cui il cibo è sempre più oggetto di speculazione e concentrazione di potere, la sfida è restituirne il controllo ai cittadini e agli agricoltori.

La democrazia agroalimentare non è solo un ideale: è una necessità concreta del nostro tempo.

Questa intervista nasce in collaborazione con Terra Nuova, da anni impegnata nella divulgazione su agricoltura biologica, alimentazione naturale, ecologia e stili di vita sostenibili. La sinergia tra Terra Comune e Terra Nuova rappresenta un tassello importante: informazione indipendente e movimento civico che lavorano insieme per diffondere consapevolezza, offrire strumenti culturali e rafforzare una vera democrazia agroalimentare.

Consigliamo anche: Nuovi OGM, come garantire libera scelta a cittadini ed agricoltori

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Terra Nuova Marzo 2026

Edito da

Naturopata, food coach e dottoressa in psicologia, esperta di alimentazione ed igiene naturale, di tecniche di rilassamento e mindfulness, vegan food blogger, segue attraverso consulenze online le persone nel cambio di alimentazione e di stile di vita. Conduttrice radio/tv, attrice ed autrice di libri per bambini e ragazzi. Suo il blog www.isabellavendrame.com in cui trovare articoli e ricette. Segue da diversi anni un'alimentazione vegetale e senza glutine, genuina e naturale, uno stile di vita che le ha regalato salute, sorriso e benessere.

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