Una riforma della legge sulla caccia che allarga i permessi, riduce le tutele ambientali e mette a rischio la fauna. Una minaccia concreta per la biodiversità, la sicurezza e i diritti di animali e cittadini
Il nuovo disegno di legge sulla caccia, promosso dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, apre a scenari che suscitano grande preoccupazione tra ambientalisti, cittadini, operatori della tutela faunistica e realtà editoriali da sempre impegnate per i diritti animali, come Veggie Channel. Da anni contrari alla pratica venatoria, contestiamo con ancora maggiore forza questo tentativo di ampliarne i margini legali e culturali.
Un altro aspetto da evidenziare è che il disegno di legge non modifica l’articolo 842 del Codice Civile, che già consente ai cacciatori di entrare nei terreni privati anche senza il consenso del proprietario, a meno che non siano recintati o coltivati. Questo significa che i cittadini continueranno a non avere strumenti efficaci per impedire la presenza armata di sconosciuti nei loro fondi, anche se privati. Una realtà spesso ignorata, che contribuisce al crescente sentimento di insicurezza da parte di chi vive o lavora in campagna.
Questa espansione delle zone cacciabili rappresenta una minaccia diretta alla fauna selvatica e alla sicurezza dei cittadini. Le aree protette, istituite per salvaguardare la biodiversità e offrire rifugi sicuri agli animali, verrebbero ridotte, contravvenendo agli impegni europei che prevedono l’estensione delle aree protette al 30% del territorio nazionale.
Inoltre, la possibilità di cacciare in prossimità di zone frequentate da escursionisti e turisti aumenta il rischio di incidenti e compromette il diritto dei cittadini a fruire in sicurezza degli spazi naturali.
Intervista all’esperto
Per comprendere meglio le implicazioni ecologiche del disegno di legge, abbiamo posto due domande a Francesco Simonetta, ecobiologo marino e fotografo naturalista. Francesco è parte del WildMoon APS, un’associazione di promozione sociale che si occupa di corsi e attività legate alla natura, in particolare alla fauna e alla flora. L’associazione organizza corsi di birdwatching (osservazione degli uccelli) e di fishwatching (osservazione dei pesci), oltre a passeggiate guidate in aree naturali.
Cosa comporterebbe per l’equilibrio ecosistemico l’estensione della caccia a territori prima protetti, come spiagge, boschi e sentieri escursionistici?
- Disturbo alla fauna selvatica: la presenza armata e il rumore degli spari possono causare stress acuto e cronico agli animali selvatici, anche a quelli non cacciabili. Ciò può alterare i comportamenti vitali: fuga forzata dai rifugi naturali, soprattutto per specie elusive e specializzate. A causa di questi fattori di stress aggiuntivo potrebbero verificarsi anche episodi di riduzione della capacità di alimentazione o di cura dei piccoli fino addirittura all’abbandono temporaneo o definitivo degli habitat più sensibili.
- Alterazione delle dinamiche tra predatori e prede: le attività venatorie possono favorire le specie opportuniste come, per esempio, volpi e cinghiali e penalizzare specie più sensibili o specializzate, modificando l’equilibrio trofico naturale.
- Anche laddove si dovesse provvedere a procedere con le famose uccisioni selettive, se non basate su solide valutazioni ecologiche, soprattutto basate su modelli ecologici a lungo termine, possono avere effetti a cascata sulla catena alimentare, come successo in passato.
- Frammentazione e perdita della “rete ecologica”: l’estensione della caccia anche su sentieri e spiagge compromette le aree di connessione ecologica tra zone protette, impedendo agli animali di muoversi in sicurezza tra habitat diversi. Inoltre le spiagge sono ecosistemi estremamente fragili e importanti che già sono soggette a eccessivi impatti antropici. Nonostante ciò le dune e la battigia possono rivelarsi ambienti importanti ricchi di biodiversità e possono fungere da area di sosta e alimentazione per molti uccelli di passo, specialmente i limicoli.
Visualizza questo post su Instagram
In che modo la presenza costante dei cacciatori sul territorio può influire sulla fauna non bersaglio e sulla fruizione naturalistica dei cittadini?
- Disturbo generalizzato alla biodiversità: molte specie non cacciabili (come rapaci, passeriformi, anfibi, rettili) vengono involontariamente disturbate o spostate da zone cruciali (aree di riproduzione, alimentazione, svernamento), e spesso vengono addirittura uccise per errore.
- Rischio di impatto diretto: incidenti di bracconaggio o abbattimenti accidentali possono aumentare in zone a fruizione libera, dove il controllo è più difficile.
- Esistono anche rischi indiretti legati all’inquinamento da piombo e da cartucce, legati alla lunga persistenza di questi nell’ambiente e alla loro tossicità per la fauna e per l’ambiente soprattutto negli ambienti umidi e costieri. Inoltre spesso questi inquinanti possono risalire la catena alimentare colpendo anche gli animali ai vertici della catena alimentare.
- Conflitto con la fruizione naturalistica e sociale: l’accesso libero a boschi, spiagge e sentieri è parte del diritto al benessere, alla salute e all’educazione ambientale. La presenza di cacciatori armati può generare senso di insicurezza, riducendo la frequentazione di famiglie, escursionisti, fotografi, scolaresche e guide ambientali.
- Danneggiamento del turismo naturalistico: le aree protette e i percorsi escursionistici sono una risorsa economica per il turismo lento e sostenibile. L’estensione della caccia può compromettere l’attrattività di questi territori per i visitatori e per gli operatori del settore.
Riforma della legge 157/92, norme allentate: armi potenziate e caccia notturna
Il disegno di legge introduce modifiche significative riguardo alle armi utilizzabili e agli orari di caccia. Sarebbe consentito l’uso di fucili semiautomatici con caricatori fino a cinque colpi per la caccia al cinghiale, e la caccia sarebbe permessa anche durante le ore notturne, superando i limiti tradizionali della stagione venatoria.
Queste modifiche sollevano preoccupazioni per la sicurezza pubblica e per la protezione della fauna. La caccia notturna rende più difficile distinguere le specie e aumenta il rischio di abbattimenti accidentali di animali protetti. Inoltre, l’uso di armi più potenti può portare a un aumento delle vittime tra gli animali e a incidenti tra i cacciatori stessi o con i cittadini.
L’allentamento delle restrizioni sulle armi e sugli orari di caccia sembra rispondere più agli interessi delle lobby venatorie che alla necessità di una gestione sostenibile della fauna.
Scene di vita reale
Immaginiamo una madre con i suoi figli in gita in un bosco vicino casa o un escursionista solitario che percorre un sentiero in silenzio. Con questa riforma potrebbero trovarsi improvvisamente a udire spari, trovarsi davanti cacciatori armati o peggio. Il senso di libertà e sicurezza che gli spazi naturali dovrebbero offrire si trasforma in paura e incertezza.
Una delle proposte più controverse del disegno di legge è la riapertura dei roccoli e l’uso esteso dei richiami vivi. I roccoli, impianti di cattura con reti per richiami vivi, erano stati vietati per la loro crudeltà e inefficacia nella selezione delle specie. Il ritorno a queste pratiche rappresenta un passo indietro nella tutela degli uccelli migratori e favorisce il bracconaggio.
L’uso di richiami vivi, che passerebbero da 7 a 47 specie, comporta la cattura e la detenzione di uccelli in condizioni spesso inadeguate, causando stress e sofferenza agli animali. Queste misure sono in contrasto con le direttive europee sulla conservazione degli uccelli selvatici e con gli impegni internazionali dell’Italia per la protezione della biodiversità.


Scienza silenziata: l’ISPRA messa da parte
Il disegno di legge prevede la sostituzione del parere vincolante dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) con quello del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, controllato politicamente dal Ministero dell’Agricoltura.
Questa modifica riduce l’influenza delle evidenze scientifiche nella gestione della fauna selvatica, favorendo decisioni politiche non basate su dati oggettivi. L’ISPRA ha svolto un ruolo fondamentale nella protezione della biodiversità, fornendo analisi e raccomandazioni basate su studi scientifici. Escludere l’ISPRA dal processo decisionale compromette la capacità di adottare misure efficaci per la conservazione della fauna e apre la strada a politiche influenzate da interessi di parte.
Legge sulla caccia, come difendere i diritti degli animali
Il disegno di legge introduce sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo, mentre non prevede nuove misure contro il bracconaggio.
Questa disposizione limita la libertà di espressione e penalizza chi si oppone alla caccia e difende i diritti degli animali. Al contrario, il bracconaggio, una delle principali minacce alla fauna selvatica, non viene affrontato con nuove sanzioni o misure di contrasto.
Le associazioni animaliste e ambientaliste hanno lanciato petizioni e campagne per fermare il disegno di legge, sottolineando la necessità di proteggere la biodiversità e garantire la sicurezza dei cittadini. Veggie Channel si unisce con determinazione a questa mobilitazione.
Petizione NO alla Deregolamentazione della Caccia! Difendiamo la Natura, Difendiamo la Costituzione!
Consigliamo anche: Orso bruno della Kamchatka, la vita nel loro paradiso naturale






Maurizio | Giugno 15, 2025
|
Ciao, desidero sapere come firmare per la legge contro l’ ampliamento della caccia
Julia Ovchinnikova | Giugno 17, 2025
|
Potresti firmare questa petizione: Petizione NO alla Deregolamentazione della Caccia! Difendiamo la Natura, Difendiamo la Costituzione! https://www.change.org/p/no-alla-deregolamentazione-della-caccia-difendiamo-la-natura-difendiamo-la-costituzione
Maurizio | Giugno 15, 2025
|
Non capisco come si fa a firmare per la legge contro l’ ampliamento della caccia